PREMESSA
Il primo maggio ho comprato il giornale. Ero sola e mi sono seduta ad un bar per gustarmi la colazione sotto un sole caldo e ruggente, mentre tentavo di informarmi. Ma come, ti informi con il giornale? Ahhhh, usi le armi di distrazione! Va bene, va bene, permettetemi di comprarlo ogni tanto, no?!?!?!?! Ho un desiderio fottutissimo di odorare l'inchiostro di stampa, di sporcarmi i polpastrelli di nero, di combattere con il vento per girare la pagina... comprendetemi!!!!
Comunque, avete ragione voi! Che lo compro a fare il giornale? Beh, a volte serve davvero. Dite la verità: quante volte, nell'ultimo decennio, vi è servito qualche foglio di giornale, non so... per pulire i vetri, per mettere a terra e non sporcare, per alimentare il fuoco o, banalmente, solo per incartare qualcosa? Provate ad incartare con internet o pulite i vetri con la videata del giornale online, sai che risate!!! Mah, che distratta, non era di questo che volevo parlarvi, ma di una cosa che non avrei mai mai mai e poi mai voluto neanche sfiorare, per non dar soddisfazione a quanti dicono "basta che se ne parli" oppure "questi comunisti odiano Berlusconi perchè non sanno cosa dire" ecc ecc ecc. Ma quel giorno lì - il primo maggio, appunto - non ho potuto resistere a leggere due volte la appassionante lettera di Adriano Sofri che con delicato "realismo" ha polverizzato l'immagine dello psiconano (ho detto IMMAGINE, non esultate), senza che lui se ne accorgesse (ognuno ha i propri limiti). Purtroppo, parlando con alcune mie amiche e amici, solo pochi l'hanno letta, e chi lo ha fatto ne conserva gelosamente l'articolo. Io non dico nulla, non ho detto nulla, ho preferito tacere alle parole di S.B. perchè so da chi provengono. Ma non nascondo di essermi sentita offesa nella dignità di donna. Quando, ieri, ha dichiarato di pretendere delle scuse pubbliche, mi sono sentita arrabbiata, insomma... io a non fare la comunista proprio non ci riesco, Lui mi rimane proprio qui, sulla bocca dello stomaco, e non scende mica, eh! Mi ha fatto ricordare i miei 15-16 anni, insomma, i primi anni del liceo. Ci si informava, si leggevano i giornali in classe, ed essendo gli anni di piombo, la prof. ci faceva leggere dal Manifesto al Secolo. C'è da dire anche che, allora, era una lotta a chi era più informato. Ebbene, a casa esprimevo le mie idee e mio padre (che adoravo follemente) mi diceva sempre: "chi ti ha messo queste idee in testa?". Frase odiosa, odiosissima... Certo non era la stampa sinistroide... nè amici comunisti... ne avevo di destra e di sinistra. Allora mi offendevo e non parlavo più, perchè quella frase mi faceva sentire cretina e incapace di intendere e di volere! Ma lui non voleva le scuse, anzi, me le porgeva lui, perchè si rendeva conto di non rispettare la mia persona, le mie idee e i miei pensieri, degnissimi di esistere anche se diversi dai suoi. Lui si che era un vero uomo, un'ottima persona... Vabbè, ma perchè dico questo? Ah, si, lo sapete già e quindi che ve lo dico affà?
Bando alle ciance, inserisco la lettera di Sofri, per le mie amiche che se la sono persa e per tutti coloro che vogliono gustarsi una "GIUSTA" ironia.
Buona lettura!!!
Gentile Silvio B., le dirò alcune cose sincere, da uomo a uomo. Noi uomini non siamo abituati a dirle, e tanto meno ad ascoltarle. Vale per quasi tutti noi, non solo per i bugiardi più spericolati come lei. Noi (con qualche rarissima eccezione: ci sono anche uomini davvero nobili d'animo, ma non ci riguarda) sappiamo bene di che porcherie si tratti, sia che le pratichiamo, come lei ostenta di fare, sia che ci rinunciamo, perché abbiamo imparato a vergognarcene, o semplicemente perché non abbiamo il fisico. Lo sa lei, lo so io.
Mi hanno raccomandato di non perdermi i giornali a lei vicini: non li ho persi. Ho scorso gli editoriali, ho guardato le fotografie. Sa che cosa ho pensato? No, non che mi trovavo di fronte a qualche colonna infame, questo era ovvio, l'ha pensato chiunque. Ho guardato le fotografie - una giovane donna, un'attrice, che si scopre il seno - e mi sono chiesto come sia stato possibile che una giovane donna così bella dedicasse la propria vita a uno come lei. E' successo anche a me, mi interrogo anch'io: come sia possibile che giovani donne così belle e intelligenti dedichino la propria vita a uomini come noi. Naturalmente, un po' lo sappiamo come succede. Che carte abbiamo in mano, per barare.
Siamo volgari abbastanza per riconoscere la reciproca volgarità. Semplicemente, ci teniamo a bada un po' di più di quanto faccia lei. Dicono tutti che gli italiani la invidiino. Sinceramente, nemmeno a questo credo. La guardo, dalla testa ai piedi, e non ci credo. Gli italiani hanno, come tanti maschi del mondo, un problema con la caduta dei capelli. Ma sanno bene che la sua non è la soluzione. Lei stesso lo sa, e non deve farsi troppe illusioni. Il cosiddetto populismo è traditore. Uno crede di aver sostituito ai cittadini un popolo, al popolo un pubblico, al pubblico una plebe: ed ecco, proprio mentre passa sotto l'arco di trionfo del suo impero di cartapesta e lancia gettoni d'oro, parte un solo fischio, e la plebe d'un tratto si rivolta e lo precipita nel fango.
