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martedì, 15 aprile 2008
The day before
The day after
Colonna sonora: Funeral march, Chopin
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:01
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Mio cugino Marco e la sua compagna Elke, in prossimità delle feste pasquali dello scorso anno, salvarono un'agnellina, e subito la notizia della loro buona azione si diffuse non solo Italia ma anche all'estero, tant'è che ora la storia di Perchè - il nome dell'agnellina salvata - è diventata il simbolo della Pasqua vegetariana in Italia.
Vi invito a leggere questa lettera, con la quale Elke descrive cosa è successo quel giorno in cui decisero di comprare il tenero e indifeso animaletto e le motivazioni che li indussero a farlo. Ora Perchè vive all'Ostello per animali erbivori del Circolo Vegetariano di Calcata.
"Eravamo 3 amici al bar... Anzi per dirla tutta in verità, in quell'occasione eravamo al ristorante e stavamo leggendo il menù della casa "agnello arrosto". Io (che mi chiamo Elke), il mio compagno Marco e il nostro amico Maurizio. Restammo in silenzio per alcuni secondi, immaginandoci gli agnellini barcollanti sulle loro incerte zampette, nel tentativo di sorreggerli affinché potessero andare a succhiare il buon latte della madre. Poi nello svanire di questa serena scena bucolica, il nostro sguardo tornò al menù, ma lo stato d'animo ormai era diverso. Ci era passata la fame, se non altro la voglia di carne ed in special modo dell'abbacchio!
Il nostro non è certo un voler colpevolizzare chi mangia la carne, ma piuttosto far percepire che una scelta diversa può far scaturire quella scintilla di consapevolezza nell'uomo che porta ad un'evoluzione certa dello spirito in nome dell'amore, della sensibilità e della pietà che sovente invochiamo solo per noi stessi". (leggi il testo completo)
Elke Colangelo
Ebbene, Elke e Marco mi parlarono del loro gesto, mi aveva incuriosita ma non avevo capito bene il significato. Un mese fa circa, Elke mi invia una poesia scritta da suo padre, una bella persona oltre che molto sensibile. Il messaggio delle sue parole sono arrivate a destinazione e, senza pensarci un secondo, ho agito di impulso ed ho chiesto ad Elke di comunicare al padre che avevo deciso di rinunciare a mangiare carne d'agnello a Pasqua. E così ho fatto e senza sacrifici. Non si tratta infatti di diventare vegetariani, come non sono, ma di porre fine ad una usanza crudele che si continua a seguire solo per mantenere viva la tradizione.
Questa è la poesia di Pietro, padre di Elke.
AGNUS DEI
Come l'essere l'incerto Amleto,
tormenta l'incubo il Mansueto
dalla madre diviso e, ben nutrito,
dall'uomo ucciso e digerito.
Una palma stringa la mano
del vorace pasquale genere umano
ed amica non sia la lama tagliente
della lancia nel costato del Sofferente.
Come sulla morte la vittoria per la vita
salvezza è eterna e misericordia infinita,
così la fine d'una falsa credenza
è certa quella di ovina innocenza.
Resurrezione è Pasqua, non Crocifissione
dell'Agnello simbol di vita, non d'uccisione.
Toglie esso i peccati del mondo,
mai la fame del carnivoro immondo,
che di nutriente latte dissetarsi,
con la soffice lana riscaldarsi
potrebbe del lattante un dì pecora adulta,
salva da mortifera cultura che l'etica insulta.
Risorga con il Cristo la coscienza,
gaudio sia, non consumistica demenza.
Ed il sacrificio non egoistico giovamento,
ma duratura angoscia e pentimento!
Pietro Colangelo
DELIRATO DA kappa_pera
| 12:52
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Il mio pensiero sta andando sempre più verso il Tibet. Leggo poco sui giornali o, almeno, non quello che vorrei. Che ho lacune in storia non è più un segreto e quindi giro per la rete con l’intento di approfondire.
La situazione del Tibet mi sta colpendo in modo particolare. Fa male e molto, anche se i pochi spazi dedicati alla vicenda sono sufficienti a trapassare le difese e colpire il cuore. Non scappo da questo dolore, i cui effetti inevitabilmente sono prima incredulità e poi rabbia, ma continuo a seguire la vicenda cercando di capire questo “intruso” che toglie equilibrio allo spirito.
Ho capito che non è una guerra, non è un’invasione, non è pulizia etnica. Allora cos’è?
Approfondisco e viaggio a ritroso nel tempo, per scoprire cosa è il Tibet, oltre ad essere la culla della spiritualità!
Il TIBET è molto vasto ed ha un espansione 5 volte superiore alla Francia. I tibetani sono 6,5 milioni contro i 7 dei coloni cinesi. E’ situato a nord dell'Himalaya, tra l'India e la Cina.
Esistono ben 3 risoluzioni dell’assemblea generale ONU, del 1959, del 1961 e del 1965, che esortano la Cina a rispettare i diritti umani dei tibetani e la loro aspirazione all’autodeterminazione. Ma sono sempre rimaste lettera morta!
Il popolo tibetano è incomparabile, ricco di una tradizione di saggezza millenaria incarnata dal XIX Dalai Lama, la cui ammirabile lotta non-violenta viene premiata nel 1989 con il Premio Nobel per la pace.
Secondo dopoguerra: Panchen Lama, il giovane consigliere spirituale del Dalai Lama, viene invitato a Pechino e non farà più ritorno.
Alle prime avvisaglie dell’invasione dell’esercito maoista, Dalai Lama decide di andare anche lui a Pechino. Viaggia per due mesi con animali da soma e jeep. Viene ricevuto dallo stesso Mao Tse Tung e accolto in pompa magna, ma lo trattengono per un lungo periodo, tanto è vero che i suoi sudditi cominciano a preoccuparsi e poi disperarsi, pensando che fosse stato ucciso. Invece torna. E sapete come? Con un’umile vetturetta senza scorta, con l’intento di umiliare la sua immagine e tentare di screditarlo agli occhi dei suoi sudditi. Al suo seguito arriva un lento sciame di soldati.
Sarebbe quindi da attribuire al 1949 l’inizio della tragedia storica del Tibet, quando, cioè, l' esercito di liberazione popolare della Cina entrò nel Tibet per la prima volta. Inizia così la cinesizzazione…
1951 - Il governo cinese, dopo aver sconfitto l’esile esercito tibetano, impone allo stesso governo tibetano, con una presenza minacciosa di 40.000 soldati, il cosiddetto “accordo per la liberalizzazione pacifica (?) del Tibet”, che fu fatto firmare con la forza.
Dalai Lama ha 15 anni. Truppe cinesi occupano province orientali del Tibet (Amdo e Kham). Vengono lanciati appelli agli Stati Uniti, all’India, all’Inghilterra, che rimangono però in silenzio, lasciando che le artiglierie cinesi bombardassero i monasteri.
Marzo 1959 – si sparge la notizia che i cinesi vogliono rapire il Dalai Lama. Una folla si raduna per volerlo proteggere. Cito una sua frase che ricorda quel periodo “lo mi sentivo al centro di due vulcani entrambi pronti ad eruttare ad ogni momento. E mio dovere più urgente era evitare uno scontro fra il mio popolo disarmato e l'esercito cinese”. Il 17 marzo si traveste e fugge e dopo un duro viaggio durato settimane arriva in India. Il Tibet non lo vedrà più.
