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"Potremo dire di avere raggiunto la parità tra i sessi quando donne mediocri occuperanno posizioni di responsabilità. (Francois Giroud)"

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Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?


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venerdì, 29 giugno 2007

L'8 per mille alla Chiesa cattolica

Essendo oggi il 29 giugno, essendo oggi san Pietro e Paolo, patroni di Roma, essendo io romana, essendo in ufficio, ma avendo un po' di tempo a disposizione, ho voluto curiosare tra i rendiconti di spesa dei fondi destinati con l’8 per mille alla Chiesa cattolica e pubblicati dalla
CEI. Ci ho perso un po' di tempo, ma, secondo me, o la pubblicità televisiva che ci propinano è fuorviante o, peggio, ingannevole, oppure c’è qualcosa di farraginoso e contorto.
Gli impieghi dei fondi assegnati si ripartiscono in 4 voci, 2 dei quali contengono sottovoci:
1) INTERVENTI NAZIONALI 274 milioni di euro
- Edilizia di culto (117 milioni): interventi edilizi a favore delle parocchie, delle aule per il catechismo (non dei parcheggi, delle palestre, degli impianti sportivi)
- Beni culturali (63 milioni): interventi per la tutela e la conservazione dei beni culturali ecclesiastici.
- Culto e pastorale (64 milioni): finanziamento delle opere pastorali (famiglie religiose e volontariato laicale), del fondo catechesi per l’educazione cristiana, dei Tribunali ecclesiastici regionali, dei fondi attribuiti alle diocesi per la cura delle anime, la formazione del clero, la catechesi, le facoltà teologiche e gli istituti religiosi.
- Carità (30 milioni): per promuovere iniziative caritative che hanno bisogno di un coordinamento nazionale e attività per fronteggiare emergenze per calamità naturali.
2) DIOCESI ITALIANE 240 milioni di euro
- Culto pastorale (155 milioni): spese per l’edilizia di culto (compresi i nuovi centri parrocchiali o arredi sacri); esercizio della cura delle anime (comprese le iniziative a favore del clero anziano e malato); formazione del clero e dei religiosi; alcune diocesi, poi, li utilizza per scopi missionari, sostegno ai campi scuola formativi per ragazzi, sostegno ai consultori familiari e ai centri di accoglienza e di ascolto.
- Carità (85 milioni): realizzazione di molte iniziative, sorte dall’impulso della carità cristiana e animate da sacerdoti, religiosi e volontari laici, nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni ed altri enti che danno risposta efficace alle tante esigenze relative alle vecchie e nuove povertà.
3) TERZO MONDO 80 milioni di euro
Iniziative di solidarietà per l’umanità più svantaggiata dei paesi del Sud del Mondo, valorizzando iniziative delle Chiese locali in ambito scolastico, sanitario e delle emergenze come quelle della guerra, dei terremoti, della carestia e dell’alimentazione.
4) SACERTODOTI 336 milioni di euro
Si sostengono gli stipendi di 39 mila sacerdoti diocesani. La CEI dichiara, nel sito, che il 57 per cento dei fondi necessari al sostentamento del clero deriva dall’8 per mille.
Ora facciamoci due conti. Il Totale dei fondi assegnati nel 2006 è di 930 milioni di euro. Quindi:
1) Interventi nazionali - 29%
2) Diocesi italiane - 26%
3)
Terzo Mondo - 9%
4)
Sacerdoti - 36%
Considerando che la voce “Beni culturali” con i suoi 63 milioni  valorizza il patrimonio culturale ecclesiastico e quindi reca beneficio alla collettività; considerando anche che le voci “carità” con un totale di 115 milioni contribuisca a fronteggiare emergenze per calamità naturali e promuova iniziative contro la povertà, rientrando quindi nel messaggio dello spot pubblicitario, si arriva ad un totale di 178 milioni, che è esattamente il 19 per cento del totale dei fondi assegnati. A questi aggiungiamo la voce “Terzo Mondo” che corrisponde al 9 per cento del totale dei fondi, si arriva al 27,74 per cento. Ebbene, circa il 70 per cento dei fondi ricevuti con l’8 per mille vengono utilizzati in ambiti che non sono pubblicizzati negli spot, ma che invece riguardano il mantenimento dell’apparato della Chiesa cattolica, i suoi dipendenti e le sue infrastrutture. Ergo: di ogni 10 euro di IRPEF che il contribuente sceglie di destinare alla Chiesa cattolica, solo 3 vengono destinati alle finalità corrispondenti a quelle mostrate nelle pubblicità televisive e che, probabilmente, lo hanno indotto ad optare per questa scelta.
Niente da eccepire, basta saperlo!

