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venerdì, 22 dicembre 2006
Questo blog chiude per ferie e riaprirà l'8 gennaio. La direzione augura buone feste a tutti i viandanti che soggiornano per leggere i deliri kappeschi. Agli amici blogger un augurio che l'anno nuovo riservi dei momenti di Pace... e serenità
un abbraccio
Kappa
DELIRATO DA kappa_pera
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lunedì, 18 dicembre 2006
A.A.A. OFFRESI PEZZO DI CARTA
Quantitativi impressionanti di fantasiosi sottoprodotti delle “vecchie” lauree vengono spacciati per percorsi formativi. Sono questi alcuni aspetti affrontati dalla ricerca condotta dal Centro Studi sul Falsodell’Università di Salerno, diretto dal professor Salvatore Casillo, il quale ha organizzato un Convegno dal titolo “Laurea offresi - Falsi con lode”. Ciò che emerge è a dir poco inquietante. Lo studio verte sull’osservazione delle trasformazioni avvenute nel sistema universitario italiano a seguito della riforma sull’autonomia didattica degli Atenei (introdotto con il Regolamento MURST del 3 novembre 1999, n. 509 e con i successivi decreti ministeriali). Tutto ciò avrebbe dovuto far sperare in un miglioramento qualitativo della formazione universitaria, oltre ad uno snellimento delle pratiche burocratiche. Giusto? Invece, dato che noi italiani prima desideriamo la libertà e l’autonomia e poi non sappiamo come gestirla o meglio, anzi purtroppo, approfittiamo della situazione per trarne qualche vantaggio, il risultato è a dir poco allarmante e vi dico anche il perchè:
Vengono riconosciuti titoli di laurea rilasciati da università private con 0 (leggasi zero), 1 o 2 docenti di ruolo. Vengono stipulati convenzioni con enti ed associazioni per iscrivere i loro dipendenti e soci a cui poi vengono riconosciuti i famosi “crediti formativi” cosicché essi possano ricevere la laurea subito dopo il pagamento delle tasse di immatricolazione. E questo perché, come dichiara il professor Casillo, "dal 2004 sono cambiati alcuni dei parametri sulla base dei quali viene assegnato il cosiddetto fondo ordinario. Una volta si fondava sul numero degli iscritti, oggi sugli studenti in corso. E così è iniziata la campagna delle convenzioni che permette di riconoscere le attività che si sono svolte nei vari enti". E così l’'università cerca di laureare il maggior numero di studenti, a volte aiutandosi con la fantasia. Come ad esempio i famosi corsi on line. Gli Atenei telematici sono 4, due di questi non hanno docenti, uno ne ha solo uno e l’altro ha due professori, uno dei quali è in congedo da otto anni. Il bello è tutto r e g o l a r e!!!
Dulcis in fundo:
Nell’anno accademico 2005-2006 risultavano 1.158 tipi di corsi di studio (sulla Repubblica si legge che i corsi di specializzazione addirittura salgono a 3.063). Nulla da eccepire, anche perché hanno... ops... dovrebbero avere “l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali nonché l’acquisizione di specifiche competenze professionali”. Infatti si annoverano tra questi: Scienze sociali per lo sviluppo e la pace, Schedatura del verde urbano, Turismo alpino, Teoria delle forme, Scienze equine (sono compresi anche i corsi di equitazione in centri convenzionati), Tecnologie del fitness, Benessere del Cane e del Gatto, Comunicazione nella società della globalizzazione, Scienza della mediazione linguistica per traduttori e dialoghisti cinetelevisivi, Scienza e tecnologia del packaging... e chissà quanti altri!!! Sempre il prof. Casillo dichiara: “Sono proliferate molte università, facoltà e corsi, un’anomalia che nasce con il fatto che il decreto che riforma gli insegnamenti prevede 42 classi di laurea, all’interno di queste classi però ognuno può inventarsi le sue lauree, spesso i nomi artificiosi sono fatti volutamente per attrarre studenti, costruendo dei profili professionali su quelli che una volta potevamo considerare esami facoltativi”. E il professor Casillo, come poteva intitolare la sua relazione introduttiva al Convegno se non “Come ti erudisco il pupo alla luce della riforma degli ordinamenti didattici”???
No comment!!! Però, essendo notoriamente curiosa come una scimmia, mi sono impicciata... ed ho scoperto una cosa orribile: ESISTONO VERAMENTE
E’ bufera sul comma 1346 del maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl finanziaria.
Pare che esso preveda la prescrizione breve per danni all’erario provocati da pubblici amministratori.
Il “bello” è che il maxiemendamento, a firma del governo, introduce, tra gli altri, rispetto al vecchio testo, questo comma proposto dal relatore. Spietate critiche si sono sollevate non solo a destra, ma anche a sinistra. Curiosiamo.