Nasce il Governo tibetano in esilio, il cui primo obiettivo è tentare di conservare e proteggere la comunità tibetana e la sua tradizione. Per attuare ciò si creano le riserve naturali, le riserve “culturali”, nei cui terreni agricoli vivevano organizzando anche un sistema scolastico per perpetuare la loro cultura.
Però, anche se in esilio, Dalai Lama, sempre guida spirituale e Capo di Stato del Tibet in esilio, sostiene che il Tibet è stato sotto occupazione illegale cinese dal momento in cui la Cina lo ha invaso nel 1949-50.
Intanto le forze d'occupazione commettono numerosi e orribili atti di barbarie. I Monasteri vengono rasi al suolo (si stima circa 6000), viene bombardato il Potala (palazzo di residenza del Dalai Lama). Vengono uccise almeno 12.000 persone e altrettante deportate. Ora è vietato avere una foto del Dalai Lama. Ai bambini vengono imposti corsi di maoismo. Agli adulti, di lavorare nei campi forzati. Più di un milione di persone scompare, così come tesori architettonici e artistici. Scompaiono, naturalmente, anche i monaci, esclusi quelli che sopravvivono nei campi di prigionia o che sono fuggiti all’estero.
Esiste anche qualche combattente tibetano che inizia ad addestrarsi nei campi della CIA. Si assiste, infatti, a qualche rivolta tra il 1954 e il 1959, che inevitabilmente insanguina le strade.
1962 – Dal Tibet la Cina lancia un attacco contro le frontiere dell’India e installa basi missilistiche nucleari. Prosegue la cinesizzazione…
Inizia l’espansionismo cinese in questa terra, dove si vuole opprimere e sopprimere la civiltà e la religione: si costruiscono strade per la Cina, si sconsacrano monasteri e templi che sono sopravvissuti alla distruzione per farne stalle e granai. Ai monaci vengono tolte le tonache. Essi, si sa, sono vegetariani, ma vengono costretti a lavorare nei macelli.
1976 – Muore Mao Tse Tung. I cinesi ammettono ufficialmente “che erano stati compiuti degli errori”. Deng Xiaoping fa ricostruire qualche monastero e, visto che inizia ad avere anche contatti con l’Occidente, si spera in una certa tolleranza. Poi perché dovrebbe chiamarsi tolleranza? Comunque questa speranza verrà assai presto vanificata.
Sono anni segnati da continue offese al popolo tibetano e alla sua cultura. Tra il 1950 e il 1980, l’occupazione cinese, commettendo numerosi e orribili atti di barbarie, si rende carnefice di circa 2 milioni di tibetani.
Nel 1980, il Dalai Lama, prima di incontrare Giovanni Paolo II, dichiara: “Viviamo in un periodo di grande crisi, un periodo in cui il mondo è scosso da turbolenti sviluppi. Non è possibile trovare la pace dell'anima senza la sicurezza e l'armonia fra le genti. Per questo aspetto con fede e speranza di incontrare il Santo Padre, per avere uno scambio di idee e sentimenti e per aprire la strada a una progressiva pacificazione fra i popoli”.
Qualche anno dopo, in occasione del Congresso mondiale delle religioni, dichiara ancora: “Credo sempre che sia molto meglio avere una varietà di religioni e filosofie piuttosto che una singola religione o una singola filosofia. Ogni religione ha le sue idee e pratiche: imparare a conoscerle può solo arricchirci”.
1987 – Washington. Il Dalai Lama propone un Piano di Pace in Cinque Punti: Tibet trasformato in una zona di pace; fine dei trasferimenti di popolazione di etnia cinese in Tibet; ripristino delle libertà democratiche; abbandono da parte della Cina dell'utilizzo del territorio tibetano per armi nucleari e scarico di rifiuti radioattivi; “seri negoziati” sul futuro del Tibet.
1988 - A Strasburgo, in Francia, il Dalai Lama propone la creazione di un Tibet democratico e autonomo “all'interno della Repubblica Popolare Cinese”. Un compromesso. Ma nel 2001 il Governo in esilio constata amaramente che il Piano di Strasburgo è invalidato a causa di una opposizione del governo cinese.
Nell'estate del 1989, per oltre un anno, vige la legge marziale. Continuano le immigrazioni di massa. E la cinesizzazione continua…
Le donne tibetane sono costrette alla contraccezione, ma questo è nulla in confronto all’obbligo di sottoporsi alle sterilizzazioni e, orrore, agli aborti addirittura fino agli ultimi mesi di gravidanza.
Anche l’ambiente è in pericolo. La deforestazione non solo provoca la desertificazione di vaste aree, ma anche inondazioni sempre più frequenti e devastanti; specie animali si stanno estinguendo.
Sebbene la Cina taccia, si sa che in Tibet esistono molti siti di stoccaggio e di lancio di armi nucleari.
L’economia e tragicamente soffocata, ma non ne risentono i coloni e i soldati cinesi, ai quali viene riconosciuto uno status privilegiato ed elargiti grossi incentivi economici. E la cinesizzazione continua...
Ebbene, ho voluto fare un piccolo excursus storico, che anziché lenire ha accentuato il dolore. Vedo un popolo che, malgrado le persecuzioni religiose, malgrado i tentativi di distruzione della sua eredità culturale e religiosa, delle sue tradizioni e malgrado, ancora, la violazione dei suoi diritti umani, è riuscito a resistere e a mantenere la propria identità nazionale. Diverse dichiarazioni dell’ONU affermano il riconoscimento di uno status indipendente del Tibet che, ancora oggi, continua ad essere Stato. Ma come si può fermare questa aggressione sopraffazione… ogni termine lo trovo insufficiente per esprimere la barbarie che continua nel tempo e si tramanda incessantemente… che vede il Tibet, da una parte, come paese indipendente sotto un’occupazione illegale da parte della Cina e, dall’altra, la Cina stessa che non ha mai sostenuto di aver acquisito la sovranità sul Tibet in base ad una conquista ma che al tempo stesso riconosce che “l'uso della minaccia della forza, l'imposizione di un trattato iniquo o la persistente occupazione illegale di un paese, non possono mai garantire ad un invasore il titolo legale sul territorio”. Le sue pretese si basano soltanto su una supposta sottomissione del Tibet ad alcuni dei più potenti governanti stranieri della Cina nel 13° e 18° secolo”. ?
Esattamente due minuti per una comunicazione rivolta ai romani.
Non ho il tempo di fare considerazioni, purtroppo, so solo che, a prescindere dell'orientamento poilitico, Emma Bonino sia una persona che in varie occasioni ha potuto dimostrare coerenza, impegno e correttezza. Ciò mi basta per perdere cinque minuti del mio tempo e porre la firma sulla proposta Lista Bonino al Comune, ai Municipi e alla Provincia di Roma. Bisogna raggiungere 1.500 firme, autenticate e certificate, entro oggi ed è difficile riuscire nell'impresa. Ho saputo che si stanno organizzando tavoli per la raccolta, uno a Cola di Rienzo. uno Piazza Navona, spero anche all'università. Chi preferisce, può recarsi a Via di Torre Argentina 76 (III piano).
