Una spesa qualunque di un sabato qualunque in un mercato qualunque.
No, per me fare la spesa è un lusso, non foss’altro per il poco tempo che ho a disposizione; per il sabato, siamo d’accordo, è un sabato qualunque, però c’è il sole e questo depone a suo favore; un mercato qualunque? Eh no, quello del mio quartiere è storico, ce so li vignaroli, quelli che te strilleno drento le orecchie e te fanno scordà che devi da comprà.
Per farla breve, devo comprare solo un paio di cose: rombo e ravioli per la Marmotta. Una volta acquistati, ripercorro la strada a ritroso, ma la tentazione di sbirciare tra le bancarelle è talmente forte che alla fine scelgo di mantenere in forma i miei tricipiti, e pure gratis.
Mi fermo ed attendo il mio turno. Una voce squillante dietro di me sovrasta le altre.
«Ma che cavolo le famo a fa’ ‘ste cose?»
«Che stai a dì» Le chiede la fruttivendola.
«E compra e fai la spesa e cucina e poi sparecchia e lavi i piatti per poi fare un’altra volta la spesa e cucinare e poi pulire e daje ancora e daje e aridaje»
Ha quasi ragione, penso io, ma le “cose”, come le chiama lei, sono indispensabili e l’importante è farle anche con un minimo di gradimento o almeno sopportazione o, comunque, senza farle pesare agli altri. Ma non è finita, è qui che viene il bello!
«La prossima volta nasco omo» Esclama la stessa signora di prima… La guardo sbigottita.
«Loro se ne stanno beati, e noi lavoramo, lavamo, stiramo, famo la spesa, pensamo ai ragazzini… che palle, me so rotta»… Taccio e sbuffo… sento il mio piloro che si agita. Tempo cinque secondi e si solleva un coro femminile.
«C’hai proprio raggione, loro nun fanno gnente» «E’ vero, tutto noi, tutto noi» «Mi marito, invece, vorebbe nasce donna, così dice che se divertirebbe»
Stavolta non ce la faccio più... la sopportazione ha un limite… pago più in fretta possibile e mi allontano frettolosamente. Comincio ad avvertire un leggero bruciore da reflusso…
Nella strada del ritorno, sento un fastidioso e ininterrotto clacson di un camioncino che non può passare perché una opel corsa - con tanto di 4 frecce azionate (bisogna riconoscere che è stato/a previdente ad accenderle) - è parcheggiata in doppia fila e, naturalmente, è chiusa. Alzo su la testa e mi accorgo che c’è tanta gente ferma che si gode lo spettacolo, ma dell’autista egoista non vi è traccia. “Beati loro che si fermano a guardare, hanno tempo da perdere” penso io. Mi rincammino e sento una voce maschile che urla: «Ecco, di che vi stupite? Questo è lo stile di chi vota Berlusconi» «BRAVO» gli grido immediatamente con un grande sorriso ed anche un gran sollievo che quell’urlo catartico mi ha lasciato. Sto per incamminarmi nuovamente e sento un’altra voce femminile «Che deficiente, sicuramente è una donna» Mi volto e la guardo. La tipa è una biondona tinta, con tacchi “panoramici” e un giubetto di pelle nera così stretto che le tette sembrano stiano per esplodere. La guardo, mi guarda… e le dico, candidamente «Perché?». Mi risponde, mentre si accende un sigaro, e con aria di chi la sa lunga: «e che non lo vedi che nun ha saputo prende le distanze? E poi non se lascia ‘na macchina così! E poi starà a fa’ la spesa, no? Quindi è ‘na donna!».
Strabuzzo gli occhi, penso… penso anche che il mercato era gremito di uomini che facevano la spesa. Penso che i coglioni egoisti che parcheggiano dove gli capita non hanno sesso, età, ma forse un credo “politico”, come ha giustamente esplicitato il signore di prima. Penso anche che noi donne dobbiamo percorrere ancora tanta strada. Troppo spesso sento dire “mio marito mi aiuta”… Ma a che fare? Lui non aiuta, lui fa la sua parte, o, tutt’al più lui “collabora”. Mi son rotta e penso che quelle donne che si lamentano perché fanno tutto loro, in fondo in fondo lo vogliono fare loro… Però ora, visto che ho tempo a disposizione, mi fermo e aspetto. Sono proprio curiosa di vedere “questa donna che come al solito non sa parcheggiare, guidare ecc ecc”. La strada è piena di persone incazzate che cominciano anche a litigare tra loro per avere la meglio sul fatto se sia giusto o meno ammazzare una persona che si comporta così. Comincia uno strombazzamento generale. Tiro su la testa e noto che i balconi dei palazzi sono quasi tutti occupati, come palchi di un teatro. Lo spettacolo è iniziato me il protagonista ancor deve entrare in scena. Resisto e aspetto, anche se i tricipiti cominciano a tremare per sopportare 1 chilo di broccoletti, 1 chilo di cicoria, 6 etti di ravioli, 2 chili di patate, 1 rombo (per fortuna pulito), 4 carciofi, 3 etti di insalata, 4 banane, mezzo chilo di pachino, olive, caramelle, pane e pizza… eh si… Il paio di cose che dovevo comprare è sempre relativo… Oddio, la fila di macchine bloccate arriva fino all’orizzonte… Sopporto il peso… ed ora anche il dolore.
Vedo spuntare dalla folla del mercato un bell’uomo, sulla quarantina. Jeans attillati e giacca in pelle, brizzolato ed occhiali da sole. Molto alto, direi uno e novanta, fisico asciutto e belle spalle larghe. Visto che anche gli uomini fanno la spesa? Si era caricato di ben 4 buste, di quelle grandi però, eh..
Ma dove va? Ah! E’ il proprietario della macchina lasciata in doppia fila, quella parcheggiata male e che ha bloccato almeno una cinquantina di macchine ed ha dato spettacolo a tante persone, compresa me…
Tutti lo guardano, tutti rientrano nelle loro auto e lui ha anche il tempo di aprire il portabagagli e sistemare per bene la spesa, spostando perfino alcune cose da una busta all’altra.
Ero tornata, e con tanta energia e pure euforia, ma "impegni del momento" mi impediscono di concentrarmi. O, meglio, richiedono maggior concentrazione e riflessioni. Ergo, probabilmente ci vediamo tra un po' di tempo. Forse un mese, una settimana o forse, chissà, magari anche domani...
Nel frattempo, però, non abbandonate quello stramaledetto e malsano vizio di leggermi...
<<Il Guinness dei privati! 18 leggi in 8 anni per salvare il culo al signor padrone! E ora arriva quella nuova!
Uscirà a giorni (come ogni anno edito da Mondadori) il nuovo libro del Guinness dei Primati. Probabilmente ci sarà anche lui, Silvio Berlusconi, l’unico uomo al mondo, contando anche i leader nord-coreani, i dittatori africani e il suo amico Putin, ad essere riuscito nell’incredibile impresa di farsi in otto anni ben diciotto leggi su misura. 18 leggi per farsi i suoi interessi. 18 leggi per farsi i beneamati cazetti suoi. Ecco l’elenco.