Pino Sgobio, capogruppo dei comunisti italiani alla Camera: “Non se ne parla nemmeno. Sarebbe una sanatoria bella e buona. La norma introdotta nel maxiemendamento alla Finanziaria, che prevede una prescrizione più ampia per gli illeciti amministrativi non solo va eliminato ma va completamente sconfessato dal governo. E' una cosa che non sta nè in cielo nè in terra e perciò ne chiediamo la cancellazione”
Nuccio Iovenne, senatore dell’Ulivo: “Negli articoli dei quotidiani di oggi sul ‘colpo di spugna' per i reati contabili si riporta la circostanza, vera, della mia firma in calce all'emendamento originario. Confesso un duplice peccato di leggerezza ed eccesso di fiducia. Agli inizi dell'iter della finanziaria al Senato ho ricevuto la telefonata del collega Fuda che mi chiedeva, essendo stati eletti nella stessa regione, la disponibilità a sottoscrivere un emendamento ‘tecnico’, già firmato dal vicecapogruppo dell'Ulivo Zanda e da altri colleghi che riguardava i contenziosi amministrativi. Ho risposto al telefono di si, senza approfondire, e questa è la mia principale colpa. Confidavo sull'autorevolezza delle altre firme e sull'esame sempre severo che sarebbe stato fatto dalla commissione, dalla maggioranza, dal relatore e dal governo, esame che falcidia normalmente migliaia di emendamenti facendo passare solo quelli largamente condivisi e ritenuti indispensabili. Per me è una lezione per il futuro”
Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture: “l'azione furbesca di qualcuno all'interno della maggioranza, e forse anche del governo, che ha inserito all'interno degli emendamenti un provvedimento disastroso per la credibilità dell'Unione, che e' quello della prescrizione di fatto per i reati contabili, (...) E' un emendamento che porta l'Unione a comportarsi alla Berlusconi. Io e l'Italia dei Valori abbiamo combattuto per cinque anni le leggi ad personam del governo Berlusconi e con un sotterfugio viene introdotta questa norma che di fatto impedisce allo Stato di recuperare le somme che funzionari e dipendenti corrotti dello Stato si erano appropriati. E' grave soprattutto perché questo emendamento carpisce la buona fede di chi come me al governo si e' fidato del fatto che il maxi-emendamento governativo fosse nel pieno rispetto del programma dell'Unione e che oggi si trova ad avere una responsabilita' oggettiva per un emendamento non concordato, non voluto, che mai avremmo approvato e che mai approveremo. (...) Questa Finanziaria serve al Paese e noi l'approveremo, ma il giorno dopo un chiarimento politico sul tema della legalità e della giustizia è improcrastinabile per il mantenimento stesso della nostra presenza in questa maggioranza. Perchè qui c'é qualcuno che ha tradito la buona fede”
Cesare Salvi ha fatto il nome di Carlo Fuda (Gruppo misto) come autore della proposta. Fuda, un passato in Forza Italia, poi nell'Unione dal 2005, difende la norma, che “dispone solo per l'avvenire”.
Dulcis in fundo
Bersani, ministro allo sviluppo economico: “Non so da dove sia sbucata questa cosa: spero vi sia posto rimedio”
D'Antoni vice ministro allo sviluppo economico: “Non mi unisco al coro delle critiche con un'autocritica, già ne hanno fatte troppe”.
Mi rassicura (ma non comprendo) sapere che:
Il presidente dei Ds al Senato Anna Finocchiaro, il presidente della Commissione bilancio Enrico Morando e il sottosegretario all'Economia Nicola Sartor in coro hanno subito annunciato la disponibilità del governo a stralciare la norma.
Non comprendo*, ma condivido:
VILLONE (Ulivo). Accorderà la fiducia al Governo per rispetto del mandato ricevuto dagli elettori ma, nella possibilità di una valutazione più libera, avrebbe votato contro una finanziaria nella quale sono state introdotte due norme che la maggioranza, in sede di cabina di regia, aveva rigettato. Si riferisce al comma 1346, che equivale ad una sanatoria per gli amministratori pubblici responsabili di danni all'erario, una disposizione che va nella direzione contraria rispetto all'esigenza di riportare ordine nel mondo degli amministratori e delle autonomie. La seconda modifica inaccettabile riguarda la riduzione del raggio di applicazione di una misura di equità e di moralizzazione: la fissazione di un tetto per i superstipendi dei manager pubblici. Invita il presidente Marini a dichiarare inammissibili il comma 1346 in quanto reca norme di carattere ordinamentale ed è privo di copertura. Rivolge infine un monito al presidente Prodi affinché si presti maggiore attenzione agli umori profondi della base elettorale e sia rispettato il programma, che prevedeva un impegno per la trasparenza e per la riduzione dei costi impropri della politica (Applausi dal Gruppo RC-SE e delsenatore Salvi*. Congratulazioni). (Fonte: resoconto sommario della seduta del senato del 14 dicembre 2006)
*applaude la critica ma difende il comma????