Per firmare occorre essere residenti a Roma e portare con sè un documento di identità.
Mi hanno anche autorizzato a pubblicizzare il loro numero telefonico che è 06/6897911
Bloggers romani, intervenite se volete. Invierò questo messaggio anche per e-mail a tutti quelli che conosco.
Grazie
Torno alle scartoffie, poi domani mattina parto e vi leggerò lunedì. Buon fine settimana a tutti quantiiiiiii
Mi è appena giunto questo appello:
Cara Emma,
ti inoltro questa mail di XXXXX.Daniela è molto sensibile al
sociale e mi invia spesso mail di aiuto vario. Ho pensato che questa
potresti inserirla nel tuo blog. Spero non ti dispiaccia.
Un caro saluto, a lunedì, Elisabetta
Inviato: martedì 11 marzo 2008 15.25
A: destinatari-ignoti:
Oggetto: servono medicinali e omogeneizzati per bambini denutriti
Cari tutti, vi inoltro questa mail scritta da un amico, uno dei City
Angels di Roma (http://www.cityangelsroma.it/). Servono aiuti per alcuni
bambini denutriti e malati, la Croce Rossa da sola non ce la fa. Sotto
c'è una lista di cose che servirebbero, se potete aiutare in qualche
modo scrivete a Morgan Palmas morganpalmas@msn.com.
E' una persona fidatissima, garantisco io per lui.
Grazie a tutti!
vi scrivo per dare voce subito ad una richiesta giunta da un gruppo
della Croce Rossa.
Ci hanno raccontato che da qualche tempo fanno dei sopralluoghi sulle
rive del Tevere e dell'Aniene. La situazione è grave, anche, in parte,
dovuta all'insana politica degli sgomberi che, il buon senso aiuta, non
risolvono alcun problema, ma lo spostano semplicemente in altri luoghi.
Ci sono bambini denutriti, appartengono solo in parte alla comunità Rom,
vi sono altresì famiglie rumene e bosniache. Qualcuno ha la tubercolosi.
Una signora della Croce Rossa ha narrato di come vivano fra l'immondizia
e i topi, a contatto diretto con il pericoloso insorgere di malattie
gravissime.
Non hanno mai avuto problemi nel rapportarsi con loro, anzi. Forse
vedendo che qualcuno si occupa in qualche modo delle loro situazioni
dona parvenze di speranza e fiducia verso questo paese che li ospita a
braccia aperte, ma che poi li abbandona nella dignità, nella salute e
soprattutto nei diritti fondamentali.
Servono alcune cose, la Croce Rossa non è più in grado di sostenersi
nell'aiuto a queste famiglie e in particolare ai minorenni.
Se qualcuno avesse la possibilità di contribuire concretamente, sarebbe
di grande aiuto a tutte questi bambini abbandonati. Non servono soldi,
fate riferimento alla seguente lista:
1- Antibiotici
2- Antinfiammatori
3- Emollienti
4- Sciroppi per la tosse
5- Omogeneizzati
6- Pannolini
Vi chiedo gentilmente di lanciare questo appello nei vostri blog, nei
siti o nei forum, non importa se siete a Perugia, in Svizzera o a
Siracusa, magari nei vostri contatti qualcuno può aiutare concretamente.
Per qualsiasi informazione la mia mail è morganpalmas@msn.com
Grazie.
DELIRATO DA kappa_pera
| 10:45
| DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (23)
Sono contenta che oggi, 8 marzo, non ho ricevuto gli auguri da nessuno, ma solo belle parole (gli auguri ne erano lontani) da donne vie sms, che descrivevano il nostro modo di essere, di affrontare la vita, di risolvere i problemi, insomma un modo tutto nostro di essere. Come ogni anno, ripropongo, perché lo ritengo più che mai aggiornato (purtroppo) e quindi attuale, un vecchio post che pubblicai nel 2006. Lo farò ogni anno, fino a quando qualcosa inizierà a smuoversi, a svegliarsi dal torpore. Torpore forse voluto, forse accettato e forse, ancor peggio, accettato con rassegnazione.
Ma prima volevo proporvi un dipinto di Morelli che oggi, alle Scuderie del Quirinale, mi ha colpito particolarmente e fatto pensare ad una situazione molto piacevole. Ha evocato in me la totale comprensione, comunicazione e appagamento che tra donne si può raggiungere. Buona visione e buona lettura. Grazie!
8 marzo
"l'8 marzo non è un anniversario
ma un giorno di lotta rivoluzionario"
Questo gridavamo inferocite nei cortei degli anni '70!
E oggi?
Oggi è un'occasione per marinare la scuola
Oggi aspettiamo gli auguri dai nostri uomini
Oggi abbiamo la possibilità di andare a teatro o al cinema o al ristorante con le nostre amiche
Oggi svolazzano le mimose, ma anche rose, nelle più svariate confezioni!
Oggi SI DEVE parlare delle donne... gli altri giorni NO, ma oggi... è doveroso!
Oggi la casa la pulisce lui
Oggi qualcuno non ricorda che siamo uno degli ultimi paesi ad avere solo una piccola rappresentanza femminile in Parlamento
Oggi si legge sui giornali che "tra i laureati in medicina sono le donne ormai a spopolare. E sono le più brave: si laureano prima e con voti più alti dei colleghi maschi", ma allora perché le iscrittE all'ordine dei medici sono solo il 30 per cento???
E la presenza in Magistratura? Certo, l'opportunità di fare il concorso viene concessa... ma poi le donne magistrato dove sono? Non sarà mica per un atto discriminatorio dovuto al passato, quando le donne non potevano accedere alla carriera? Non voglio mica pensare che sia un atto discriminatorio odierno!?!? O forse sì? Dipenderà dalla misoginia del CSM che, a parità di requisiti, nomina uomini anzichè donne?
Mah!!!
Si parla di PARI OPPORTUNITA' (legge n. 125 del 1991). Ma che sono queste opportunità? Per me, evoca il concetto: "ti do l'opportunità di... tanto ti trombo dopo!!!" E per cortesia, almeno se vi sentite in dovere di essere gentili con noi, fate attenzione nella scelta dei termini.
Pensate che la parità di trattamento tra donne e uomini in materia di lavoro era stata già regolamentata con la legge n. 903 del 1977. Quasi 30 anni fa!!! Grande svolta sociale per la donna.
Ma oggi allora? Oggi, l'osservatorio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (con sede a Dublino) ha svolto una ricerca su 15 paesi dell'Ue.... conclusione: le donne continuano a guadagnare meno a parità di mansione, tanto che gli stipendi femminili dell'Ue ammontano in media al 75 per cento di quelli maschili. Addirittura si dichiara che dal 1995 ad oggi, i progressi compiuti sono molto scarsi e, in qualche caso, si è registrato un arretramento. Il gap salariale fra donne e uomini è aumentato specialmente in Austria, Portogallo e Svezia! Però!!!!!!!!!!!!!!!!!
Basta, non voglio continuare, altrimenti non la smetto più, perché di cose ce ne sarebbero da dire, e mi sono fermata a guardare la situazione nostra, europea, la nostra società "civilizzata", come la chiamano.... senza prendere in considerazione la condizione della donna nelle società arretrate (che stanno pure a casa nostra). Ho parlato solo della nostra società fatta di incongruenze, ingiustizie, discriminazioni....