2001
Falso in bilancio - Dico, non vorrete che vada in galera qualche padrone solo perché ha sbagliato due conti, vero?
Stop alle rogatorie internazionali - Generoso: l’ha fatto per se stesso, ma anche per il suo amico Previti.
Scudo Fiscale - Tremonti era più giovane e non leggeva ancora la Bibbia, ma era già servizievole, e Silvio aveva 64 holding all’estero. Poverino!
2002
Legge Cirami - Detta del "legittimo sospetto". Silvio aveva il problemino di spostare qualche processo, tipo Imi-Sir, Lodo-Mondadori e Sme. Aveva il legittimo sospetto di poter essere condannato, e allora…
Conflitto di interessi - Povero Silvio, costretto a farsi una legge che dice che la proprietà non basta per dire che c’è un conflitto di interessi! E comunque non ci sono le sanzioni, e quindi…
Legge Pecorella - Una bella leggina che dice questo: se uno è stato assolto in primo grado, la procura non può fare ricorso, astuti, eh!.
2003
Lodo Schifani - Silvio è un’alta carica! Immunità per le alte cariche dello Stato!
Intercettazioni - Uh, che fastidio che gli danno, via! via!
Tremonti bis - Una bella detassazione per le plusvalenze. Dico, non vorrete mica che Silvio paghi tutte quelle tasse, no?
Decreto Salva-Rete4 - La terza rete Mediaset doveva andare sul satellite dopo una sentenza della Cassazione. Ma una bella leggina…
Inasprimento pene per falsi decoder - I decoder lservono come il pane a Silvio! E allora un po’ di agevolazioni dallo stato per comprarsli, no!… E quelli falsi? Sacrilegio!
2004
Legge Gasparri - Non era certo una legge ad personam. Era una legge per chiunque avesse tre tivù, una casa editrice, la pubblicità, il cinema e altro le cui iniziali fossero S.B.
Decreto Villa Cerosa - Un bel segreto di stato sui lavori edilizi in casa!
Sanatoria sui reati ambientali e sulle coste - Vedi qui sopra…
2005
Legge ex-Cirielli - Si chiama ex perché persino Cirielli si vergognava. Riduce le prescrizioni, bel colpo. Ma mai abbastanza! Mai abbastanza!
2008
Norma blocca processi - Per bloccarne due di Silvio l’idea era di bloccarne qualche decina di miglaia…. E poi dicono che sono ad pensonam! Macché Sono leggi per tutti i delinquenti,non per uno solo!
Intercettazioni - Silvio non sa se gli seccano di più le intercettazioni, la stampa che le pubblica o la magistratura che le usa. Così fa una legge per tutte e tre le cose… Come, dire, tre piccioni con una fava… Ghedini fa la fava…
Lodo Alfano - Wow! Ci riprova! Immunità per le alte cariche dello Stato! Tra cui lui… che caso, eh!
2009
Processo breve - Ed ecco l’ultima entusiasmante trovata. Perché accorciare la prescrizione quando si possono accorciare direttamente i processi? Tanzi, Cragnotti, i padroni dell’Eternit, tutti possono farla franca, grazie a Silvio. Che intanto, salva il culo anche lui. E fa 18! Record del mondo!>>
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è¨ mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare cosè anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia."
Alzi la mano chi di voi non si è fatto mai trascinare dal meraviglioso ritmo in levare che il raggae offre. Chi di voi non si è mai ritrovato con il suo didietro in movimento sussultorio mentre ascoltava il grande Bob?
Da oggi state ben attenti, potreste ritrovarvi, vostro malgrado, con qualche problemino nei confronti della giustizia. Ebbene si, non lo sapevate, ma il reggae è un tipo di musica da proibire in quanto pericoloso per la società. E se siete così tanto curiosi di sapere cosa ha detto la Procura di Udine contro il festival di musica reggae più famoso d'Europa, il Rototom Sunsplash (evento al quale accorrono ogni anno oltre 150000 persone da tutto il mondo), eccovi accontentati. Leggo da PeaceReporter che quello della Procura di Udine è stato un "attacco clamoroso e inquietante perché nell'atto di incriminazione recapitato al presidente dell'associazione Rototom organizzatrice dell'evento, Filippo Giunta, e a diversi amministratori comunali di Osoppo rei di aver concesso l'autorizzazione del parco, la Procura friulana non si limita a contestare la violazione dell'articolo 79 della discussa legge Giovanardi-Fini che vieta di adibire un luogo pubblico, o di consentire che venga adibito, a "luogo di convegno di persone che ivi si danno all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope". Il pm, nel suo avviso di iscrizione al registro degli indagati, non si ferma alle accuse contro il festival e i suoi organizzatori, ma si spinge a criminalizzare "le suggestioni culturali riconducibili all'ideologia rastafariana che prevede l'associazione tra musica reggae e marijuana".
Praticamente il reggae è fuori legge.
Ed io che finora pensavo fosse un modo di vivere la musica insieme e con aria di festa e pace soprattutto!!!!
Dopo aver diviso Berlino Ovest da Berlino Est per 28 anni, quel muro di cemento alto tre metri venne smantellato il 9 novembre 1989.
Eppure, oltre la metà dei tedechi, oggi, esprimono forti perplessità sul presente e il futuro della Germania unificata. Secondo un sondaggio svolto dall’istituto Forsa per conto del quotidiano “Berliner Zeitung” il 51 per cento dei cittadini tedesco-orientali sostiene di essere stato meglio quando il Muro ancora era in piedi e la Germania socialista era ancora uno stato sovrano diviso dal fratello occidentale e capitalista di Bonn. Sentimenti analoghi valgono però anche per i tedeschi occidentali che sposano al 60 per cento questa tesi.
Con questa parola, Veronica Lario aveva appellato suo marito, Silvio Berlusconi, nella famosa e-mail trasmessa all'Ansa il 28 aprile scorso, in cui sfogava la sua rabbia, evidentemente da tempo repressa, rispetto alla candidatura di alcune veline. Ricorderete le sue parole "ciarpame senza pudore" riferendosi, appunto, a quelle candidature. Ma la parola "maiale" venne censurata dall'ansa e Giampiero Gramaglia, giornalista dell'agenzia, ci dice che la censura fu concordata con la stessa signora Berlusconi!
Però... ciò non toglie che... Veronica mi è sempre più simpatica!!!
Proprio così, avete letto bene. Il presidente ha deciso di chiudere i battenti e concedere una vacanza di dieci giorni a partire da oggi, perché non c’è nulla da fare. Ci sono chiaramente le proposte parlamentari, ma nessuna ha copertura finanziaria e quindi vengono bloccate in Commissione oppure neanche si prendono in considerazione.
Bene... non ci credo!
Abbiamo a disposizione internet, che pare sia uno dei pochi strumenti democratici sopravvissuti... almeno per ora, usiamolo, sindachiamo, controlliamo, informiamoci.