L'Italia è il paese di Maramaldo, e io non voglio maramaldeggiare su lei: benché sia ora di rovesciare le parti di quel vecchio scurrile episodio, e avvertire, dal suolo su cui si giace, al prepotente che gl'incombe sopra che è un uomo morto. Noi c'intendiamo: abbiamo gli stessi trucchi, dimissionari o no, pentiti o no. Siamo capaci di molto. Di esibire le nostre liste alle europee, e vantarcene: "Dove sono le famigerate veline?" dopo aver fatto fare le ore piccole ai nostri esasperati luogotenenti a depennare capigliature bionde. Di dire: "La signora" (non so se lei ci metterebbe la maiuscola: fino a questa introspezione non arrivo), sapendo che la signora di noi sa tutto, e anche delle liste elettorali prima della purga. Magari la signora la lascerà, finalmente, e lei le scioglierà addosso la muta dei suoi cani. Diventerà la loro preda prediletta. Ma nel Parlamento Europeo (le maiuscole ce le metto io: un tocco di solennità non fa male) ci si ricorderà di Veronica. Capaci perfino di chiamare "maleodoranti e malvestite" le deputate dell'altro schieramento: ci ho pensato, e le dirò che almeno a questo non credo che avrei saputo spingermi. In fondo lei è fortunato: le circostanze le permetteranno fino alla fine di restare soprattutto un poveruomo desideroso di essere vezzeggiato e invidiato e lusingato da ammiccamenti e colpi di gomito dei suoi sudditi, a Palazzo Chigi o sul prossimo colle, mentre padri di famiglia minacciano di darsi fuoco perché la loro bellissima bambina non è stata candidata, e vanno via contenti con la sua camicia di ricambio. In altre circostanze avrebbero potuto succederle cose terribili.
Nel giro d'anni in cui lei e io nascevamo morirono chiusi in due distanti manicomii, perfettamente sani di mente, la signora Ida Dalser e suo figlio Benitino, che facevano ombra al capo del governo. Allora lo Stato era più efficiente di oggi, e misero mano a quella soluzione medici, infermieri, direttori di ospedali, questori, prefetti, commissari di polizia, segretari di fiducia. Altro che lo scherzo delle belle ragazze nelle liste elettorali. Dipende tutto dall'anagrafe.
Per ora molti italiani (e anche parecchie italiane: le è riuscito il gioco di far passare la cosa come una rivalità fra giovani e belle e attempate e risentite) ricantano ancora il vecchio ritornello: "Tra moglie e marito...". Di tutti i vizi nostri, quello è il peggiore. E' la incrollabile Protezione civile dei panni sporchi da tenere sporchi in famiglia, delle botte e delle violenze a mogli e bambini, delle malefatte di padri spirituali al segreto del confessionale, fino a esploderci nelle mani quando il delitto d'onore appena cancellato dal nostro codice si ripresenta nelle figlia ammazzata in nome di qualche sharia. Non mettere il dito: no, a condizione che non si sentano pianti troppo forti uscire dalle pareti domestiche. O, anche quando la casa è così ricca e i muri così spessi, non sia la moglie a far sapere che cosa pensa. Che né il denaro né il soffio della Storia (Dio ci perdoni) le basta a tacere il suo disgusto.
Invidiarla, gentile presidente? Mah. Ammetterò che, reietto come sono, una tentazione l'ho avuta. Non mi dispiacerebbe avere un ruolo importante nell'Italia pubblica di oggi, per le nuove opportunità che si offrono a chi sappia pensare in grande. E' da quando ero bambino che desidero fare cavallo uno dei miei senatori.
Fonte: La Repubblica - 1° maggio 2009
LE NUVOLE
Come posso spostare le nuvole affinchè possa il sole mostrarsi, così da illuminare e riscaldare?
Non posso. Sono impotente!
Mi limito ad osservare il cielo,
ad aspettare che le nuvole scorrano
Cosa nascondono?
Non lo so. Sono impotente!
E sogno, guardando oltre le nuvole...
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono lì tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia
(Fabrizio De Andrè)
NON POSSO COMMENTARE
Birghezio in cattedra per insegnare come infiltrarsi anche nei piccoli comuni per diffondere l'ideologia. Si trova ad un meeting organizzato dal movimento di estrema destra francese.
Sono pervasa da profondo disgusto, disapprovazione, ira e... il resto lo tengo per me!
GUARDATE E DIFFONDETE (...naturalmente se volete)
Se ancora non avete avuto un travaso di bile... guardate che persona "civile" è questo "signore", come lui dice di essere. Tra l'altro, nutro forti dubbi che lui capisca... che lui capisca... che lui capisca, e basta!
Ci ho pensato prima di inserire questo video, perchè è intervallato da alcuni sketch comici. Poi però ho pensato che racchiude sostanzialmente verità su questo membro del Governo!!!! E già, è SOTTOSEGRETARIO PER LA GIUSTIZIA!!!
E forse gli sketch servono proprio per far entrare un po' daria in questa puzza di cacca della quale siamo circondati.
TERREMOTO ABRUZZO
CONSIGLI PER RENDERSI UTILI
Volgo il mio pensiero a tutte le vittime di questo dramma. Non scrivo nessuno post, o, meglio, non farò nessun commento né critica e né riporterò cifre o dati. Ma nel mio piccolo voglio tentare di dare una mano elencando una serie di cose che si potrebbero fare. Prendetele in considerazione e diffondetele. Grazie
YouImpact ed ecosostenibilità
Chi ha avuto modo di conoscere LifeGate, sicuramente ne avrà apprezzato non solo l'ottima musica che ne viene trasmessa, ma sicuramente anche la sua politica orientata verso un mondo eco-culturale, per diffondere coscienza ecologica e promuovere uno stile di vita etico, ecosostenibile ed equosolidale.