Ecco perché mi gira storto oggi, perché, come ogni donna, ricevo sorrisini, gli "auguri", gli omaggi, i fiori, dagli stessi uomini che poi ti trombano quando ti dovrebbero valutare indipendentemente dal genere al quale appartieni.
Allora sapete la mimosa dove ve la dovreste mettere????
Negli anni '70 la mimosa ce la compravamo da sole, bastava un rametto ciascuno... era solo un simbolo!
Già, queste cose si sono dimenticate!!!
Oggi l'8 marzo è LA FESTA DELLA DONNA.... come la festa della mamma, della nonna, del papà, dello zio e delli mortacci..... e la FESTA DELL'UOMO? Secondo un criterio logico, dovrebbe esistere anche quella....
Ecco perché non riconosco più questa giornata che non dovrebbe essere una "festa" ma la GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELLE DONNE. Una giornata, le cui origini risalgono ai primi anni dello scorso secolo (1908?). In un paese degli Stati Uniti, le operaie di una fabbrica tessile scioperarono per alcuni giorni per protestare contro le condizioni terribili in cui erano costrette a lavorare. Dopo alcuni giorni, appunto l'8 marzo, il proprietario ordinò di chiudere tutte le porte della fabbrica e di appiccare il fuoco. L'incendio che divampò uccise circa 130 donne.
Fu Rosa Luxemburg a proporre, in ricordo della tragedia, la data dell'8 marzo come giornata di lotta internazionale.
OGGI la donna ha ancora di che lamentarsi della situazione di subalternità a cui è costretta e la volontà di emancipazione e di uguaglianza con l'uomo è sostenuta da sacrosante dichiarazioni di Organizzazioni internazionali, umanitarie, sociali e politiche; Carte dei diritti; Costituzioni e leggi. Tanti buoni propositi, tante belle parole, tante dichiarazioni.... INUTILI, poichè non è sufficiente la volontà di giustizia per ottenerla, perchè essa è strettamente connessa alla realtà socioeconomica e culturale in cui si trova.
Quindi, donne e uomini, permettetemelo: festeggerò solo quando tutti, dico tutti, uomini e donne di tutto il mondo, saremo UGUALI! Anzi, mi correggo, che siamo uguali è un dato certo e incontestabile.... direi allora quando tutti noi saremo considerati persone, a prescindere dal nostro genere di appartenenza!
Amen
DELIRATO DA kappa_pera
| 21:03
| DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (4)
Sapete cosa mi è venuto in mente? Che bisogna prendere esempio dal serpente. Con tutto il ribrezzo che posso nutrire nei suoi confronti, lo ammiro. Ammiro la sua potenza, la sua eleganza e la sua sinuosità, ma lo ammiro anche per un’altra cosa: ciclicamente si libera della sua pelle per rinnovarsi. E’ giusto! Mica scemo, diventa più bello e giovane di prima!!!
Tutti noi abbiamo un’identità, un modo di essere e uno stile di vita, così percepiamo l’immagine di noi, che si sostiene anche grazie alle nostre idee, i nostri pensieri, ma anche alle nostre abitudini. Dosiamo tutti questi ingrediente, o almeno tentiamo di farlo, per stare in armonia con noi stessi. Ma ad un certo punto della nostra vita, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando, nel bene e nel male, volenti o nolenti, e la nostra immagine è un po’ distorta, evanescente, quasi sospesa, e cominciamo a sentirci in bilico o almeno non più tanto in equilibrio. E allora ci poniamo domande esistenziali o cerchiamo una via di fuga, una soluzione che possa migliorare il nostro stato d’animo e il nostro equilibrio. Perché non si sta poi tanto bene quando qualcosa cambia, anzi. Riflettiamo e cerchiamo un appiglio che possa salvarci. E poi, una volta superato l’intenso dolore, ci convinciamo che bisogna staccarci da ciò che ci fa più male. E’ questo il momento di cambiar pelle, lasciarla a terra ed aspettare che si formi la nuova, come lui, il serpente. Certo che bisogna essere coraggiosi nel liberarcene. La guardiamo a terra con gli occhi scintillanti e nostalgici, ma sappiamo bene che dobbiamo andare avanti e rendere nuovamente nitida la nostra immagine… e stare bene. E andiamo avanti senza voltarci. Del resto, non si accoglierà mai il nuovo se non ci si libera del vecchio.
Mah, era un pensiero così e l’ho voluto scrivere.
Buon fine settimana a tutti i bloggers e non!
DELIRATO DA kappa_pera
| 20:24
| DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (15)
Tempera su carta di Fred WetteningThe barque Franisca sailing through a hurricane (Uragano sofferto dal "Francisca" nell'oceano indiano) - 22 febbraio 1874
"Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare la barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio."
Elogio della fuga - Henry Laborit
Altri passi che reputo ricchi di spunto per una riflessione, del resto tutti noi, in un modo o nell'altro, per necessità o per non arrendersi di fronte all'inesorabile trascorrer del tempo, abbiamo tentato di fuggire da qualcosa inseguendo un sogno o un'idea...
"Per noi, la causa prima dell'angoscia è l'impossibilità di realizzare l'azione gratificante, e sottrarsi a una sofferenza con la fuga o la lotta è anch'esso un modo di gratificarsi, quindi di sfuggire all'angoscia."
"L'uomo è un' essere di desiderio. Il lavoro può solo soddisfare i suoi bisogni. Sono rari i privilegiati che riescono a soddisfare i bisogni dando retta al desiderio. Costoro non lavorano mai."
"...perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l'unico rimedio all'abitudine, all'indifferenza, alla sazietà. E' tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E' l'elogio dell'immaginazione mai attuata e mai soddisfacente."
DELIRATO DA kappa_pera
| 12:16
| DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (10)
Anche se non è il momento e non ho l’umore giusto, oggi ho deciso di scrivere. Si, ok, ma cosa? Questo è il punto: non lo so!
E’ un momento delicato, particolare, critico e forse anche difficile. Anzi, no, non "forse", è maledettamente difficile. Non è sempre doloroso prendere delle decisioni importanti e fondamentali della tua vita? A meno che non si è incoscienti o superficiali, si tenta faticosamente di ponderare, studiare bene la situazione, analizzarla e, quindi, è inevitabile, ahimè, mettersi in discussione. Io e io a quattr’occhi: chi sono, cosa voglio, cosa ho fatto e perché?
Tutto facile, sembra. E invece No, affatto! Assolutissimamente. Accettare superficialmente i nostri sentimenti o le nostre percezioni, accettando quasi passivamente le conseguenti reazioni, come piacere, divertimento, gratificazione, risentimento, umiliazione, svilimento eccetera eccetera, allora si che è facile, ma è altrettanto riduttivo e superficiale. Diventa maggiormente difficile e complicato se si vuol capire il perché di quelle percezioni e di quei sentimenti. Per esempio, se mi piace molto la cioccolata, la mangio e mi viene un dolore allo stomaco, non vuol dire che, pur avendo sentito un fastidio io non ami la cioccolata. Cioè, io amo la cioccolata ma provo dolore quando la mangio!
Allora come posso evitare il dolore di pancia senza rinunciare alla cioccolata?
Questo è il punto!