Entro nel sito della Camera e noto che le proposte di legge presentate ammontano a circa 2900 (leggasi duemilanovecento). Dall’insediamento dell’attuale Governo, quindi nell’attuale legislatura, sono state approvate circa 23 (leggasi ventitre) leggi, tutte governative (o decreti-legge o proposte di iniziativa governativa).
E' inevitabile che nei miei pensieri si insinui un pizzico di malizia e mi chiedo se questo non sia piuttosto un subdolo gioco che vuole indurci a considerare ormai inutile il ruolo del Parlamento. Che poi sarebbe ciò che qualcuno vorrebbe!
Non ci sto! Non ho mai rinunciato ad una mia idea, ad un pensiero, perché avevo le tasche vuote. Quando ero studentessa e squattrinata, non mi sono mica isolata, ho continuato a vivere, a dire la mia, a proporre... eccc eccc eaccidenti. E invece sembra che hinc et nunc il dio denaro sia il solo che guidi, l'unico motore, a costo di mortificare idee, iniziative e quindi anche eventuali miglioramenti. Ed è la solita sbobba, il solito dilemma esistenziale “avere e o essere” che facilmente ora si può sciogliere con una risposta semplice e facile: AVERE!!!.
Tornando nel caso specifico, manca la copertura finanziaria, non ci sono soldi, quindi ti stronco ogni iniziativa. Taci e vai a casa e ti becchi pure i soldi...
Mi rifiuto. Io non ci redo, non ci sto e lancio un gioco.
Hai una maschera al centro, c'è una stringa dove c'è scritto "progetto PDL". Non impressionarti, PDL non vuol dire popolo delle libertà ma proposta di legge. Ora inserisci un numero a caso e guarda se può interessare la comunità e, nel caso, fallo presente.
A me è venuto fuori, ad esempio, una proposta parlamentare (non del governo) relativa alla ripubblicizzazione dell’acqua. E’ una proposta che vuole riappropriarsi di un bene irrinunciabile e inalienabile e che deve essere garantito a tutti, no, ho sbagliato, volevo dire “che dovrebbe essere garantito a tutti”: l’acqua. Ebbene, visto che bisogna considerare la lotta contro la privatizzazione di questo bene primario, sia a livello globale che locale, mi sono informata e subito resa conto di quanto più civili di noi siano paesi come la Bolivia (che ha un ministro per l’acqua) o l’Uruguay (che, a seguito di un apposito referendum, ha inserito nella sua Costituzione l’acqua come diritto umano).
Non posso dire che sia un bel film, almeno da un punto di vista artistico, ma sicuro è che si tratta di un Documentario imperdibile e assolutamente indispensabile, almeno per far riflettere, anche solo per 2 secondi, chi ha un po' di Berlusconi dentro di lui (e, secondo me, purtroppo, ce ne sono più di quanto possiamo immaginare). Un documentario che disgusta più di un horror e tiene incollati alle poltrone più di un thriller.
Il film è stato presentato al Festival di Venezia, ma, rifiutato dalla Sezione ufficiale (ovvio!), è stato trasmesso nell'ambito delle due sezioni minori. Non mi stupisco di questo "rifiuto", ma piuttosto di una parola che non sopporto e di cui ultimamente se ne fa troppo abuso: CENSURA. Ciò che mi fa pensare, infatti - e che avvalorerebbe ancor di più la tesi di Gandini - è la censura del trailer da parte di Mediaset (c'era da immaginarlo), ma anche di RAI, la qual cosa, però, ha prodotto, per un effetto boomerang, una gran pubblicità al film che si voleva strozzare e far tacere... Cosa dire ancora? Che non mi stancherò mai di invitare ad una sana e buona lettura serale e spegnere la tv, specialmente se si hanno minori in casa.
A proposito... il trailer lo inserirsco qui, comprensivo di intervista al regista, Erik Gandini, che se si dà un'occhiata alla sua filmografia, ci si può rendere conto che non è proprio un... Vanzina... ma forse è per questo che non può essere tanto stimato... in Italia!
L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
FIRMA L'APPELLO - In questo momento siamo 84339 firmatari, ed io sono la n. 84337
Due signore sui sessant'anni in genere si parlano male una dell'altra. Oggi hanno imbastito un discorso culinario. Stanno parlando sotto l'ombrellone vicino al mio.
Signora n. 1: "Stasera ho a cena mia figlia con il marito, la mia piccola nipotina Angelica, la mia consuocera, oltre a mio marito e mia sorella."
"Accidenti, e come ti organizzi?" dice la signora n. 2 pensando di godere delle difficoltà dell'amica.
"Per me è un piacere cucinare. Ci sono abituata ad avere tante persone a cena. Per noi adulti preparerò un carpaccio di polpo fresco all'aceto balsamico, un po' di calamarata per chi desidera la pasta, ricciola con patate in crosta e misticanza. Mio genero, però, non mangia pesce e quindi gli ho preparato la parmigiana. Alla piccola Angelica polpettine di vitella e purè di patate, ne va pazza"
"Mhhhh" è stata l'unica cosa che la signora n. 2 ha avuto la forza di emettere, dopo lo smacco della signora n. 1, ma non perdendosi d'animo irrompe con una notizia eccezionale.
"Ieri ho dato il meglio di me a cena"
signora n. 1 "Dimmi dimmi, mi interessa, cos'hai preparato"
"Due chili di cozze. Ho cucinato una bella impepata di cozze. Ho fatto soffriggere l'aglio con l'olio. Poi ho buttato le cozze nel tegame con un poco di peperoncino. Ma la difficoltà è nel saperle rimestare ogni tanto. Poi le ho portate a tavola e con il mestolo ho fatto le parti. Quando le cozze si aprono, inoltre, formano un buon sughetto e quindi ho messo a tavola del buon pane che ho comprato da Iole. Ho fatto un figurone. Solo quelle ma tante"
La signora n. 1 non replica, la guarda tentando forse di nascondere il suo stupore. E la signora n. 2 sicuramente penserà... "quanto è invidiosa!"
immaginate di indossare dei pantaloni per una cena
immaginate di essere accusata di "atti osceni" per questo
Vi aspettano 40 frustate
Arrestate 13 donne in un ristorante. Indossavano pantaloni e camicia.
Rimango stupita e mi ribolle il sangue, oltre che avere le budella aggrovigliate.
Perchè vogliono punirle, visto che la maggior parte di queste donne sono cristiane o animiste, non sottoposte, quindi, alla legge della Sharia? E' come se io rubassi una mella e mi tagliassero una mano! Non capite male... é ovvio che nessuna donna merita tale punizione. Punizione poi... perchè? Punire o minacciare, intimidire, ammonire?
Apprendo, tra l'altro, ed anche con una certa amarezza, che alcune di loro hanno ammesso la loro colpa.
e cosa scrivo? Se sono mesi che nn riesco a far uscire una parola da questa tastiera? Ho la mente intasata da pensieri, idee e questioni irrisolte. La mia aura si è tinta di grigio... una volta era bianco-viola. "molto rara" mi disse chi se ne intendeva. Ma se non riesco ad apprezzarla, per me può essere arancione, verde o blu!