Una politica che non rimane nell'ambito teorico, ma che, attraverso i suoi progetti, vuole essere da stimolo per un nuovo modello economico nel quale convivano profitti, rispetto per l'ambiente e attenzione per il sociale. Valga, tra i tanti progetti concreti, l'esempio di un nuovo modo di fare impresa in campo ambientale (vedi Impatto Zero e LifeGate Energy energia rinnovabile) .
Mi sono dilungata forse troppo, ma, credetemi, ho scoperto LifeGate da un paio di anni e, secondo me, merita di essere ascoltata (per Roma FM 90.90). Detto ciò, passo finalmente al vero scopo di questo post, cioè quello di segnalarvi una loro iniziativa.
In occasione del quarto anniversario del Protocollo di Kyoto, LifeGate lancia una sfida; YouImpact, un social network, una piattaforma di sharing per lo scambio di contenuti multimediali dedicato a tutte quelle persone che desiderano contribuire al cambiamento di una società senza valori, dell'avere e dell'apparire a tutti i costi; a quelle persone sensibili al tema dell'ecologia e che ha voglia di migliorare la qualità della vita; a quelle persone che desiderano parlare di ambiente o di proporre idee, anche sottoforma di gioco, attraverso video, immagini e file.
Ma l'aspetto più importante è che per ogni contenuto postato, sarà creato un nuovo metro quadrato di foresta in una di quelle gestite da Impatto Zero.
Io lo trovo semplicemente geniale!
Non c'è più rispetto
Ne ho, ne abbiamo viste tante. Ma ora sono satura. Non avrei mai immaginato di apprezzare Fini per le sue dichiarazioni riguardo alla vicenda Englaro che il nostro grande commenda presidente del Consiglio dei ministri ha preso a cuore (a modo suo). Ebbene, andiamo con ordine.
Il presidente del Consiglio risolve (chissà perché?) la vicenda Englaro con un decreto-legge.
Il Presidente della Repubblica obietta la l'incostituzionalità dell'atto con il quale il premier VUOLE risolvere il caso, perché non risponde al presupposto di “necessità ed urgenza” che distingue i decreti-legge dai disegni di legge ordinari.
Il capo del governo, fregandosene di quello che ha dichiarato il Presidente della Repubblica, vara lo stesso il decreto. E da qui le critiche, allo stesso Berlusconi, da parte di Fini, il quale difende il Capo dello Stato.
Non basta. Rispondendo ad una intervista (tg3 delle 19) Lui ostenta sicurezza mista a stupore, come a dire “sono loro che sbagliano” e continua con la sua solita presunzione e arroganza affermando (cuore d’oro) che si è sentito obbligato ad intervenire per salvare una vita (oltre che Napoleone ora si paragonerà anche a Superman). Ciò non bastando, dichiara che se il Presidente della Repubblica non firma, per le motivazioni dettate dalla Costituzione, lui cambierà la Costituzione!
Sono confusa e tante parole mi ronzano per la mente...
. “Massimo rispetto per il colle, ma non cambio idea” – Che rispetto è?
. Il vaticano plaude il governo - si è assicurato voti in più
. Chiede la schedatura dei clochard, la denuncia da parte dei medici degli extracomunitari non regolari (si sa, Lui non conosce Ippocrate) - questo è rispetto per la vita?
. Critica i magistrati perché non applicano le leggi, ben sapendo – o forse no – che è la legge che permette ai magistrati di comportarsi così. Chi può cambiare le leggi e magari migliorarle? Forse un Capo di Governo coscienzioso e competente... ma non è questo il caso... Stendiamo un velo pietoso.
Detto ciò, concludo il mio sfogo incollando qualche articolo della nostra Carta costituzionale. Forse è il caso di stamparli e conservarli. Un domani, potremmo sempre mostrarla ai nostri nipoti come un vecchio bene che ci hanno strappato
Articolo 76
L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato [cfr. art. 72 c. 4] al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Articolo 77
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere [cfr. art. 76], emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni [cfr. artt. 61 c. 2, 62 c. 2].
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Articolo 87
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere [cfr. art. 74 c.1].
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione [cfr. art. 61 c.1].
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo [cfr. art. 71 c.1].
Promulga le leggi [cfr. artt. 73, 74, 138 c.2 ] ed emana i decreti aventi valore di legge [cfr. artt. 76, 77 ] e i regolamenti.
(…)
Oggi sono particolarmente sensibile ai ricordi. Al ricordo di dieci anni fa, quando ci hai lasciato, al ricordo della tua musica, che ascolto spesso e sempre con tanto interesse e passione, oltre che con gioia, stupore e, questo voglio sottolinearlo, pure con stancante impegno e fatica. Quella fatica che ti riempie, quella fatica che paradossalmente di rigenera. I tuo testi, infatti, non vanno solo ascoltati, ma “sentiti”, penetrati, girovagando nei loro meandri fino a quando la comprensione li accoglie. Eppure ancora abbiamo dubbi su alcuni passi, specialmente quelli conclusivi. O forse li hai volutamente lasciare aperti alla libera interpretazione?