Devo prima studiare e ricercare l’ingrediente della cioccolata che mi fa male e nello stesso tempo sottopormi anche ad un checkup per conoscere il mio organismo e come esso reagisce a determinate esperienze.
Ecco, ci siamo. Tolta la metafora la cosa, invece di semplificarsi, si è ingarbugliata. Se semplice è un checkup, così non è l’esplorazione di se stessi.
Ed io mi sto esplorando!
DELIRATO DA kappa_pera
| 14:13
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Credetemi, non è il severo rimprovero di una mamma al proprio figlioletto che ha combinato una marachella, bensì l’intervista “senza rete” di Andonello Caporale al senatore Nino Strano
(14 febbraio - La Repubblica - pag. 9)
Quella benedetta mortadella spalmata sulla faccia
Ma ho chiesto scusa!
Elo champagne che colava sul vestito e giungeva a picco sulla moquette rossa del Senato
Sono dispiaciuto, ricreduto, mortificato
Non è una giornata facile per il senatore Nino Strano: sembra sia stato ricusato dal Popolo della libertà per manifesta scostumatezza
Mi hanno detto che Berlusconi avrebbe dichiarato...
Tolga il condizionale
Sono affranto, è un momento orribile per me- E resto incredulo
L’etichetta di supercafone un po’ se l’è meritata
Ho inviato una mail di scuse a ciascuno dei senatori
Quelle foto in giro per il mondo!
Una mia mail di scuse è giunta anche a Romano Prodi
Non basta
Anche ai ministri
Non basta
Hoo acquistato un’intera pagina del quotidiano La Sicilia nel giorno in cui Gianfranco Fini, il mio leader, è giunto nella mia terra. Scuse a caratteri cubitali
Lei adesso è il male da estirpare
Me ne sono accorto, e non capisco
Gianfranco Fini, poveretto, cosa può dire?
Mi onoro dell’amicizia sua
Comanda Berlusconi
La cosa che più mi colpisce è questa accusa di indegnità
Potrebbe dire: avrò mangiato la mortadella, ma ladro non sono
Mai rubata una mela
Ha taroccato capitolati di appalti, concorsi?
La mia vita di amministratore è lucente
Tangenti?
Ero ricco e con la politica sono divenuto povero
Resta la mortadella ficcata in bocca
Ma ho detto che sono affranto , disperato di quel gesto
Ma ha capito che è tutto cambiato?
Chiudere la mia vita politica per indegnità è un’offesa al mio onore, alla mia famiglia, una cosa veramente impossibile da descrivere
Si è fatto prendere la mano
Il Parlamento viveva un clima elettrico
Ha pensato che il gesto fosse compatibile col clima?
Un po’ sì
Due settimane fa era compatibile. Oggi non più
Quando mi hanno detto di quelle parole di Berlusconi...
Vedrà che Berlusconi sarà spietato almeno il doppio con chi ha precedenti penali
Lei dice?
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:14
| DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (4)
Aderisco all’iniziativa lanciata da comicomix e riportata anche dall’amica TheHours, per sosterere la lotta al neuroblastoma (tumore che provoca la morte in età infantile). Amici Bloggers, vi prego di dedicare due minuti del vostro tempo a questa campagna. Qui i dettagli. Per ogni post sul sorriso ricevuto (da inviare a alex@comicomix.com), Comicomix verserà 2 euro all’associazione. Non è molto, ma proviamo!
Regalare un sorriso arricchisce se stessi e chi lo riceve: allevia il dolore, accarezza l’anima, ristora, incoraggia e... riscalda l’anima!
«Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere» (Jim Morrison)
Ancora inceneritori Non so cosa mi sia preso oggi, sarà il tempo a disposizione, ma avrei tante cose da scrivere... Vabbè, faccio una selezione: ecco qui la prima, che mi fa veramente incazzare!
Da microchip
di Alex Zanotelli
«Appello al popolo campano. L'ex presidente del Consiglio Prodi ha firmato il decreto per sbloccare i contributi alla costruzione degli inceneritori. Avevamo tanto lottato durante il lungo dibattito parlamentare sulla Finanziaria di quest'anno contro questi contributi, i cosiddetti Cip6, ed avevamo ottenuto che non fossero più dati ai nuovi inceneritori. I Cip6 sono i contributi che i cittadini italiani pagano per le energie rinnovabili (l'anno scorso lo Stato ha avuto circa 3 miliardi di euro da questi proventi). (...) » Se proprio vuoi farti del male, ma per una volta sii masochista, continua a leggere qui.
Assegnazione case dell'ente Regione Lazio E finalmente una notizia buona:
La Regione Lazio sta risolvendo il problema abitativo. Ha assegnato 700 abitazioni di sua proprietà, quindi con canoni mooolto vantaggiosi e per di più in zone semicentrali come Monteverde, Appio Latino, Montesacro e Sabaudia. Questo è solo un primo passo al fine di valorizzare il patrimonio abitativo della Capitale e del Lazio. Giovani coppieeeee, sfrattatiiiii, separatiiii, Bamboccioni di tutta Roma, all'arrembaggio... questa è un'occasione da non perdere. Ma... scusate... non vi ho detto tutto! Il bando è uscito il 20 dicembre 2007 e tra i requisiti si legge che l'affittuario deve avere un reddito annuo di... ehm ehm 125.000 euris (si, centoventicinquemila) . Bamboccioniiiiii... voi guadagnate 8.000 euris al mese? Nooooo???? Allora a casa co'mamma!
Ora mi chiedo: cosa vuol dire valorizzare il patrimonio abitativo? Ma se è quello che penso, non si potrebbe valorizzare con più soldi? Nel senso: il poveretto che guadagna 8mila euro, costretto a ricorrere all'assegnazione di case di enti, quanto potrà pagare di affitto? Io dico molto di più di quello richiesto. In altre parole, la regione l'avrebbe fatta meno sporca se avesse richiesto un canone proporzionato ai valori di mercato. O no? Sentite, nun je la faccio... vorrei dire, vorrei ricercare, vorrei scrivere, ma questo mi sembra veramente troppo! E per fortuna che sul sito della regione c'è scritto "Una regione per tutti, nessuno escluso"
ah da La Repubblica,
DELIRATO DA kappa_pera
| 13:11
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Sabato sono andata al cinema. Non so quanto tempo sia passato dall’ultimo bel film che ho avuto la fortuna di vedere (ce ne sono stati?). Se ci penso, non nego la difficoltà a trovarne uno che mi abbia entusiasmato. Ah, ecco, forse Angel-A di Luc Besson. Un film in bianco e nero, introspettivo e molto accurato nei dialoghi, oltre a offrire un’ottima fotografia! Ebbene, anche se la trama è banale e quindi prevedibilissima, Besson è riuscito a regalare molte emozioni e addirittura a farle respirare, percepire e apprezzare. Ma parliamo ormai di due anni fa. Cosa è stato proiettato di così prorompente, gustoso e apprezzabile negli ultimi due anni? Per me nulla. Ebbene, sabato scorso, sebbene "Match point " mi abbia delusa, ho voluto dare un’altra chance all’ormai fu brillante e intelligente regista Woody Allen, pagando il biglietto per vedere Sogni e delitti. La storia, con la sua estenuante lentezza, tipica di un bradipo addormentato, non convince sin dall’inizio, così aspetto che un qualche evento, una variazione o vibrazione, un colpo di scena arrivi. Non arriva. Secondo tempo. Sicuramente dovrà succedere qualcosa, non foss’altro per giustificare i 7 eurozzi del biglietto. Niente. Non è successo nulla. La banalità e la piattezza, malgrado la bravura dei due protagonisti, chiaramente poco alleniani, mortificano la reputazione di Woody, quel brillante regista che ci ha sempre regalato battute graffianti, nevrotiche e esilaranti. Ma come è possibile che proprio lui, che ha diretto film come Amore e guerra, Io e Annie, Prendi i soldi e scappa e il capolavoro, almeno per me, La rosa purpurea del Cairo abbia rinunciato agli spaccati di vita della Manhattan, che gli calzava a pennello, per farsi affascinare da una Londra altoborghese, con la presunzione di offrire cosa? Thriller? Film drammatici? Tra l’altro cartelloni, recensioni e critiche lanciano il film così “Dopo il successo di Match point”. Sarà!!! Altro film povero di colpi di scena, prevedibile e lento, ma sopravvalutato, forse per la scena finale da fico? Mi sembra un po’ poco. E poi, non capisco che fine abbia fatto Scoop, la cui uscita è stata DOPO "Match point". Sempre girato a Londra e che lo vede anche come protagonista insieme alla stupenda Scarlett, ma che, in fin dei conti, ci ha fatto sorridere con battute alla sua vecchia maniera. Come poter dimenticare questa... “emozione nella mia vita significa una cena senza bruciori di stomaco”. Battute degne del migliore vecchio Woody. Eppure questo film non è stato per niente citato. Mah! Sarò io?