Ora penso sia diventata grigia... tendente al nero, direi. Scossoni dall'esterno e dall'interno ma con tempi diversi hanno fatto si che queste forze non opponessero resistenza, ma, anzi, creassero il disastro più completo!
Spero di scrivere cose più interessanti nel più breve tempo possibile. Scusate, ma avevo voglia, comunque, di lasciare una traccia di me.
Il primo maggio ho comprato il giornale. Ero sola e mi sono seduta ad un bar per gustarmi la colazione sotto un sole caldo e ruggente, mentre tentavo di informarmi. Ma come, ti informi con il giornale? Ahhhh, usi le armi di distrazione! Va bene, va bene, permettetemi di comprarlo ogni tanto, no?!?!?!?! Ho un desiderio fottutissimo di odorare l'inchiostro di stampa, di sporcarmi i polpastrelli di nero, di combattere con il vento per girare la pagina... comprendetemi!!!!
Comunque, avete ragione voi! Che lo compro a fare il giornale? Beh, a volte serve davvero. Dite la verità: quante volte, nell'ultimo decennio, vi è servito qualche foglio di giornale, non so... per pulire i vetri, per mettere a terra e non sporcare, per alimentare il fuoco o, banalmente, solo per incartare qualcosa? Provate ad incartare con internet o pulite i vetri con la videata del giornale online, sai che risate!!! Mah, che distratta, non era di questo che volevo parlarvi, ma di una cosa che non avrei mai mai mai e poi mai voluto neanche sfiorare, per non dar soddisfazione a quanti dicono "basta che se ne parli" oppure "questi comunisti odiano Berlusconi perchè non sanno cosa dire" ecc ecc ecc. Ma quel giorno lì - il primo maggio, appunto - non ho potuto resistere a leggere due volte la appassionante lettera di Adriano Sofri che con delicato "realismo" ha polverizzato l'immagine dello psiconano (ho detto IMMAGINE, non esultate), senza che lui se ne accorgesse (ognuno ha i propri limiti). Purtroppo, parlando con alcune mie amiche e amici, solo pochi l'hanno letta, e chi lo ha fatto ne conserva gelosamente l'articolo. Io non dico nulla, non ho detto nulla, ho preferito tacere alle parole di S.B. perchè so da chi provengono. Ma non nascondo di essermi sentita offesa nella dignità di donna. Quando, ieri, ha dichiarato di pretendere delle scuse pubbliche, mi sono sentita arrabbiata, insomma... io a non fare la comunista proprio non ci riesco, Lui mi rimane proprio qui, sulla bocca dello stomaco, e non scende mica, eh! Mi ha fatto ricordare i miei 15-16 anni, insomma, i primi anni del liceo. Ci si informava, si leggevano i giornali in classe, ed essendo gli anni di piombo, la prof. ci faceva leggere dal Manifesto al Secolo. C'è da dire anche che, allora, era una lotta a chi era più informato. Ebbene, a casa esprimevo le mie idee e mio padre (che adoravo follemente) mi diceva sempre: "chi ti ha messo queste idee in testa?". Frase odiosa, odiosissima... Certo non era la stampa sinistroide... nè amici comunisti... ne avevo di destra e di sinistra. Allora mi offendevo e non parlavo più, perchè quella frase mi faceva sentire cretina e incapace di intendere e di volere! Ma lui non voleva le scuse, anzi, me le porgeva lui, perchè si rendeva conto di non rispettare la mia persona, le mie idee e i miei pensieri, degnissimi di esistere anche se diversi dai suoi. Lui si che era un vero uomo, un'ottima persona... Vabbè, ma perchè dico questo? Ah, si, lo sapete già e quindi che ve lo dico affà?
Bando alle ciance, inserisco la lettera di Sofri, per le mie amiche che se la sono persa e per tutti coloro che vogliono gustarsi una "GIUSTA" ironia.
Buona lettura!!!
Gentile Silvio B., le dirò alcune cose sincere, da uomo a uomo. Noi uomini non siamo abituati a dirle, e tanto meno ad ascoltarle. Vale per quasi tutti noi, non solo per i bugiardi più spericolati come lei. Noi (con qualche rarissima eccezione: ci sono anche uomini davvero nobili d'animo, ma non ci riguarda) sappiamo bene di che porcherie si tratti, sia che le pratichiamo, come lei ostenta di fare, sia che ci rinunciamo, perché abbiamo imparato a vergognarcene, o semplicemente perché non abbiamo il fisico. Lo sa lei, lo so io.
Mi hanno raccomandato di non perdermi i giornali a lei vicini: non li ho persi. Ho scorso gli editoriali, ho guardato le fotografie. Sa che cosa ho pensato? No, non che mi trovavo di fronte a qualche colonna infame, questo era ovvio, l'ha pensato chiunque. Ho guardato le fotografie - una giovane donna, un'attrice, che si scopre il seno - e mi sono chiesto come sia stato possibile che una giovane donna così bella dedicasse la propria vita a uno come lei. E' successo anche a me, mi interrogo anch'io: come sia possibile che giovani donne così belle e intelligenti dedichino la propria vita a uomini come noi. Naturalmente, un po' lo sappiamo come succede. Che carte abbiamo in mano, per barare.
Siamo volgari abbastanza per riconoscere la reciproca volgarità. Semplicemente, ci teniamo a bada un po' di più di quanto faccia lei. Dicono tutti che gli italiani la invidiino. Sinceramente, nemmeno a questo credo. La guardo, dalla testa ai piedi, e non ci credo. Gli italiani hanno, come tanti maschi del mondo, un problema con la caduta dei capelli. Ma sanno bene che la sua non è la soluzione. Lei stesso lo sa, e non deve farsi troppe illusioni. Il cosiddetto populismo è traditore. Uno crede di aver sostituito ai cittadini un popolo, al popolo un pubblico, al pubblico una plebe: ed ecco, proprio mentre passa sotto l'arco di trionfo del suo impero di cartapesta e lancia gettoni d'oro, parte un solo fischio, e la plebe d'un tratto si rivolta e lo precipita nel fango.