Le tue parole sono poesia. Parole che abbiamo impresse nella memoria. Parole che cantiamo e parole che ascoltiamo. Parole che abbiamo capito o forse non ancora. Parole che vogliamo trasmettere e parole che i nostri figli trasmetteranno. Parole che ti entrano nel cuore. Parole che fanno inevitabilmente ti fanno riflettere... Parole che ormai fanno parte del nostro DNA.
La tua musica, poliedrica e sempre ricercata, scivola e agguanta i testi che meglio possono esprimerla.
E tu, Faber, non solo uomo di talento, genio musicale, ma uomo speciale. Non hai mai ceduto al business del mondo dello spettacolo, che negli anni ’60 già esisteva. Ci hai insegnato il valore della LIBERTA', perchè tu sei stato sempre uomo LIBERO, e lo sei stato anche durante il periodo in cui fosti vittima di un rapimento insieme alla tua compagna di vita Dori Ghezzi, perché, dopo la vostra liberazione, non hai voluto dar seguito, con falsi moralismi e inutili punizioni, a denunce nei confronti delle vittime di questo mondo. I tuoi ideali si sono concretizzati proprio durante la tua sofferenza. Un uomo libero che ha voluto e potuto raccontare varie realtà. Quelle realtà di fronte alle quali si preferisce chiudere gli occhi. Storie di depravati, omosessuali, puttane, assassini, suicidi, drogati, ma anche di amori e amori perduti, amori che vengono e amori che vanno.
Una LIBERTA' - interiore, di pensiero e di espressione - che involontariamente (non ti mettevi al di sopra di nessuno) ci hai insegnato, facendoci aprire gli occhi. E proprio in virtù di questa libertà, OGGI per voglio renderti omaggio con Il testamento di Tito. Le tue canzone, in generale, mi hanno insegnato che i luoghi comuni, i pregiudizi, i razzismi, l'odio, sono concetti che troppo spesso si accettano e anche si trasmettono senza purtroppo rendersene conto, perché, in fondo, è meglio non pensare. E così si fanno proprie senza neanche rendersene conto. E questo pensiero, a mio parere, viene racchiuso in questo testo, che è un chiaro riferimento ai dieci comandamenti e Tito, con estrema semplicità, li contesta tutti (con un leggero cedimento al quinto, spiegandone però la ragione). E questo perchè? Perchè viviamo in un mondo pieno di ipocrisie, perchè il vero comportamente umano è quello che esprime Tito. (Bisognerebbe poi chiederci chi è Tito) . Il contestatore, quindi, porta a galla le contraddizioni dei dogmi della Chiesa. Siamo perciò in campo religioso, ed anche qui ti ammiro. Tu rifiuti il concetto di DIO nella sua accezione prettamente punitiva. Il Dio sopra tutti e sopra ogni cosa, colui che non si contesta e che ordina dall'alto dei cieli ed artefice del bene e del male. Il tuo dio era molto più umile e modesto, che bisogna cercare dentro e fuori di noi, è
Tito:
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".
UAZ AMERICAN BOI
Ieri, al Festival del Cinema di Roma, è stata proiettata la copia restaurata del film “Un americano a Roma”. Tralasciando opportunamente commenti sul Festival del Cinema di Roma, volgo l'attenzione sulla proiezione. Una notizia che non cambierà le sorti del mondo e non risolverà la crisi economica mondiale, né, tanto meno, riuscirà ad abrogare il decreto-legge 137/08 sulla scuola, se ancora resiste (non il decreto ma la scuola)..., ma il fatto che questo film continui ad essere apprezzato da tantissima gente, mi rende felice. Quale romano non si è mai imbattuto in Nando Moriconi, nelle sue battute da bambacione fannullone sognante l’America uoz american boi? Non si contano più le volte che ho visto il film, ma so solo che per precauzione ne custodisco gelosamente due copie: una a Roma e una al mare... non se pò mai sapè!!!
Quindi: antidepressivo efficacissimo, capolavoro datato 1954 e diretto da Steno, alla cui sceneggiatura ha partecipato anche il nostro carissimo Alberatone, signore e signori ecco a voi le scene per me più irresistibili di questo capolavoro. Anche se non ce n'è bisogno, auguro a tutti una Buona visione!!!
PS nell'ordine: Gatto mammone; Maccaroni m'hai provocato e mo me te magno; Telefonata all'onorevole Borgiani
COMPLICATA
"POCO" PULITA


PREVIDENTE
MODERNA E CORAGGIOSA
... EMOZIONANTE!!!

Registro delle presenze
Ve lo ricordate? Non si sfuggiva. Ogni assenza una crocetta che poi dovevano sommarsi e dare così il totale delle assenze dell'intero anno scolastico. Però ora non parliamo di assenze scolastiche, e neanche di assenze dei dipendenti statali, delle quali se n'é parlato già, e molto! Qui ora voglio parlare di un altro assenteismo, ma solo perchè lo ritengo doveroso ed giusto, oltre che sfizioso. Date quindi un'occhiata alle assenze dei parlamentari pubblicate sul Sole24Ore. Da tenere conto che i dati si riferiscono alla scorsa legislatura.
E con l'occasione mi scuso per la mia di assenza, tanto da questo potrete trarne solo beneficio. Un abbraccio alla bloggosfera tutta. No, perchè tutta? Solo quella che conosco, eh!
Colonna sonora: Funeral march, ChopinUna fuga in taxi verso la salvezza!
La storia "dell'agnello smarrito"
salvato da Elke e Marco 
Mio cugino Marco e la sua compagna Elke, in prossimità delle feste pasquali dello scorso anno, salvarono un'agnellina, e subito la notizia della loro buona azione si diffuse non solo Italia ma anche all'estero, tant'è che ora la storia di Perchè - il nome dell'agnellina salvata - è diventata il simbolo della Pasqua vegetariana in Italia.