Ora, però, mi sento di dire due paroline al vecchio maestro. Ti prego, viviti pure la tua Londra, ma non preoccuparti più per noi, che in qualche modo magari sopravviveremo lo stesso. Sii più umile, non sperimentare altri generi e lasciaci il ricordo del regista maestro della comicità nevrotica che solo tu sei stato in grado di affrontare magistralmente. Se sei a corto di fantasia, non sforzarti, semmai dedicati al Jazz!
Scusate, so che molti di voi non la pensano come me, ma lasciatemi il diritto, da ex ammiratrice di Woody, di esprimere tutta la mia delusione e preoccupazione che la sua ultima filmografia possa annullare tutta la bravura che ha brillantemente dimostrato in passato.
E così, io e Linux siamo usciti dalla sala cinematografica in silenzio, bastavano i nostri sguardi per capire che avevamo la stessa sensazione e opinione... Un sabato sera buttato all’aria. Ma non del tutto. All’uscita, camminando accanto ad un gruppo di ragazzi, non abbiamo potuto fare a meno di sentire ciò che diceva uno di loro: «Sarà, ma non l'ho capito! Eppure mi padre m’ha sempre detto che Woody Allen era ‘na garanzia! Vabbè, lo capirò. Sarà come m'è successo co' mi padre. Lui diceva 'na cosa e io non la capivo. Per esempio “Oscar da bagno”. Io mi vergognavo e pensavo che fosse una specialità der noto, o un modo de dì, ma poi finalmente qualche anno fa ho capito. Quanno diceva “Oscar da bagno” voleva dì “lo scaldabagno”... forse tra qualche anno capirò pure Whoody Allen».
A parte che eravamo tentati di chiedergli di raccontarci le altre frasi del padre che aveva capito dopo, il ragazzo ci suscitava tenerezza, anche perchè ignaro che questa volta non c'era proprio nulla da capire!!!
Gazie ragazzo per averci strappato la risata del sabato sera!
A voi il microfono
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:52
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Sapete qual è il mio dubbio? Il dirottamento di tutto il problema munnezza esclusivamente sulla raccolta differenziata. Ebbene, se questa benedetta raccolta differenziata è così importante e risolutiva, chi mi garantisce e quanto mi garantisce che dal momento in cui vengono ritirati i rifiuti dagli appositi cassonetti vengano poi seguite onestamente e correttamente le giuste procedure? Mesi fa, in una trasmissione televisiva, venivano suggerite alcune operazioni che sfido chiunque ad osservarle. Per esempio: lavare i piatti di carta prima di gettarli. Ora, mi domando: ma se compro i piatti di carta perchè non voglio sciacquettare e lavare piatti, a cosa servono se li devo comunque pulire? Sinceramente, dopo un lungo periodo di scrupolosa suddivisione dei rifiuti nelle ingombranti tre buste, e dopo aver sentito che comunque i rifiuti "differenziati" vengono poi "mischiati", almeno a Roma, ho smesso di preoccuparmi, certo, non lo nego, con rabbia e delusione... ma se qualcuno di voi mi convince del contrario, cioè che i rifiuti differenziati vengono veramente inviati presso aziende specifiche per il trattamento e non direttamente nelle discariche, ebbene, sarò la prima a riprendere la scrupolosa raccolta differenziata.
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:45
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Lettera di Claudio Bianzino al Presidente della Repubblica
«Signor Pesidente,
nonostante la grande stima che ho nei suoi confronti, mi perdonerà se, seguendo l’esempio dei miei genitori, volutamente non uso le lettere maiuscole nel rivolgermi a lei ed alle istituzioni in genere, nel tentativo di riavvicinarvi un po’, almeno simbolicamente, alla popolazione italiana. Leggo sui giornali, con immensa gioia, che é stata finalmente presentata all’ONU la moratoria internazionale sulla pena di morte. Credo che sia una grande battaglia di civiltà portata avanti dal nostro Paese.
La vicenda di cui vorrei informarla, però, è un’altra.
Non so se ha sentito parlare di quell’uomo di 44 anni, trovato morto nel carcere di Capanne, nei pressi di Perugia, la mattina del 14 ottobre scorso.
Quell’uomo era un falegname che viveva nelle campagne dell’Umbria, nel cuore del nostro Paese, e conduceva una vita fatta di duro lavoro, amore per la propria famiglia ed i suoi tre figli, di preghiera ed amore per la natura. Quell’uomo costruiva mobili, mensole, porte, finestre, soppalchi. Era una delle persone più tranquille del mondo, quell’uomo, ed era circondato da centinaia di persone che gli volevano bene. Era un nonviolento, un “gandhiano”, e, come me, avrebbe apprezzato moltissimo l’iniziativa per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo. Quell’uomo la sera del 12 ottobre è stato arrestato perché nel suo orto è stata trovata qualche piantina di canapa indiana per uso personale.
La canapa, come è noto, è quella pianta che i nonni dei nostri nonni hanno coltivato e utilizzato per centinaia di anni, fino all’introduzione in Europa del tabacco, pianta che, a differenza della canapa, provoca dipendenza e causa milioni di morti in tutto il mondo.
Va da sé che se in un Paese aumentano le cose considerate illegali, il mondo dell’illegalità trova nuova linfa per alimentarsi e diventare sempre più forte. Ecco probabilmente perché, venendo incontro alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta, alle multinazionali del tabacco, nonché alla malavita in genere, la canapa è stata equiparata alle droghe ed inserita tra le sostanze illegali.