L'Italia è il paese di Maramaldo, e io non voglio maramaldeggiare su lei: benché sia ora di rovesciare le parti di quel vecchio scurrile episodio, e avvertire, dal suolo su cui si giace, al prepotente che gl'incombe sopra che è un uomo morto. Noi c'intendiamo: abbiamo gli stessi trucchi, dimissionari o no, pentiti o no. Siamo capaci di molto. Di esibire le nostre liste alle europee, e vantarcene: "Dove sono le famigerate veline?" dopo aver fatto fare le ore piccole ai nostri esasperati luogotenenti a depennare capigliature bionde. Di dire: "La signora" (non so se lei ci metterebbe la maiuscola: fino a questa introspezione non arrivo), sapendo che la signora di noi sa tutto, e anche delle liste elettorali prima della purga. Magari la signora la lascerà, finalmente, e lei le scioglierà addosso la muta dei suoi cani. Diventerà la loro preda prediletta. Ma nel Parlamento Europeo (le maiuscole ce le metto io: un tocco di solennità non fa male) ci si ricorderà di Veronica. Capaci perfino di chiamare "maleodoranti e malvestite" le deputate dell'altro schieramento: ci ho pensato, e le dirò che almeno a questo non credo che avrei saputo spingermi. In fondo lei è fortunato: le circostanze le permetteranno fino alla fine di restare soprattutto un poveruomo desideroso di essere vezzeggiato e invidiato e lusingato da ammiccamenti e colpi di gomito dei suoi sudditi, a Palazzo Chigi o sul prossimo colle, mentre padri di famiglia minacciano di darsi fuoco perché la loro bellissima bambina non è stata candidata, e vanno via contenti con la sua camicia di ricambio. In altre circostanze avrebbero potuto succederle cose terribili.
Nel giro d'anni in cui lei e io nascevamo morirono chiusi in due distanti manicomii, perfettamente sani di mente, la signora Ida Dalser e suo figlio Benitino, che facevano ombra al capo del governo. Allora lo Stato era più efficiente di oggi, e misero mano a quella soluzione medici, infermieri, direttori di ospedali, questori, prefetti, commissari di polizia, segretari di fiducia. Altro che lo scherzo delle belle ragazze nelle liste elettorali. Dipende tutto dall'anagrafe.
Per ora molti italiani (e anche parecchie italiane: le è riuscito il gioco di far passare la cosa come una rivalità fra giovani e belle e attempate e risentite) ricantano ancora il vecchio ritornello: "Tra moglie e marito...". Di tutti i vizi nostri, quello è il peggiore. E' la incrollabile Protezione civile dei panni sporchi da tenere sporchi in famiglia, delle botte e delle violenze a mogli e bambini, delle malefatte di padri spirituali al segreto del confessionale, fino a esploderci nelle mani quando il delitto d'onore appena cancellato dal nostro codice si ripresenta nelle figlia ammazzata in nome di qualche sharia. Non mettere il dito: no, a condizione che non si sentano pianti troppo forti uscire dalle pareti domestiche. O, anche quando la casa è così ricca e i muri così spessi, non sia la moglie a far sapere che cosa pensa. Che né il denaro né il soffio della Storia (Dio ci perdoni) le basta a tacere il suo disgusto.
Invidiarla, gentile presidente? Mah. Ammetterò che, reietto come sono, una tentazione l'ho avuta. Non mi dispiacerebbe avere un ruolo importante nell'Italia pubblica di oggi, per le nuove opportunità che si offrono a chi sappia pensare in grande. E' da quando ero bambino che desidero fare cavallo uno dei miei senatori.
Come posso spostare le nuvole affinchè possa il sole mostrarsi, così da illuminare e riscaldare?
Non posso. Sono impotente!
Mi limito ad osservare il cielo,
ad aspettare che le nuvole scorrano
Cosa nascondono?
Non lo so. Sono impotente!
E sogno, guardando oltre le nuvole...
Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore Vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono lì tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia (Fabrizio De Andrè)
Birghezio in cattedra per insegnare come infiltrarsi anche nei piccoli comuni per diffondere l'ideologia. Si trova ad un meeting organizzato dal movimento di estrema destra francese.
Sono pervasa da profondo disgusto, disapprovazione, ira e... il resto lo tengo per me!
GUARDATE E DIFFONDETE (...naturalmente se volete)
Se ancora non avete avuto un travaso di bile... guardate che persona "civile" è questo "signore", come lui dice di essere. Tra l'altro, nutro forti dubbi che lui capisca... che lui capisca... che lui capisca, e basta!
Ci ho pensato prima di inserire questo video, perchè è intervallato da alcuni sketch comici. Poi però ho pensato che racchiude sostanzialmente verità su questo membro del Governo!!!! E già, è SOTTOSEGRETARIO PER LA GIUSTIZIA!!!
E forse gli sketch servono proprio per far entrare un po' daria in questa puzza di cacca della quale siamo circondati.
Volgo il mio pensiero a tutte le vittime di questo dramma. Non scrivo nessuno post, o, meglio, non farò nessun commento né critica e né riporterò cifre o dati. Ma nel mio piccolo voglio tentare di dare una mano elencando una serie di cose che si potrebbero fare. Prendetele in considerazione e diffondetele. Grazie
l’Avis del Lazio, a cui si sta appoggiando l’Abruzzo, sta cercando con URGENZA donatori di sangue del gruppo RH 0 NEGATIVO. INFO 06 491340.
DONAZIONE SANGUE
Si può donorare sangue recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10.
PER DONARE CIBO
Per donare del cibo per le popolazioni colpite può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via Celestino V
PER DONARE MATERIALE DI PRIMA NECESSITA’
L’associazione ambientalista “Fare ambiente” sta coordinando la raccolta di materiali di prima necessità presso la propria sede di Roma, in Via Nazionale, 243, tel. 06 48029924
PER EFFETTUARE SOTTOSCRIZIONI
Vi segnalo il sito della CROCE ROSSA, dove sono indicate tutte le coordinate bancarie o postali ed anche le modalità per quelle online.
Mi sono svegliata con un umore nero. Ma perché? Finalmente c’è il sole e oltre a sentirmi riscaldata dai suoi raggi (i miei acciacchetti non aspettavano altro); ho potuto finalmente sfoggiare il mio cappotto di stoffa; la contusione al mio ginocchio ha provocato solo una infiammazione del tendine suhrotuleo e non, come temevo, una lesione al menisco; e, soprattutto, è VENERDI’! E allora? Allora, c’è che respiro tanta intolleranza, compresa la mia. Sono anche intollerante verso l’intolleranza. E’ il massimo dell’intolleranza. Tolleranza sottozero! Volete qualche esempio? Ecco subito accontentati. Non tollero: chi vuole passarmi davanti nelle file perché ha la presunzione di sapere con inconfutabile certezza che io ho meno fretta di lui/lei; che il sabato, al mercato, c’è una folla incredibile di casalinghi/e e pensionati/e, che potrebbero OVVIAMENTE fare la spesa gli altri cinque giorni a loro completa disposizione e mi mandano anche gli “accidenti” perché io, ansimante, ho avuto l’ardore di portarmi dietro il carrello che intralcia il loro passaggio non sapendo che invece mi devo sobbarcare il suo peso per aver dovuto fare la spesa per tutta la settimana (ma si sa che il trascinare un carrello pesante è fonte di piacere); le persone che attraversano la strada obliquamente, non sapendo che l’ipotenusa è sempre più lunga di un cateto e di conseguenza più lunga diventa l’attesa da parte del motorizzato; i pedoni che mi inveiscono contro perché mi sono fermata per farli passare, perché tutti gli altri prima di me non si sono fermati; gli automobilisti bloccati nel traffico che quando sto per passare con il mio scooter, ti intralciano VOLUTAMENTE il passaggio, e pure con un certo sorriso di soddisfazione come a dire “Visto? Aspetti come me”; l’autovelox che ti becca perché sei andato a un chilometro in più oltre i dieci di tollerabilità (ho avuto la sfacciataggine di andare a 101 sulla Pontina quando il limite era 90) e ti arriva una multa di 175 euro e la penalizzazione di 5 punti. Ma non basta: dopo tre mesi mi arriva una seconda multa, conseguente alla prima, perché non ho inviato il modulo (obbligatorio dal 2006) per denunciare che ero IO alla guida. Ma non è ovvio? No: paga 263 euro. Vi consiglio di leggere tutto, anche i fiorellini della carta igienica. I bastardi sono dietro l’angolo. Ah, bastardi e chi gli permette di esserlo.