Vi invito a leggere questa lettera, con la quale Elke descrive cosa è successo quel giorno in cui decisero di comprare il tenero e indifeso animaletto e le motivazioni che li indussero a farlo. Ora Perchè vive all'Ostello per animali erbivori del Circolo Vegetariano di Calcata.
"Eravamo 3 amici al bar... Anzi per dirla tutta in verità, in quell'occasione eravamo al ristorante e stavamo leggendo il menù della casa "agnello arrosto". Io (che mi chiamo Elke), il mio compagno Marco e il nostro amico Maurizio. Restammo in silenzio per alcuni secondi, immaginandoci gli agnellini barcollanti sulle loro incerte zampette, nel tentativo di sorreggerli affinché potessero andare a succhiare il buon latte della madre. Poi nello svanire di questa serena scena bucolica, il nostro sguardo tornò al menù, ma lo stato d'animo ormai era diverso. Ci era passata la fame, se non altro la voglia di carne ed in special modo dell'abbacchio!
Il nostro non è certo un voler colpevolizzare chi mangia la carne, ma piuttosto far percepire che una scelta diversa può far scaturire quella scintilla di consapevolezza nell'uomo che porta ad un'evoluzione certa dello spirito in nome dell'amore, della sensibilità e della pietà che sovente invochiamo solo per noi stessi". (leggi il testo completo)
Elke Colangelo
Ebbene, Elke e Marco mi parlarono del loro gesto, mi aveva incuriosita ma non avevo capito bene il significato. Un mese fa circa, Elke mi invia una poesia scritta da suo padre, una bella persona oltre che molto sensibile. Il messaggio delle sue parole sono arrivate a destinazione e, senza pensarci un secondo, ho agito di impulso ed ho chiesto ad Elke di comunicare al padre che avevo deciso di rinunciare a mangiare carne d'agnello a Pasqua. E così ho fatto e senza sacrifici. Non si tratta infatti di diventare vegetariani, come non sono, ma di porre fine ad una usanza crudele che si continua a seguire solo per mantenere viva la tradizione.
Questa è la poesia di Pietro, padre di Elke.
AGNUS DEI
Come l'essere l'incerto Amleto,
tormenta l'incubo il Mansueto
dalla madre diviso e, ben nutrito,
dall'uomo ucciso e digerito.
Una palma stringa la mano
del vorace pasquale genere umano
ed amica non sia la lama tagliente
della lancia nel costato del Sofferente.
Come sulla morte la vittoria per la vita
salvezza è eterna e misericordia infinita,
così la fine d'una falsa credenza
è certa quella di ovina innocenza.
Resurrezione è Pasqua, non Crocifissione
dell'Agnello simbol di vita, non d'uccisione.
Toglie esso i peccati del mondo,
mai la fame del carnivoro immondo,
che di nutriente latte dissetarsi,
con la soffice lana riscaldarsi
potrebbe del lattante un dì pecora adulta,
salva da mortifera cultura che l'etica insulta.
Risorga con il Cristo la coscienza,
gaudio sia, non consumistica demenza.
Ed il sacrificio non egoistico giovamento,
ma duratura angoscia e pentimento!
Pietro Colangelo
Il Tibet... Perchè?
Il mio pensiero sta andando sempre più verso il Tibet. Leggo poco sui giornali o, almeno, non quello che vorrei. Che ho lacune in storia non è più un segreto e quindi giro per la rete con l’intento di approfondire.
La situazione del Tibet mi sta colpendo in modo particolare. Fa male e molto, anche se i pochi spazi dedicati alla vicenda sono sufficienti a trapassare le difese e colpire il cuore. Non scappo da questo dolore, i cui effetti inevitabilmente sono prima incredulità e poi rabbia, ma continuo a seguire la vicenda cercando di capire questo “intruso” che toglie equilibrio allo spirito.
Ho capito che non è una guerra, non è un’invasione, non è pulizia etnica. Allora cos’è?
Approfondisco e viaggio a ritroso nel tempo, per scoprire cosa è il Tibet, oltre ad essere la culla della spiritualità!
Il TIBET è molto vasto ed ha un espansione 5 volte superiore alla Francia. I tibetani sono 6,5 milioni contro i 7 dei coloni cinesi. E’ situato a nord dell'Himalaya, tra l'India e la Cina.
Esistono ben 3 risoluzioni dell’assemblea generale ONU, del 1959, del 1961 e del 1965, che esortano la Cina a rispettare i diritti umani dei tibetani e la loro aspirazione all’autodeterminazione. Ma sono sempre rimaste lettera morta!
Il popolo tibetano è incomparabile, ricco di una tradizione di saggezza millenaria incarnata dal XIX Dalai Lama, la cui ammirabile lotta non-violenta viene premiata nel 1989 con il Premio Nobel per la pace.
Secondo dopoguerra: Panchen Lama, il giovane consigliere spirituale del Dalai Lama, viene invitato a Pechino e non farà più ritorno.
Alle prime avvisaglie dell’invasione dell’esercito maoista, Dalai Lama decide di andare anche lui a Pechino. Viaggia per due mesi con animali da soma e jeep. Viene ricevuto dallo stesso Mao Tse Tung e accolto in pompa magna, ma lo trattengono per un lungo periodo, tanto è vero che i suoi sudditi cominciano a preoccuparsi e poi disperarsi, pensando che fosse stato ucciso. Invece torna. E sapete come? Con un’umile vetturetta senza scorta, con l’intento di umiliare la sua immagine e tentare di screditarlo agli occhi dei suoi sudditi. Al suo seguito arriva un lento sciame di soldati.