Fermo restando, comunque, che il problema della droga, quella vera, quella che si trova con gran facilità in tutte le discoteche, o quella di cui fanno uso molti uomini d’onore che siedono sui banchi di Montecitorio e Palazzo Madama, sia un problema molto serio. Ma torniamo al nostro uomo, un problema ancor più serio.
L’arresto è avvenuto al termine di una giornata di perquisizioni, a seguito delle quali, oltre alle piantine, si è scoperto che il falegname aveva soldi in casa per un valore di 30 (trenta) euro, e nessun conto in banca o in posta. E’ stato quindi deciso di mettere l’uomo, totalmente incensurato, in una cella di isolamento, e lasciare a casa, per un tempo indeterminato, un ragazzino di 14 anni in compagnia della nonna ultranovantenne in precarie condizioni di salute.
C’è chi dice che l’uomo sia stato scambiato per qualcun altro, forse per uno spacciatore, forse per un anarchico o chissà chi.
I fatti ci raccontano che dopo l’arresto, sono state effettuate le consuete ed accurate visite mediche e psichiatriche, attestanti che l’uomo era in perfette condizioni psico-fisiche, con pressione arteriosa e battito cardiaco ottimali. La mattina del 14 l’uomo è stato trovato morto.
I medici legali, la voce della scienza, ci dicono che dopo la prima autopsia sul corpo dell’uomo sono state riscontrate delle lesioni. Lesioni compatibili con l’omicidio. Compatibili con la tortura. Tortura che, se confermata, è stata certamente compiuta da professionisti, gente addestrata ad uccidere con metodi che non lasciano segni esteriori, ma svariate lesioni interne, riscontrabili solo tramite esami autoptici.
Ovviamente c’è un’indagine in corso, che potrà confermare o meno queste ipotesi. Ed a proposito dell’indagine, essendo lei anche il presidente del Csm, vorrei informarla di alcuni particolari. Si sa che un carcere di “sicurezza” è tenuto ad essere videosorvegliato ed a fornire le immagini di tutto ciò che succede al suo interno, 24 ore su 24. Ma le attese immagini chiarificatrici non hanno ancora chiarito nulla.Si sa anche che quando un magistrato fissa l’incidente probatorio è obbligato a convocare tutte le parti in causa. Ma anche questo non è successo. Ultima precisazione, poi, che potrebbe apparire alquanto bizzarra: il magistrato che sta conducendo le indagini è la stessa persona che ha ordinato l’arresto dell’uomo. E’ ovvio, comunque, che in un Paese civile come il nostro, un Paese che diffonde democrazia, pace e giustizia in tutto il mondo, ci si aspetterebbe che, se ci fosse qualcuno sospettato per aver commesso un simile assassinio, costui fosse quanto meno sospeso dal proprio incarico. Beh, non ci crederà, signor presidente, ma questo non è successo.
Un Paese come il nostro, che porta alta la fiaccola dei diritti umani ed urla al resto del mondo di abrogare la pena di morte, consente a propri dipendenti, sospettati di simili atrocità, di continuare ad esercitare la loro “professione” indisturbati, magari nei confronti di altri uomini o donne. Magari proprio in questo momento, mentre le sto scrivendo.
Sabato 10 novembre a Perugia c’è stata una grande manifestazione, piena di giovani e con oltre duemila persone, che chiedevano verità e giustizia per quell’uomo. Chiedevano di poter vivere in un Paese migliore, signor presidente.
Ho la speranza, signor presidente, che un giorno qualche nazione, ancora più civile della nostra, vada all’ONU a chiedere che venga fatta piena luce sulle centinaia di morti che avvengono all’interno delle carceri italiane.
Questo per sperare di poter vivere in un mondo un po’ più giusto, un po’ più libero, un po’ più vivibile.
Così come avrebbe voluto anche quell’uomo. Quell’uomo che si chiamava Aldo. E che era mio fratello.
Distinti saluti.
Claudio Bianzino
15 dicembre 2007» By "A bassa voce" Sperando che almeno si tenti di far luce su questa triste vicenda, ho ritenuto opportuno postare questa toccante e commovente lettera. Ma un pensiero mi tormenta: quando potremo parlare di vera Giustizia in Italia?
DELIRATO DA kappa_pera
| 16:03
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Solo due parole su questo caro blog, involontariamente trascurato, per salutare chi continua a transitare in questo luogo, anche se fermo al 22 novembre. Tempi stressanti, lavoro soffocante e a ritmi non ipotizzabili, acciacchi dei familiari più "grandicelli". Tanti ingredienti che, purtroppo, non mi concedono pause per poter leggere i vostri post e neanche i vostri commenti che ormai avete scritto da giorni... Ahhhh ma verrà il momento in cui avrò tanto di quel tempo che... potrò concedermi un massaggio bioenergetico, una passeggiata per le compere natalizie, o, magari, comprare i tanto ormai desiderati pane e latte fresco. Nel frattempo sono successe talmente tante di quelle cose strante che non saprei da dove cominciare a orientare la mia penna. A cominciare dal mio quartiere. Sapete che c'è un viale che ha una fila di alberi malati? Sapete che il mio Linux si trovava esattamente a dieci metri dal posto in cui sono crollati due alberi che hanno abbozzato una decina di macchine? Beh gli alberi sono alti pioppi, eh?!?! I cittadini lo hanno fatto presente alla circoscrizione, ma loro rispondono che non ci sono soldi... Sapete che a pochi metri da quel viale, cioè sotto casa mia, hanno riqualificato (secondo loro) una piazza, togliendo posti macchina e creando itinerari stradali perversi, di modo che per percorrere 100 metri se ne possono fare anche 1000? E sapete che questo lifting è costato alla circoscrizione 300.000 eurozzi? Sapete che nel tratto di strada in cui abito, di circa 200 metri, ci sono 4 parcheggi riservati ai portatori di handicap, due per la farmacia, due per una cartoleria e tre quattro per la posta? Sapete che io non so più dove parcheggiare e che ho già dimenticato dove accidentaccio ho posteggiato la mia adorata Citrina (C3)? Beh, direte voi, "ma a ora vuoi raccontarci i fatti del tuo quartiere?"... E' tanto che non scrivo, ora lo sto facendo di nascosto e mentre sto ancora lavorando, ma avevo uno spasmotico bisogno di comunicare, parlare, scrivere, caricare il mio splinderino... Cosa potevo scrivere? Dei miei piccoli e quotidiani problemi, partendo da quelli della mia zona... per arrivare al comune e infine alla res publica... Ma, scusate, non è meglio che mi limito alla mia circoscrizione?