Ne potrei elencare tante, ma tedierei chi ha l’ardore di leggermi.
Però qualcosa non mi quadra. Perché c’è tanta intolleranza? Non sarebbe meglio offrire un sorriso o un gesto gentile? Penso che, in barba a quelle sanguisughe e delinquenti quali sono banche e assicurazioni, potrebbe essere questo un vero investimento. Sono convinta che se iniziasse qualcuno a farlo, scatenerebbe, per un effetto domino, un’epidemia di serenità. Beh, almeno vorrei crederlo!
Ma non è così semplice. Giro e rigiro intorno alla domanda: Perché siamo diventati tutti intolleranti? Posso rispondere per me, almeno tento. Il mio limite di sopportazione è stato superato perché: sono inorridita dai sempre più numerosi casi di violenza sessuale - o devo pensare che invece è la stampa che si indirizza verso certe notizie che in un determinato periodo fa più “audience”? C’è stato il periodo dei sassi dal cavalcavia, dei trans, dei cani feroci che sbranano ed ora degli stupri? Ma non sono sempre esistiti??? Se ne accorgono ora? E, a proposito di pene, oltre ad essere favorevole ad un innalzamento della pena senza sconti, non sarei così clemente da applicare la sterilizzazione, ma l’evirazione! Che comunque non allevierebbe il dolore della vittima, ma almeno se ne salverebbero altre. Scusate, ho ceduto ad un momento di sfogo, continuo con l’elenco: la politica è morta; la giustizia non è uguale per tutti; mi sento presa in giro e sapete da chi; i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sono sempre più ricchi; i veri imprenditori non esistono più, gli sciacalli o squali sì; si vuole imbavagliare chi vuole esprimere la sua opinione (non si direbbe ma Sacconi è stato sindacalista); l’energia alternativa ha perso contro quella nucleare; chi demonizzava l’uso dei decreti-legge ora se ne sta facendo una scorpacciata; chi drammaticamente ha compiuto un gesto d’amore, ora è accusato di omicidio volontario! Si, sono veramente incazzata nera!
Chi ha avuto modo di conoscere LifeGate, sicuramente ne avrà apprezzato non solo l'ottima musica che ne viene trasmessa, ma sicuramente anche la sua politica orientata verso un mondo eco-culturale, per diffondere coscienza ecologica e promuovere uno stile di vita etico, ecosostenibile ed equosolidale.
Una politica che non rimane nell'ambito teorico, ma che, attraverso i suoi progetti, vuole essere da stimolo per un nuovo modello economico nel quale convivano profitti, rispetto per l'ambiente e attenzione per il sociale. Valga, tra i tanti progetti concreti, l'esempio di un nuovo modo di fare impresa in campo ambientale (vedi Impatto Zero e LifeGate Energy energia rinnovabile) .
Mi sono dilungata forse troppo, ma, credetemi, ho scoperto LifeGate da un paio di anni e, secondo me, merita di essere ascoltata (per Roma FM 90.90). Detto ciò, passo finalmente al vero scopo di questo post, cioè quello di segnalarvi una loro iniziativa.
In occasione del quarto anniversario del Protocollo di Kyoto, LifeGate lancia una sfida; YouImpact, un social network, una piattaforma di sharing per lo scambio di contenuti multimediali dedicato a tutte quelle persone che desiderano contribuire al cambiamento di una società senza valori, dell'avere e dell'apparire a tutti i costi; a quelle persone sensibili al tema dell'ecologia e che ha voglia di migliorare la qualità della vita; a quelle persone che desiderano parlare di ambiente o di proporre idee, anche sottoforma di gioco, attraverso video, immagini e file.
Ma l'aspetto più importante è che per ogni contenuto postato, sarà creato un nuovo metro quadrato di foresta in una di quelle gestite da Impatto Zero.
Ne ho, ne abbiamo viste tante. Ma ora sono satura. Non avrei mai immaginato di apprezzare Fini per le sue dichiarazioni riguardo alla vicenda Englaro che il nostro grande commenda presidente del Consiglio dei ministri ha preso a cuore (a modo suo). Ebbene, andiamo con ordine.
Il presidente del Consiglio risolve (chissà perché?) la vicenda Englaro con un decreto-legge.
Il Presidente della Repubblica obietta la l'incostituzionalità dell'atto con il quale il premier VUOLE risolvere il caso, perché non risponde al presupposto di “necessità ed urgenza” che distingue i decreti-legge dai disegni di legge ordinari.
Il capo del governo, fregandosene di quello che ha dichiarato il Presidente della Repubblica, vara lo stesso il decreto. E da qui le critiche, allo stesso Berlusconi, da parte di Fini, il quale difende il Capo dello Stato.
Non basta. Rispondendo ad una intervista (tg3 delle 19) Lui ostenta sicurezza mista a stupore, come a dire “sono loro che sbagliano” e continua con la sua solita presunzione e arroganza affermando (cuore d’oro) che si è sentito obbligato ad intervenire per salvare una vita (oltre che Napoleone ora si paragonerà anche a Superman). Ciò non bastando, dichiara che se il Presidente della Repubblica non firma, per le motivazioni dettate dalla Costituzione, lui cambierà la Costituzione!
Sono confusa e tante parole mi ronzano per la mente...
. “Massimo rispetto per il colle, ma non cambio idea” – Che rispetto è?
. Il vaticano plaude il governo - si è assicurato voti in più
. Chiede la schedatura dei clochard, la denuncia da parte dei medici degli extracomunitari non regolari (si sa, Lui non conosce Ippocrate) - questo è rispetto per la vita?
. Critica i magistrati perché non applicano le leggi, ben sapendo – o forse no – che è la legge che permette ai magistrati di comportarsi così. Chi può cambiare le leggi e magari migliorarle? Forse un Capo di Governo coscienzioso e competente... ma non è questo il caso... Stendiamo un velo pietoso.
Detto ciò, concludo il mio sfogo incollando qualche articolo della nostra Carta costituzionale. Forse è il caso di stamparli e conservarli. Un domani, potremmo sempre mostrarla ai nostri nipoti come un vecchio bene che ci hanno strappato
Articolo 76
L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato [cfr. art. 72 c. 4] al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Articolo 77
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere [cfr. art. 76], emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni [cfr. artt. 61 c. 2, 62 c. 2].