DELIRATO DA kappa_pera | 12:35 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (11)

informazione, curiosità

mercoledì, 27 giugno 2007

Lost e il ritorno alle sane abitudini




Chi conosce  Jack, Sowyer, Sayid, sa di cosa sto parlando e di quanto, una volta entrati nella spirale di questa serie televisiva, si attendono con insofferente e ansiosa impazienza gli episodi successivi. Sto parlando di Lost. A chi non lo conosce ancora consiglio di evitarne la visione, a chi lo conosce esprimo tutta la mia solidarietà per la dipendenza alla quale, suo malgrado, è stato costretto. E’ la storia di 48 sopravvissuti ad un disastro aereo su un isola apparentemente deserta e inesplorata e che riserva molteplici e improvvisi misteri; ogni volta se ne risolve uno ne nascono degli altri. E tu lì, davanti alla tv come un ebete che pensi di aver capito tutto, perché ci hai pensato tutta la settimana, magari parlandone con altri lostdipendenti (io con la mitica Roscia) e poi all’improvviso pluffff e si rivolta la frittata: la spiegazione del mistero che avevi la presunzione di aver sciolto è completamente opposta a quella ipotizzata, e non solo!!! La spiegazione coerente, precisa e logica, cioè che nun fa ‘na piega,  produce uno o più enigmi e aripluffff FINE DELL’ENNESIMO EPISODIO. Azzzzzz.....

In Italia, è stata trasmessa la seconda stagione, ma io e Linux abbiamo in mano la terza stagione, che è stata trasmessa negli Stati Uniti quest’anno, ovviamente con i sottotitoli in italiano. Fino a poco tempo fa, guardavamo un episodio a settimana, anche per dar tempo al set di registrare la puntata... eh! Poi, con accordo tacito, non abbiamo avuto il coraggio di vedere le ultime due puntate... Come se fosse una reliquia da conservare intatta e magari da utilizzare per un’eventuale crisi d’astinenza. Ieri, finalmente, la grande decisione di farla finita (appunto!).
Io, la Marmotta e Linux ci posizioniamo davanti alla tv con bibite, noccioline, cuscinoni e così via, consapevoli del fatto che dopo questa serata dobbiamo aspettare settembre o ottobre prossimo per dare inizio al download della quarta stagione. Shhhhhh silenzio!!!! Inizia.
Ma poi, perché silenzio se stiamo leggendo i sottotitoli? Beh... probabilmente per le gran voci di quei gran figoni di Sowyer (il mio preferito), Jack e Sayid, e ci metterei pure Charlie! Beh, almeno per me e la Marmotta... per Linux c’è Kate e Claire. Shhhhh!!! Gustiamoci questi ultimi 80 minuti... eh.... PUFFF.... BLACK OUT ovvero: è an da ta via la lu ce! Il quartiere è al buio e tutto ci fa intendere che non tornerà a breve. Accidenti ai condizionatori!!! Cambio di programma: accendiamo le candele (immancabili da quando esiste l’Ikea) e Linux comincia a raccontare il libro che sta divorando da qualche giorno e che dichiara essere molto intrigante. Storie di spionaggio, di basi militari nascoste negli abissi dei ghiacciai, di strani esseri ibernati. Dico alla Marmotta: «Pensa che un tempo la situazione era simile a questa. Ci si riuniva attorno ad un tavolo e si parlava o si leggeva, si comunicava di più. Non era male, no?». Linux continua nel suo racconto sempre più intrigante... e la sua voce mi affascina e mi dondola la mente, come le nostre ombre oscillanti, proiettate sulla parete.... «Tesoro, vado a casa, tanto stai dormendo!!!»