Devo lasciarvi, è tardissimo, se non finisco di lavorare non uscirò mai dall'ufficio... e poi così mi deconcentrate e rischio di fare strafalcioni... Buonanotte a tutti e... ha dà passà a nuttataaaaa
Besos
DELIRATO DA kappa_pera
| 22:52
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RAI-MEDIASET: Giulietto Chiesa (PSE) chiede l'intervento della Commissione europea
"Bruxelles, 21 novembre 2007
Le rivelazioni de La Repubblica confermano che in Italia, oltretutto in spregio delle norme europee, è esistito (e tuttora esiste) un vero e proprio cartello tra il servizio pubblico, RAI, e il servizio privato di Silvio Berlusconi, Mediaset.Le intercettazioni delle conversazioni tra alti dirigenti Rai e Mediaset lo esplicitano al di lì di ogni dubbio. Occorre che la Commissione Europea indaghi approfonditamente per chiarire ciò che è necessario , e prenda tempestivamente misure per interrompere pratiche scandalose e illegali e per richiamare i governi italiani al rispetto delle norme in un campo così vitale come quello della formazione dell'opinione pubblica. Nelle condizioni di cui ora emergono i contorni l'esercizio del diritto dei cittadini a essere informati correttamente non è stato assicurato. E non è assicurato nemmeno in questo momento. I dirigenti RAI implicati e ancora in carica dovrebbero dimettersi e dovranno rispondere del loro operato. A cominciare da una ex segretaria personale di Berlusconi nominata alla testa del marketing strategico della Rai. Ci sono pesanti responsabilità del Consiglio di Amministrazione passato e di quello presente, che ha lasciato le cose come stavano. E, come al solito, la Commissione Parlamentare di Vigilianza ha omesso di vigilare, confermando ancora una volta la sua totale inutilità. Intendo interrogare urgentemente la Commissione Europea in merito all'esecuzione delle sue competenze in questa materia. Giulietto Chiesa"
Alleanza segreta Rai-Mediaset: la risposta dell'assemblea dei giornalisti Rai
"Volevano strumentalizzare persino la notizia della morte del Papa a fini politici. Si consultavano e facevano accordi con la concorrenza anche in occasione dei risultati delle elezioni del 2005. Quello che emerge dalle intercettazioni tra dirigenti Rai e Mediaset, apparse sul quotidiano La Repubblica, è sconvolgente. Soprattutto per chi da sempre cerca di fare onestamente il proprio lavoro di informare. Le persone che risulteranno responsabili dovranno essere sospese immediatamente dai loro incarichi e siamo pronti a promuovere, nei loro confronti, un'azione legale collettiva. Contemporaneamente va approvata una legge sulla Rai che metta definitivamente fuori i partiti dall'azienda. Così la pensano tutti i lavoratori del Servizio Pubblico radiotelevisivo, giornalisti, tecnici e dirigenti che oggi hanno preso parte all'Assemblea dell'Usigrai. Chiediamo l'intervento immediato delle Autorità della concorrenza e per la comunicazione. Vi terremo informati costantemente su questa brutta storia. Intendiamo tutelare i diritti di voi utenti.
Non è passato molto tempo da quanto ogni sera i vari tg ci mostravano Napoli invasa da cataste di immondizia che si innalzavano come sontuose e variopinte piramidi. Una tale bellezza e peculiarità paesaggistica che sarebbe stato un peccato intervenire immediatamente per risolvere la situazione, anche a costo di un rischio di epidemia. In quel periodo, ricordo che lessi da qualche parte la testimonianza di un cittadino, il quale aveva la fortuna di abitare proprio in prossimità di uno di questi siti di particolare importanza artistica. Ebbene il "fortunato" dichiarò che da qualche tempo circolava nella sua zona un’auto del comune, con tanto di megafono, che invitava i cittadini a produrre meno rifiuti. Ahhhh Napoli, meravigliosa e bizzarra città! Palazzi storici, il golfo, il mare, il sole, la costiera... e che dire della pastiera e pure dei babà...
Ma purtroppo la munnezza come le discariche abusive non sono l’unico problema di Napoli. Eh no! Se non ricordo male, questa meravigliosa città è afflitta anche da altri problemini come la camorra, la microcriminalità, la viabilità pubblica, la disoccupazione giovanile e non. Certo che se ne parla parecchio. Molti si sono prodigati a risolvere ogni questione, a ipotizzare soluzioni e teorizzare grandi progetti... Come la creazione di alternative sostenibili alla delinquenza, tanto per dirne una, o la questione sicurezza, che poi è connessa. Però, stringi stringi, non c’è mai stata nessuna risposta concreta da parte delle istituzioni. Quindi, ai tanti problemucci si aggiunge pure quello dell’abbandono da parte delle istituzioni. Come si dice? Cornuto e mazziato... Ah, dimenticavo O Vesuvio. E’ stata dell’ANSA la notizia che Napoli, o parte di essa, rischia di essere cancellata da una sua eruzione. Cosa di poco conto, no? Tanto bello O Vesuvio, ma tanto cazzuto, eh?
Ma perché vi dico questo? Perchè stiamo assistendo a una svolta!!!! Finalmente una risposta concreta c’è stata! E’ stato compiuto un primo passo da parte del comune, precisamente - eh si, perché bisogna dare a Pil... ops... a Cesare quel che è di Cesare - dall’assessore alla sanità Rino Nasti, il quale ha emesso una ordinanza, già in vigore da ieri: per la tutela della salute dei cittadini napoletani, non si potrà più fumare neanche all’aperto, cioè nei parchi e nei giardini comunali in presenza di minori di 12 anni e di donne in stato di gravidanza. Uhm... In tutti gli altri spazi, si può anche infondere fumo addosso ai neonati? Leggo una dichiarazione dell'assessore rilasciata ad adnKronos, con la quale spiega di aver dato "seguito ad un invito della lega italiana per la lotta ai tumori che ci ha sensibilizzato all'adozione di questo provvedimento". Alla faccia del bicarbonato. Napoletaniiiiiiii, se avete da lamentarvi di qualcosuccia che non va, non denunciate, non strillate, non disperatevi, rivolgetevi alla lega italiana per la lotta ai tumori, ci penseranno loro a sensibilizzare chi di dovere.
Mi viene in mente Johnny Stecchino. Vi ricordate? Beh se non ve lo ricordate vi rinfresco la memoria: la vera piaga di Palermo è... il traffico!
11 novembre: un ragazzo di 28 anni viene ucciso da un colpo di arma da fuoco
Perchè?
La rivolta degli ultras
Perchè?
... e... infine e soprattutto...
Perchè?
E' da ieri che sento o leggo: "tifoso laziale ucciso...", ma la mia mente non ce la fa proprio a non distinguere i due fatti. Certo è che una è conseguenza dell'altra, ma voglio distinguerle! Prima di tutto Gabriele era un ragazzo con il sacrosanto diritto di vivere. Poi poteva essere anche tifoso della Lazio, della Roma, dell'Inter o di Roccacannuccia, poco importa per la sua morte violenta e prematura! E il poliziotto che ha sparato sarà indagato per omicidio colposo.
E questo è un fatto!
L'altro, diverso e distinto, è il disordine violento e sconsiderato che si è scatenato a seguito di tale tragico evento. Davvero si può parlare di tifosi? Io credo di no. Marciare in branco con i capi coperti e con il saluto romano, come assaltare le caserme della polizia, sono sicura che sia poco sportivo. E infatti è la prima volta che la magistratura contesta il terrorismo per fatti di violenze compiute da ultras. Addirittura si sta organizzando una "ribellione" via web, che invita all'unione tra ultras. Non posso citare i siti, perchè purtroppo il mio browser si è chiuso improvvisamente, non lasciando traccia delle ricerche. Avevo fatto appena in tempo a salvare l'immagine (l'ultima della serie) che reputo agghiacciante e intollerabile: Tutto ciò è davvero vergognoso!
Spero di sbagliarmi... ma...
Foto pubblicate su Repubblica, La Stampa, arezzonotizie.it