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Articolo 87
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere [cfr. art. 74 c.1].
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione [cfr. art. 61 c.1].
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo [cfr. art. 71 c.1].
Promulga le leggi [cfr. artt. 73, 74, 138 c.2 ] ed emana i decreti aventi valore di legge [cfr. artt. 76, 77 ] e i regolamenti.
Oggi sono particolarmente sensibile ai ricordi. Al ricordo di dieci anni fa, quando ci hai lasciato, al ricordo della tua musica, che ascolto spesso e sempre con tanto interesse e passione, oltre che con gioia, stupore e, questo voglio sottolinearlo, pure con stancante impegno e fatica. Quella fatica che ti riempie, quella fatica che paradossalmente di rigenera. I tuo testi, infatti, non vanno solo ascoltati, ma “sentiti”, penetrati, girovagando nei loro meandri fino a quando la comprensione li accoglie. Eppure ancora abbiamo dubbi su alcuni passi, specialmente quelli conclusivi. O forse li hai volutamente lasciare aperti alla libera interpretazione?
Le tue parole sono poesia. Parole che abbiamo impresse nella memoria. Parole che cantiamo e parole che ascoltiamo. Parole che abbiamo capito o forse non ancora. Parole che vogliamo trasmettere e parole che i nostri figli trasmetteranno. Parole che ti entrano nel cuore. Parole che fanno inevitabilmente ti fanno riflettere... Parole che ormai fanno parte del nostro DNA.
La tua musica, poliedrica e sempre ricercata, scivola e agguanta i testi che meglio possono esprimerla.
E tu, Faber, non solo uomo di talento, genio musicale, ma uomo speciale. Non hai mai ceduto al business del mondo dello spettacolo, che negli anni ’60 già esisteva. Ci hai insegnato il valore della LIBERTA', perchè tu sei stato sempre uomo LIBERO, e lo sei stato anche durante il periodo in cui fosti vittima di un rapimento insieme alla tua compagna di vita Dori Ghezzi, perché, dopo la vostra liberazione, non hai voluto dar seguito, con falsi moralismi e inutili punizioni, a denunce nei confronti delle vittime di questo mondo. I tuoi ideali si sono concretizzati proprio durante la tua sofferenza. Un uomo libero che ha voluto e potuto raccontare varie realtà. Quelle realtà di fronte alle quali si preferisce chiudere gli occhi. Storie di depravati, omosessuali, puttane, assassini, suicidi, drogati, ma anche di amori e amori perduti, amori che vengono e amori che vanno.
Una LIBERTA' - interiore, di pensiero e di espressione - che involontariamente (non ti mettevi al di sopra di nessuno) ci hai insegnato, facendoci aprire gli occhi. E proprio in virtù di questa libertà, OGGI per voglio renderti omaggio con Il testamento di Tito. Le tue canzone, in generale, mi hanno insegnato che i luoghi comuni, i pregiudizi, i razzismi, l'odio, sono concetti che troppo spesso si accettano e anche si trasmettono senza purtroppo rendersene conto, perché, in fondo, è meglio non pensare. E così si fanno proprie senza neanche rendersene conto. E questo pensiero, a mio parere, viene racchiuso in questo testo, che è un chiaro riferimento ai dieci comandamenti e Tito, con estrema semplicità, li contesta tutti (con un leggero cedimento al quinto, spiegandone però la ragione). E questo perchè? Perchè viviamo in un mondo pieno di ipocrisie, perchè il vero comportamente umano è quello che esprime Tito. (Bisognerebbe poi chiederci chi è Tito) . Il contestatore, quindi, porta a galla le contraddizioni dei dogmi della Chiesa. Siamo perciò in campo religioso, ed anche qui ti ammiro. Tu rifiuti il concetto di DIO nella sua accezione prettamente punitiva. Il Dio sopra tutti e sopra ogni cosa, colui che non si contesta e che ordina dall'alto dei cieli ed artefice del bene e del male. Il tuo dio era molto più umile e modesto, che bisogna cercare dentro e fuori di noi, è la LIBERTA' che dobbiamo raggiungere. C’è un dio per ognuno di noi, ma solo gli emarginati, i disadattati, i senza pace, insomma le vittime di questa società riescono a vedere in Lui l’umanità, un DIO che si abbassa per parlare con loro e non viceversa.
Non ne sapevo niente, giuro! E di questo me ne rammarico, perché se lo avessi saputo, almeno avrei gioito, anche se solo per un giorno, ma avrei gioito!. Di cosa sto parlando? Ma della scomparsa di Berlusconi. Tutti lo cercavano, tutti si chiedevano dove fosse e... udite udite... nessuno lo sapeva. Nell’era dell’alta tecnologia, al vertice di uno degli organi costituzionali, non si può non essere reperibile; il commesso forse si, l’impiegato anche, na non il CAPO DI GOVERNO. Vi dico ciò che ho letto a pagina 14 della Repubblica di oggi. Durante la giornata di mercoledì, visto che il Presidente non si trovava, si sono formulate svariate ipotesi, da quella più banale “avrà avuto mal di schiena e sarà andato dal suo massaggiatore” (per 24 ore?); “è in Inghilterra al ritiro del Milan” (per sole 24 ore?); “E’ al san Raffaele per un check up” (e perché non ha avvisato o non risponde al cellulare? ops... ai cellulari?). Fino ad arrivare all’ipotesi più suggestiva, ma, perché no?, a me sembra la più plausibile “vista l’emergenza terrorismo, il premier è stato portato dai servizi segreti lontano dalla Capitale”. Non sembra anche a voi quella che potrebbe almeno in parte giustificare una lunga assenza di un CAPO DI GOVERNO? Mica stiamo parlando di Salvatore il portiere o Alberto il giornalaio, qui stiamo parlando, lo ribadisco, di un CAPODIGOVERNO! (o presunto tale). Beh, certo che questo è un periodo morto per il Governo: la CAI che non “decolla”, la crisi dell’industria, del mercato, l’esame della Finanziaria - o, almeno vogliono farlo credere -, la Comunitaria... e questo solo per quanto riguarda casa nostra! Nel mondo: la tragedia di Mumbai, le minacce terroristiche, eccetera eccetera. Tutte cosucce, in fin dei conti, insomma non remunerative, no? Ma quando Silvio finalmente (???) rincasa a palazzo Grazioli che fa? Ride. Ride sull’ipotesi - avanzata tra l’altro da qualcuno all’interno del governo - di esser stato allontanato dai servizi segreti. E così, finalmente si giustifica. Era semplicemente a Milano che controllava i lavori della sua “università della libertà”, che intende aprire in primavera, e che quindi doveva parlare con gli architetti e il direttore dei lavori. Eh! Giustamente ognuno si guarda gli affari suoi. Poi ha fatto colazione ad Arcore, ha scherzato con il suo nipotino (un presidente nonno o un nonno presidente?) e nel pomeriggio ha lavorato (???) ad Arcore, facendo più di 50 telefonate (le ha fatte, ma evidentemente non ha risposto a quelle che facevano a lui). Si allontana ancora non capendo il perché di tanta preoccupazione... (questo è ovvio). Ma, del resto, ancora una volta ha ragione lui, come sempre. Del resto, nel giorno della sua non giustificata assenza, doveva solo partecipare agli impegni di palazzo Chigi, in qualità di Presidente del Consiglio, pranzare con i ministri economici, avrebbe avuto un vertice sulle misure anticrisi e per finire una riunioncina con gli enti locali...