 


Josh Holloway  (alias Sowyer il cowboy, nonchè preferito mio)



 Naveen William Sidney Andrews (alias Sayid l'iraniano, nonchè preferito della Marmotta)



Evangeline Lilly (alias Kate la fuggiasca, nonchè preferita di Linux)


 



 

 


DELIRATO DA kappa_pera | 12:32 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (4)

deliri personali, tv

lunedì, 25 giugno 2007

Totò, Peppino e.... la monnezza!!!



Totò Cuffaro vanta due presidenze alla Regione Sicilia. Vanta anche vari procedimenti giudiziari, come ad esempio... favoreggiamento alla mafia? Beh, c’è un’ampia letteratura in internet, se volete per caso approfondire la sua biografia. Già leggendola su wikipedia, vi assicuro che vi nauseerà abbastanza.

Ebbene, con quest’uomo è stato sottoscritto un accordo dal nostro governo Prodi, dal ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio e dal ministro della salute Turco. Tale accordo prevede la costruzione, in Sicilia, di ben 4 termovalorizzatori, che, si vocifera, saranno i più grandi d’Europa.

Perché?

Perché non si è tenuto conto del voto del Parlamento europeo che lo scorso febbraio ha respinto il tentativo di realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia in quanto la loro costruzione è subordinata al rispetto dei parametri di riciclaggio che, in questo momento, questa regione non rispetta?

Rita Borsellino (esponente dell’Unione all’Assemblea regionale siciliana): «L’intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell’Ue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa» e ancora afferma «nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile».

Meno teneri risultano i commenti di Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, e Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia «Prevedere termovalorizzatori con questo dimensionamento significa dire addio per sempre a una seria politica di riduzione e di raccolta differenziata visto che sarebbe mandata all’incenerimento la quasi totalità dei rifiuti prodotti nell’isola. Non è affatto vero che una corretta gestione dei rifiuti comporti un aumento dei costi. Nelle città italiane dove avviene una buona raccolta differenziata, una famiglia paga una tassa di 150 euro all’anno. In Sicilia, dove non supera il 5,5 per cento, si arriva anche a 300 euro. E con gli inceneritori la situazione per le tasche dei cittadini peggiorerà. A chi giova, dunque, tutto questo? Sicuramente non ai siciliani. Questo affare da circa 7 miliardi di euro giova invece alle quattro associazioni temporanee di impresa i cui interessi sono ampiamente tutelati da questo accordo».

Caro Alfonso, proprio lo scorso 4  giugno il tuo Ministero ha pubblicato le Linee guida per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento rifiuti e poichi giorni dopo, e in gran silenzio, firmi un accordo perché il governatore, e che governatore!, ti ha promesso di alzare “sensibilmente” il livello di raccolta differenziata e con tutta legalità... cioè? Ti ha promesso che non ci saranno infiltrazioni mafiose? Non solo, dichiari anche che non ti sei reso conto della "fregatura"e vorresti fare marcia indietro?

Ma dico! No, anzi, non dico niente. Alzo le mani e mi arrendo, tuttavia continuo a dire: Non vi capisco!!!