Sarebbe quindi da attribuire al 1949 l’inizio della tragedia storica del Tibet, quando, cioè, l' esercito di liberazione popolare della Cina entrò nel Tibet per la prima volta. Inizia così la cinesizzazione…
1951 - Il governo cinese, dopo aver sconfitto l’esile esercito tibetano, impone allo stesso governo tibetano, con una presenza minacciosa di 40.000 soldati, il cosiddetto “accordo per la liberalizzazione pacifica (?) del Tibet”, che fu fatto firmare con la forza.
Dalai Lama ha 15 anni. Truppe cinesi occupano province orientali del Tibet (Amdo e Kham). Vengono lanciati appelli agli Stati Uniti, all’India, all’Inghilterra, che rimangono però in silenzio, lasciando che le artiglierie cinesi bombardassero i monasteri.
Marzo 1959 – si sparge la notizia che i cinesi vogliono rapire il Dalai Lama. Una folla si raduna per volerlo proteggere. Cito una sua frase che ricorda quel periodo “lo mi sentivo al centro di due vulcani entrambi pronti ad eruttare ad ogni momento. E mio dovere più urgente era evitare uno scontro fra il mio popolo disarmato e l'esercito cinese”. Il 17 marzo si traveste e fugge e dopo un duro viaggio durato settimane arriva in India. Il Tibet non lo vedrà più.
Nasce il Governo tibetano in esilio, il cui primo obiettivo è tentare di conservare e proteggere la comunità tibetana e la sua tradizione. Per attuare ciò si creano le riserve naturali, le riserve “culturali”, nei cui terreni agricoli vivevano organizzando anche un sistema scolastico per perpetuare la loro cultura.
Però, anche se in esilio, Dalai Lama, sempre guida spirituale e Capo di Stato del Tibet in esilio, sostiene che il Tibet è stato sotto occupazione illegale cinese dal momento in cui la Cina lo ha invaso nel 1949-50.
Intanto le forze d'occupazione commettono numerosi e orribili atti di barbarie. I Monasteri vengono rasi al suolo (si stima circa 6000), viene bombardato il Potala (palazzo di residenza del Dalai Lama). Vengono uccise almeno 12.000 persone e altrettante deportate. Ora è vietato avere una foto del Dalai Lama. Ai bambini vengono imposti corsi di maoismo. Agli adulti, di lavorare nei campi forzati. Più di un milione di persone scompare, così come tesori architettonici e artistici. Scompaiono, naturalmente, anche i monaci, esclusi quelli che sopravvivono nei campi di prigionia o che sono fuggiti all’estero.
Esiste anche qualche combattente tibetano che inizia ad addestrarsi nei campi della CIA. Si assiste, infatti, a qualche rivolta tra il 1954 e il 1959, che inevitabilmente insanguina le strade.
1962 – Dal Tibet la Cina lancia un attacco contro le frontiere dell’India e installa basi missilistiche nucleari. Prosegue la cinesizzazione…
Inizia l’espansionismo cinese in questa terra, dove si vuole opprimere e sopprimere la civiltà e la religione: si costruiscono strade per la Cina, si sconsacrano monasteri e templi che sono sopravvissuti alla distruzione per farne stalle e granai. Ai monaci vengono tolte le tonache. Essi, si sa, sono vegetariani, ma vengono costretti a lavorare nei macelli.
1976 – Muore Mao Tse Tung. I cinesi ammettono ufficialmente “che erano stati compiuti degli errori”. Deng Xiaoping fa ricostruire qualche monastero e, visto che inizia ad avere anche contatti con l’Occidente, si spera in una certa tolleranza. Poi perché dovrebbe chiamarsi tolleranza? Comunque questa speranza verrà assai presto vanificata.
Sono anni segnati da continue offese al popolo tibetano e alla sua cultura. Tra il 1950 e il 1980, l’occupazione cinese, commettendo numerosi e orribili atti di barbarie, si rende carnefice di circa 2 milioni di tibetani.
Nel 1980, il Dalai Lama, prima di incontrare Giovanni Paolo II, dichiara: “Viviamo in un periodo di grande crisi, un periodo in cui il mondo è scosso da turbolenti sviluppi. Non è possibile trovare la pace dell'anima senza la sicurezza e l'armonia fra le genti. Per questo aspetto con fede e speranza di incontrare il Santo Padre, per avere uno scambio di idee e sentimenti e per aprire la strada a una progressiva pacificazione fra i popoli”.
Qualche anno dopo, in occasione del Congresso mondiale delle religioni, dichiara ancora: “Credo sempre che sia molto meglio avere una varietà di religioni e filosofie piuttosto che una singola religione o una singola filosofia. Ogni religione ha le sue idee e pratiche: imparare a conoscerle può solo arricchirci”.
1987 – Washington. Il Dalai Lama propone un Piano di Pace in Cinque Punti: Tibet trasformato in una zona di pace; fine dei trasferimenti di popolazione di etnia cinese in Tibet; ripristino delle libertà democratiche; abbandono da parte della Cina dell'utilizzo del territorio tibetano per armi nucleari e scarico di rifiuti radioattivi; “seri negoziati” sul futuro del Tibet.
1988 - A Strasburgo, in Francia, il Dalai Lama propone la creazione di un Tibet democratico e autonomo “all'interno della Repubblica Popolare Cinese”. Un compromesso. Ma nel 2001 il Governo in esilio constata amaramente che il Piano di Strasburgo è invalidato a causa di una opposizione del governo cinese.