Del resto... mica è il presidente del consiglio, no?
“Solo chi ha gustato la libertà può capire il desiderio di trovare dovunque analogia con essa, di estenderla a tutto l’Universo. Chi non perviene alla filosofia per questa via, segue gli altri e fa semplicemente ciò che essi fanno, senza sentire perché lo fanno”
Ieri, al Festival del Cinema di Roma, è stata proiettata la copia restaurata del film “Un americano a Roma”. Tralasciando opportunamente commenti sul Festival del Cinema di Roma, volgo l'attenzione sulla proiezione. Una notizia che non cambierà le sorti del mondo e non risolverà la crisi economica mondiale, né, tanto meno, riuscirà ad abrogare il decreto-legge 137/08 sulla scuola, se ancora resiste (non il decreto ma la scuola)..., ma il fatto che questo film continui ad essere apprezzato da tantissima gente, mi rende felice. Quale romano non si è mai imbattuto in Nando Moriconi, nelle sue battute da bambacione fannullone sognante l’America uoz american boi? Non si contano più le volte che ho visto il film, ma so solo che per precauzione ne custodisco gelosamente due copie: una a Roma e una al mare... non se pò mai sapè!!!
Quindi: antidepressivo efficacissimo, capolavoro datato 1954 e diretto da Steno, alla cui sceneggiatura ha partecipato anche il nostro carissimo Alberatone, signore e signori ecco a voi le scene per me più irresistibili di questo capolavoro. Anche se non ce n'è bisogno, auguro a tutti una Buona visione!!!
PS nell'ordine: Gatto mammone; Maccaroni m'hai provocato e mo me te magno; Telefonata all'onorevole Borgiani
Dopo tanto tempo di latitanza, provo a riavvicinarmi a quello che un tempo, oltre ad appassionarmi, permetteva alle mie idee di trovare uno spazio dove poter lasciar traccia.
Purtroppo ancora non sono rinsavita completamente. Io ci provo, ma ci sono momenti nella vita in cui passioni molto forti e travolgenti possono togliere spazio al tempo, abbreviarlo o annullarlo, o semplicemente possono far deconcentrare.
Per ora mi limito a parlare con le immagini.
Non ero mai stata a Londra. Ecco le mie impressioni su questa splendida città...
Scrivo di getto, così, senza pensarci più di tanto e senza tanti formalismi, perchè rimango di stucco quando vedo che comunque mi state vicino. Nonostante due mesi di silenzio, mi avete lasciato messaggi privati e affettuosi e passate lasciando traccia sullo Shiny Stat. Due mesi di silenzio , ma non vi ho dimenticati. Solo che non riesco ad aggiornare il blog come vorrei. Molto è dipeso dalla mancanza di tempo. Quel tempo che a volte vorrei rallentare per gustare più intensamente ciò che sto vivendo e lasciarmi trascinare dai giusti ritmi, quattro quarti e no sette ottavi, per intenderci! Quel tempo che altre volte è invece insopportabilmente lento, perchè si attende, si aspetta, si è in ansia per qualcosa che deve accadere...
Un silenzio dipeso anche da eccessiva criticità politica, da polemica e da disgusto e quindi volto subito pagina!
Silenzio dipeso dal mio cambiar pelle. Non ci si sta male, anzi! Sono sempre più convinta che in fondo quelle rughette in più non sono segni di invecchiamento ma di saggezza.
Ho smesso di fumare ormai da quasi 5 mesi e non solo solo felice, ma orgogliosa di me stessa (ero arrivata a fumarne 30 al giorno). Ho capito che il segreto risiede fondamentalmente in due punti: Number one) la motivazione; Number two) sostituire gli spazi della sigaretta con altri piccoli rituali.
ANche se non scrivo per il blog, sto continuando a scrivere... con alti e bassi, ma anche con grande soddisfazione ed il lavoro, almeno per quanto riguarda la prima stesura, è quasi completato.
Vado a Londra...
Istanbul invece è andata in fumo, ma ci sarà altra occasione. Intanto sono già preparata sull'albergo e sui posti da dover visitare.
Ho progettato con le mie amiche. Insieme abbiamo festeggiato i non eventi. ABbiamo discusso, versato lacrime e poi esorcizzato il male con leggerezze e cose frivole (ma chi l'ha detto che le cose frivole non servono a niente???). Ci vogliamo bene e ce lo dimostriamo con le nostre quotidiane e spesso insopportabili "lavate di testa".
Bene, penso di aver lasciato sufficiente traccia del mio silenzio.
Ho approfittato di questo poco tempo a disposizione per poter entrare in splinder e salutarvi tutti quanti, augurandovi buone vacanze, buon riposo e buon divertimento, a seconda di cosa vogliate trarre dalle vostre vacanze. Grazie per i saluti che mi avete mandato in privato e per il vostro costante e affettuoso interessamento.
Ve lo ricordate? Non si sfuggiva. Ogni assenza una crocetta che poi dovevano sommarsi e dare così il totale delle assenze dell'intero anno scolastico. Però ora non parliamo di assenze scolastiche, e neanche di assenze dei dipendenti statali, delle quali se n'é parlato già, e molto! Qui ora voglio parlare di un altro assenteismo, ma solo perchè lo ritengo doveroso ed giusto, oltre che sfizioso. Date quindi un'occhiata alle assenze dei parlamentari pubblicate sul Sole24Ore. Da tenere conto che i dati si riferiscono alla scorsa legislatura.
E con l'occasione mi scuso per la mia di assenza, tanto da questo potrete trarne solo beneficio. Un abbraccio alla bloggosfera tutta. No, perchè tutta? Solo quella che conosco, eh!
Me lo chiedo anche io! Gli Amici dicono che sono una bella persona. Io mi sto convincendo che tutti i torti non hanno.
- Anche se sono impunita e testarda come un mulo con il casco integrale.
E' questo, però, che mi ha permesso di tentare con tutte le mie forze e convinzioni di raggiungere spesso i miei obiettivi.
- Anche se "non ne faccio passare una...".
Perchè amo l'onestà , il rispetto e la coerenza e la pretendo anche dagli altri.
- Anche se mi esalto per un nonnulla e mi affloscio per un nonniente.
Perchè sono troppo sensibile. Ma mi piaccio lo stesso così. Vivo le emozioni del momento, anche se fanno male, per sentirmi sempre viva!
- Anche se... beh, basta, sto rischiando di scrivere le solite cazzate!!!!
Sono io, sono così, e basta!
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