Dimenticavo:
i 4 inceneritori dovrebbero sorgere a Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa), tutte aree SIC, ovvero territori protetti dal vincolo comunitario per ragioni naturalistiche e paesaggistiche... machissenefrega, no?



fonti:

La Repubblica 2003

Legambiente

sito di Rita Borsellino

La Stampa 2007

DELIRATO DA kappa_pera | 13:23 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (7)

politica, ambiente, polemica

giovedì, 21 giugno 2007


Salviamo il Parmigiano-Reggiano dagli Ogm


Il Parmigiano-Reggiano si fa con il latte. E il latte viene dalle mucche. Ma le mucche del Consorzio del Parmigiano Reggiano mangiano soia Ogm della Monsanto. Il Parmigiano-Reggiano è uno dei prodotti italiani più famosi e apprezzati al mondo: è assurdo che ci siano Organismi Geneticamente Modificati nella sua filiera produttiva! Eppure le alternative ci sono. E sono a portata di mano. La soia certificata non-Ogm è disponibile sul mercato. In grandi quantità e a costi ragionevoli. Si tratta solo si scegliere.

Aiutaci a salvare il Parmigiano-Reggiano dalla trappola degli Ogm! Scrivi al Consorzio del Parmigiano-Reggiano.




Questa è la campagna lanciata proprio oggi da Greenpeace per salvare il nostro Parmigiano Reggiano dalle insidie dell'OGM e alla quale ho aderito.

Già lo scorso febbraio, la Greenpeace ha consegnato alla Commissione europea una petizione, firmata da più di un milione di cittadini, per chiedere l'etichettatura dei prodotti derivati da animali nutriti con OGM (latte, formaggio, carne, uova...).

Il mondo scientifico è diviso su tale tema e ricerche indipendenti rilevano che gli OGM, prima di ottenere l'autorizzazione al commercio e quindi al consumo, non vengono studiati adeguatamente. Questo vuol dire che non c'è da star tranquilli neanche un po', se questo è il sistema autorizzativo europeo sugli OGM!!!

Ma ciò che più mi sconcerta è che il disciplinare di produzione del Parmigiano oggi non vieta l'uso degli OGM nell'alimentazione animale. E' come se, a causa del colestesrolo alto, non posso mangiare il burro, allora decido di mangiare in bianco, magari la pasta burro e parmigiano!

Insomma, il problema è questo: ci sono molti produttori che in Italia escludono l'uso di OGM in tutti i passaggi della produzione, ma, come ha spiegato Federica Ferrario, resonsabile campagna OGM di Greenpeace "Il consorzio del Parmigiano Reggiano non è riuscito, fino ad ora, a evitare l'impiego di mangimi contenenti OGM dal disciplinare di produzione, ma questa scelta è possibile e praticabile oltre che necessaria per tutelare questa produzione".

IO, però, nel frattempo scelgo il grana padano (anche se ogni cosa includa il "padano" mi provoca acidità di stomaco). Ambedue le iniziative sono interessanti: sia la richiesta dell'etichettatura che la modifica del disciplinare di produzione!



PDF del Rapporto completo della Greenpeace


DELIRATO DA kappa_pera | 16:03 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (9)

ecologia, informazione

martedì, 19 giugno 2007

IO STO CON CRISTIANA!!!



Ho conosciuto la storia di Cristiana attraverso il blog di Masso che le aveva dedicato un post già due settimane fa. Ho deciso di scriverle e da allora si è instaurato uno scambio epistolare molto gradevole. Tuttavia, il pensiero di ciò che Cristiana ha subito e sta subendo, oltre a tormentarmi, mi ha indotta a lasciare traccia delle sue commoventi parole anche in questo umile spazio. Non scrivo nessun commento, nè alcuna premessa... non ce n'è affatto bisogno, ma vi esorto a leggere la sua lettera inviata al blog www.cristicchiblog.net. Grazie!

Per gli aggiornamenti vedi qui.

Lettera di Cristiana g. inviata ad un blog

Vi scrivo per riuscire a testimoniarvi la vicenda che ho vissuto e tuttora vivo da 3 anni. E’ una storia come tante altre che gia’ conoscete purtroppo, troppo spesso coperte dal silenzio. E’ una storia di malattia, diritti violati, malasanita’, ma soprattutto isolamento, indifferenza e pregiudizio sociale.