(Fonti: Televideo, Agi, Ansa, AdnK, Siti istituzionali e giornalistici)
DELIRATO DA kappa_pera
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Avvertenza: Ho pochissimo tempo e lo voglio sfruttare per scrivere questa notizia che non va assolutamente trascurata. Perdonatemi, perciò, per la frettolosità e l'imprecisione di alcune frasi... e anche per il mediocre approfondimento... ma si legge ugualmente quel tanto che basta per...
Se cercate su wikipedia Europa7 leggerete questa definizione: “è un'emittente televisiva italiana, con regolare concessione di trasmettere (in modalità analogica terrestre), ma priva di frequenze, caso unico al mondo. È al centro della vicenda riguardante l'assegnazione di frequenze nazionali.”
Francesco Di Stefano, imprenditore televisivo, avendo vinto la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali terrestri, avrebbe il diritto di possedere 2 tv nazionali. Mentre Rete4, avendo perso la suddetta gara, non avrebbe il diritto di trasmettere. O, meglio, Rete4 continua ad utilizzare illegalmente le frequenze che spetterebbero a Europa7.
Fa male il pancino? Mi dispiace per voi, ma non ho finito.
Europa 7 attende da anni che vengano rese operative dal Parlamento e dal Governo le decisioni della Corte Costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato, che prevedono l’assegnazione di n. 2 reti nazionali (invece di 1) a Di Stefano e di n. 2 (invece di 3) a Mediaset.
Meglio che vi copi e incolli questo pezzo che illustra sinteticamente il pattume che avevamo e che continuiamo ad avere... e come tutti i pattumi, è bene coprirli... altrimenti non si spiega il silenzio che è piombato intorno a questa vicenda da più di 7 anni!!! O no?. “Come è ormai discretamente noto, nonostante la «timidezza» dei mass media italiani su questo argomento, nel 1994 la Corte Costituzionale - cioè non i girotondini, non i comunisti, non le piazze assatanate e nemmeno gli anarco-insurrezionalisti - aveva stabilito qualcosa di importante e preciso a proposito della difesa del pluralismo informativo: nessun soggetto privato può detenere tre reti televisive nazionali (sentenza 420). La Consulta segnalava al Parlamento l’anomalia del sistema radio-televisivo italiano, indicando l’agosto 1996 come termine per la sua soluzione definitiva. Due anni dopo, tale termine scadeva senza particolare imbarazzo da parte della nostra classe politica, compresa una sonnecchiante sinistra istituzionale. Nel 1997 la legge Maccanico offre un salvagente temporaneo alla terza rete Mediaset, Rete4 prorogando questa situazione anomala. Nel 1999 il Governo D’Alema decide di affrontare la questione indicendo una gara d’appalto per la concessione delle reti nazionali. A sorpresa compare dal nulla l’imprenditore Francesco Di Stefano che, in possesso di tutti i requisiti finanziari e organizzativi, è di fatto il vincitore morale della gara per la concessione di due reti nazionali, una delle quali proprio a scapito di Rete4. Inutile dire che Di Stefano, proprietario del canale Europa 7, viene ostacolato in ogni modo. Rete4 continua a trasmettere usurpando le frequenze di Europa7, mentre Di Stefano vince i ricorsi presentati al TAR e al Consiglio di Stato. Coperta dal più assoluto e vergognoso silenzio mediatico, la vicenda è completamente sconosciuta alla quasi totalità della popolazione italiana” (fonte: www.girodivite.it).
Questa vicenda, come ho già detto, dura da più di 7 anni e Di Stefano, piuttosto che urlare, sbraitare e battere i piedi si è comportato da vero signore: ha preferito andare avanti seguendo le scartoffie, i ricorsi e la burocrazia. Sinceramente ho un travaso di bile e mi è inevitabile la nausea verso la nostra classe politica, i soliti politici, i soliti giochi, i soliti inciuci, ... i soliti!!! Questo Di Stefano mi è simpatico. Possibile che non si possa far nulla? Ecco... è spuntato il Sole che ride... Tana De Zulueda!!!!!!!!! Notizia del 6 dicembre scorso: ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio.
Avete le budella intrecciate? Peccato... ultima notiziuola...
il Governo italiano ha mandato presso il tribunale europeo lAavvocatura di Stato per... andare contro a Di Stefano e difendere Rete4 e i suoi abusi.