Nell'estate del 1989, per oltre un anno, vige la legge marziale. Continuano le immigrazioni di massa. E la cinesizzazione continua…
Le donne tibetane sono costrette alla contraccezione, ma questo è nulla in confronto all’obbligo di sottoporsi alle sterilizzazioni e, orrore, agli aborti addirittura fino agli ultimi mesi di gravidanza.
Anche l’ambiente è in pericolo. La deforestazione non solo provoca la desertificazione di vaste aree, ma anche inondazioni sempre più frequenti e devastanti; specie animali si stanno estinguendo.
Sebbene la Cina taccia, si sa che in Tibet esistono molti siti di stoccaggio e di lancio di armi nucleari.
L’economia e tragicamente soffocata, ma non ne risentono i coloni e i soldati cinesi, ai quali viene riconosciuto uno status privilegiato ed elargiti grossi incentivi economici. E la cinesizzazione continua...
Ebbene, ho voluto fare un piccolo excursus storico, che anziché lenire ha accentuato il dolore. Vedo un popolo che, malgrado le persecuzioni religiose, malgrado i tentativi di distruzione della sua eredità culturale e religiosa, delle sue tradizioni e malgrado, ancora, la violazione dei suoi diritti umani, è riuscito a resistere e a mantenere la propria identità nazionale. Diverse dichiarazioni dell’ONU affermano il riconoscimento di uno status indipendente del Tibet che, ancora oggi, continua ad essere Stato. Ma come si può fermare questa aggressione sopraffazione… ogni termine lo trovo insufficiente per esprimere la barbarie che continua nel tempo e si tramanda incessantemente… che vede il Tibet, da una parte, come paese indipendente sotto un’occupazione illegale da parte della Cina e, dall’altra, la Cina stessa che non ha mai sostenuto di aver acquisito la sovranità sul Tibet in base ad una conquista ma che al tempo stesso riconosce che “l'uso della minaccia della forza, l'imposizione di un trattato iniquo o la persistente occupazione illegale di un paese, non possono mai garantire ad un invasore il titolo legale sul territorio”. Le sue pretese si basano soltanto su una supposta sottomissione del Tibet ad alcuni dei più potenti governanti stranieri della Cina nel 13° e 18° secolo”. ?

NON HO PAROLE, SOLO PENSIERI!!!!
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Un pensiero colto al volo
Sapete cosa mi è venuto in mente? Che bisogna prendere esempio dal serpente. Con tutto il ribrezzo che posso nutrire nei suoi confronti, lo ammiro. Ammiro la sua potenza, la sua eleganza e la sua sinuosità, ma lo ammiro anche per un’altra cosa: ciclicamente si libera della sua pelle per rinnovarsi. E’ giusto! Mica scemo, diventa più bello e giovane di prima!!!
Tutti noi abbiamo un’identità, un modo di essere e uno stile di vita, così percepiamo l’immagine di noi, che si sostiene anche grazie alle nostre idee, i nostri pensieri, ma anche alle nostre abitudini. Dosiamo tutti questi ingrediente, o almeno tentiamo di farlo, per stare in armonia con noi stessi. Ma ad un certo punto della nostra vita, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando, nel bene e nel male, volenti o nolenti, e la nostra immagine è un po’ distorta, evanescente, quasi sospesa, e cominciamo a sentirci in bilico o almeno non più tanto in equilibrio. E allora ci poniamo domande esistenziali o cerchiamo una via di fuga, una soluzione che possa migliorare il nostro stato d’animo e il nostro equilibrio. Perché non si sta poi tanto bene quando qualcosa cambia, anzi. Riflettiamo e cerchiamo un appiglio che possa salvarci. E poi, una volta superato l’intenso dolore, ci convinciamo che bisogna staccarci da ciò che ci fa più male. E’ questo il momento di cambiar pelle, lasciarla a terra ed aspettare che si formi la nuova, come lui, il serpente. Certo che bisogna essere coraggiosi nel liberarcene. La guardiamo a terra con gli occhi scintillanti e nostalgici, ma sappiamo bene che dobbiamo andare avanti e rendere nuovamente nitida la nostra immagine… e stare bene. E andiamo avanti senza voltarci. Del resto, non si accoglierà mai il nuovo se non ci si libera del vecchio.
Mah, era un pensiero così e l’ho voluto scrivere.
Buon fine settimana a tutti i bloggers e non!