Ho 34 anni, soffro da 20 anni di patologia mentale cronica (DOC), vivo a Torino. Sono da sempre inabile al lavoro per questo motivo, ma nonostante i limiti imposti dalla malattia ho sempre cercato di condurre un’esistenza il piu’ possibile”normale”, in termini relazionali e pratici (compresi gli studi che ho portato avanti sino all’Universita’ e ad un Master successivo e da anni una vita domestica autonoma). Purtroppo 3 anni fa ha avuto inizio per me una vicenda di dissidi condominiali con una famiglia di vicini, che ha ben presto trasceso la natura banale e molto diffusa di questi conflitti.

Da allora sono in corso vessazioni continue da parte di queste persone, portate avanti con l’alibi della mia malattia (di cui erano consci per mia stessa informazione e dei medici) e proprio in virtu’ del pregiudizio sociale, senza che io potessi disporre di alcuno strumento di difesa, dal momento che ero gia’ stata privata della credibilita’. Tali vessazioni si manifestano con una vera e propria “guerra del rumore” che ha reso intollerabile e compromessa la mia intera esistenza entro le mure domestiche, dalle quali pero’ non ho potuto allontanarmi nemmeno temporaneamente. Infatti nessuno mi offre ospitalita’ per via della malattia e non ho potuto cercare una nuova abitazione per ragioni in parte economiche e in parte di vincoli imposti dai miei familiari e non desidero vivere all’interno di una comunita’.

L’unica alternativa valida e’ stata, nel momento peggiore e per qualche mese, rimanere per strada soprattutto nelle ore notturne. Inoltre l’atteggiamento dei vicini e’ stato piu’ volte denigratorio e diffamante nei miei confronti, inducendo in me uno stato di soggezione psicologica non facile da superare, arrivando infine a minacce fisiche e ad una aggressione fisica purtroppo in assenza di testimoni, che ho avuto timore e impossibilita’ a denunciare. Di quella stessa aggressione, per falsa accusa, mi trovo oggi imputata io stessa e in attesa di giudizio.

E lo stress per la vicenda legale, dall’esito peraltro incerto, va sommarsi al resto. Ovviamente ho cercato di tutelarmi fin dall’inizio rivolgendomi a tutte le istuzioni giuridiche accessibili (carabinieri, polizia, ufficio del Procuratore), da cui il problema e’ stato ritenuto "non di competenza" ed ignorato; ho allora bussato a tutte le porte possibili in termini di assistenza sociale, ad alcune associazioni di specifica tutela dei diritti degli ammalati psichici, le quali sembrano aver messo in atto una drammatico gioco di “scaricabarile” ritenendo ognuna, per motivazioni varie, l’argomento non di loro competenza e rinviandomi sempre ad altre istituzioni in un circolo totalmente sterile e scoraggiante.

Sottolineo che tutto questo avveniva, gia’ nel 2005, in uno stato di degrado fisico e psicologico avanzato e con grandissimo sforzo, dal momento che non riuscivo piu’ uscire di casa e l‘unico canale era il telefono o le emails. Una situazione che era dunque sotto gli occhi di molti, non solo parenti, amici, medici curanti, ma specifiche istituzioni. Eppure nell’indifferenza o nella dichiarata impossibilita’ materiale di porvi fine.

Ma il peggio doveva ancora venire.

Mi ero da ultimo rivolta ad un Associazione nazionale che nei propri intenti dichiarati comprendeva la lotta a qualsiasi forma di abuso o vessazione perpetrato ai danni di malati psichici. Ho esposto loro il timore e la consapevolezza che a breve sarebbe stata la psichiatria (ero in cura da qualche anno presso il CSM locale) ad abusare del proprio potere per legittimare e coprire l’operato dei miei vicini, cosa che purtroppo si e’ pesantemente verificata.