Tempera su carta di Fred Wettening The barque Franisca sailing through a hurricane (Uragano sofferto dal "Francisca" nell'oceano indiano) - 22 febbraio 1874Credetemi, non è il severo rimprovero di una mamma al proprio figlioletto che ha combinato una marachella, bensì l’intervista “senza rete” di Andonello Caporale al senatore Nino Strano
(14 febbraio - La Repubblica - pag. 9)

Si è addormentato anche il cinema
Piccoli sfoghi di una Kappa irrequieta
Sabato sono andata al cinema. Non so quanto tempo sia passato dall’ultimo bel film che ho avuto la fortuna di vedere (ce ne sono stati?). Se ci penso, non nego la difficoltà a trovarne uno che mi abbia entusiasmato. Ah, ecco, forse Angel-A di Luc Besson. Un film in bianco e nero, introspettivo e molto accurato nei dialoghi, oltre a offrire un’ottima fotografia! Ebbene, anche se la trama è banale e quindi prevedibilissima, Besson è riuscito a regalare molte emozioni e addirittura a farle respirare, percepire e apprezzare. Ma parliamo ormai di due anni fa. Cosa è stato proiettato di così prorompente, gustoso e apprezzabile negli ultimi due anni? Per me nulla. Ebbene, sabato scorso, sebbene "Match point " mi abbia delusa, ho voluto dare un’altra chance all’ormai fu brillante e intelligente regista Woody Allen, pagando il biglietto per vedere Sogni e delitti. La storia, con la sua estenuante lentezza, tipica di un bradipo addormentato, non convince sin dall’inizio, così aspetto che un qualche evento, una variazione o vibrazione, un colpo di scena arrivi. Non arriva. Secondo tempo. Sicuramente dovrà succedere qualcosa, non foss’altro per giustificare i 7 eurozzi del biglietto. Niente. Non è successo nulla. La banalità e la piattezza, malgrado la bravura dei due protagonisti, chiaramente poco alleniani, mortificano la reputazione di Woody, quel brillante regista che ci ha sempre regalato battute graffianti, nevrotiche e esilaranti. Ma come è possibile che proprio lui, che ha diretto film come Amore e guerra, Io e Annie, Prendi i soldi e scappa e il capolavoro, almeno per me, La rosa purpurea del Cairo abbia rinunciato agli spaccati di vita della Manhattan, che gli calzava a pennello, per farsi affascinare da una Londra altoborghese, con la presunzione di offrire cosa? Thriller? Film drammatici? Tra l’altro cartelloni, recensioni e critiche lanciano il film così “Dopo il successo di Match point”. Sarà!!! Altro film povero di colpi di scena, prevedibile e lento, ma sopravvalutato, forse per la scena finale da fico? Mi sembra un po’ poco. E poi, non capisco che fine abbia fatto Scoop, la cui uscita è stata DOPO "Match point". Sempre girato a Londra e che lo vede anche come protagonista insieme alla stupenda Scarlett, ma che, in fin dei conti, ci ha fatto sorridere con battute alla sua vecchia maniera. Come poter dimenticare questa... “emozione nella mia vita significa una cena senza bruciori di stomaco”. Battute degne del migliore vecchio Woody. Eppure questo film non è stato per niente citato. Mah! Sarò io?
Ora, però, mi sento di dire due paroline al vecchio maestro. Ti prego, viviti pure la tua Londra, ma non preoccuparti più per noi, che in qualche modo magari sopravviveremo lo stesso. Sii più umile, non sperimentare altri generi e lasciaci il ricordo del regista maestro della comicità nevrotica che solo tu sei stato in grado di affrontare magistralmente. Se sei a corto di fantasia, non sforzarti, semmai dedicati al Jazz!
Scusate, so che molti di voi non la pensano come me, ma lasciatemi il diritto, da ex ammiratrice di Woody, di esprimere tutta la mia delusione e preoccupazione che la sua ultima filmografia possa annullare tutta la bravura che ha brillantemente dimostrato in passato.
E così, io e Linux siamo usciti dalla sala cinematografica in silenzio, bastavano i nostri sguardi per capire che avevamo la stessa sensazione e opinione... Un sabato sera buttato all’aria. Ma non del tutto. All’uscita, camminando accanto ad un gruppo di ragazzi, non abbiamo potuto fare a meno di sentire ciò che diceva uno di loro: «Sarà, ma non l'ho capito! Eppure mi padre m’ha sempre detto che Woody Allen era ‘na garanzia! Vabbè, lo capirò. Sarà come m'è successo co' mi padre. Lui diceva 'na cosa e io non la capivo. Per esempio “Oscar da bagno”. Io mi vergognavo e pensavo che fosse una specialità der noto, o un modo de dì, ma poi finalmente qualche anno fa ho capito. Quanno diceva “Oscar da bagno” voleva dì “lo scaldabagno”... forse tra qualche anno capirò pure Whoody Allen».
A parte che eravamo tentati di chiedergli di raccontarci le altre frasi del padre che aveva capito dopo, il ragazzo ci suscitava tenerezza, anche perchè ignaro che questa volta non c'era proprio nulla da capire!!!
Gazie ragazzo per averci strappato la risata del sabato sera!
A voi il microfono
MORTAZZA TUA
no comment
Lascio a voi, se volete, la parola... Ne avete facoltà!
Perchè gli inceneritori sono un pacco
Intervista alla dottoressa Gentilini
Sapete qual è il mio dubbio? Il dirottamento di tutto il problema munnezza esclusivamente sulla raccolta differenziata. Ebbene, se questa benedetta raccolta differenziata è così importante e risolutiva, chi mi garantisce e quanto mi garantisce che dal momento in cui vengono ritirati i rifiuti dagli appositi cassonetti vengano poi seguite onestamente e correttamente le giuste procedure? Mesi fa, in una trasmissione televisiva, venivano suggerite alcune operazioni che sfido chiunque ad osservarle. Per esempio: lavare i piatti di carta prima di gettarli. Ora, mi domando: ma se compro i piatti di carta perchè non voglio sciacquettare e lavare piatti, a cosa servono se li devo comunque pulire? Sinceramente, dopo un lungo periodo di scrupolosa suddivisione dei rifiuti nelle ingombranti tre buste, e dopo aver sentito che comunque i rifiuti "differenziati" vengono poi "mischiati", almeno a Roma, ho smesso di preoccuparmi, certo, non lo nego, con rabbia e delusione... ma se qualcuno di voi mi convince del contrario, cioè che i rifiuti differenziati vengono veramente inviati presso aziende specifiche per il trattamento e non direttamente nelle discariche, ebbene, sarò la prima a riprendere la scrupolosa raccolta differenziata.
«Signor Pesidente,

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