In quella occasione ero stata messa in contatto con un loro operatore sedicente avvocato - del quale non e’ stato possibile accertare l’identita’, ne’ piu’ rintracciarlo - il quale dapprima colpito dalla vicenda e disposto a intervenire rendendola pubblica, non appena saputo che le mie condizioni economiche non potevano coprire una spesa legale, ha improvvisamente mutato atteggiamento e ha dubitato della veridicita’ di quanto raccontavo, ribadendo che quanto esulava da abusi operati in campo e sedi strettamente psichiatrici esulava dalla loro competenza.

E questo a dispetto di cio’ che si leggeva nella dichiarazione di intenti dell’Associazione.La risposta definitiva e’ stata che “la mia storia poteva essere buona al massimo per il Maurizio Costanzo Show“. Cosa purtroppo infondata, visto che la Redazione del MCS ha liquidato la vicenda come “troppo delicata”!

La delusione e la consapevolezza di essere stata privata della credibilita’ persino presso gli enti che si proponevano il rispetto dei miei specifici diritti sono stati per me una condanna definitiva e dopo poco giorni ho tentato il suicidio, con conseguente Trattamento Sanitario Obbligatorio presso l’SPDC di un ospedale torinese.

Nonostante quel TSO sia stato perfettamente legittimo e doveroso e abbia salvato la mia vita, esso ha dato il via, come temevo, a una spirale senza via d’uscita: ha infatti consentito ai miei vicini di ricorrere successivamente piu’ volte al potere del Primario del reparto con dichiarazioni diffamatorie; ed abusandone questi con la richiesta di altri 2 TSO in due anni, oggettivamente privi dei fondamentali requisiti di legge (pericolosita’ per se’ e per gli altri), come tante persone e gli stessi operatori del reparto hanno potuto constatare.

Al di la’ della privazione della liberta’ questo ha significato subire atteggiamenti e manifestazioni verbali molto pesanti, tese a intimorirmi e squalificare la mia persona da ogni punto di vista , stavolta da parte del Primario , anche questo sotto gli occhi degli stessi dipendenti operatori.

Chi conosce l’argomento sa bene cosa un TSO (legittimo o non) determina dopo ogni dimissione: accertamenti santitari obbligatori, violazioni non legali del mio domicilio, l’imposizione anche dopo il ricovero di una terapia che ha messo a rischio la mia salute fisica , interotta per il coraggioso intervento di un medico, mio padre, che oggi finalmente e’ l’unico a lottare al mio fianco.

Questo significa aver vissuto in uno stato di terrore e allarme protratto all’interno delle mura domestiche, consapevole che qualunque azione diffamatoria dei miei vicini o tentativo mio di denuncia avrebbe per me significato una nuova reclusione: i medici stessi hanno non troppo velatamente veicolato il concetto ad ogni dimissione. Un terrore che continua e forse mi accompagnera’ per sempre, nonostante l’azione di tutela pratica di mio padre e finalmente un azione legale di diffida dei vicini, intrapresa in questi giorni. A tutt’ oggi infatti esiste il rischio continuo e imprevisto che possano riverificarsi interventi del 118 o 113 e violazioni di domicilio per richiesta dei vicini senza motivazioni plausibili.

Questo soprattutto perche’ il danno subito, oltre che avermi moralmente annientata, privata della dignita’ e di qualunque liberta’, e’ stato anche di natura biologica, ossia ha determinato l’insorgere di nuovi gravi sintomi (non piu’ trattabili e probabilmente irreversibili). Ed essi mi espongono ovviamente ancor piu’ all’operato psichiatrico…anche in termini impropri e non adeguati.

Concludendo la mia situazione attuale comporta un senso di diffidenza generale verso qualsiasi persona o istituzione e la difficolta’ di riuscire ancora a intravvedere un futuro per me almeno qualitativamente accettabile.

E sul piano pratico le seguenti limitazioni: - vivere quasi sempre reclusa in casa e perdita di tutte le relazioni sociali prima esistenti- impossibilita’ da 3 anni di lavarmi e accedere senza paura ai miei servizi igienici (per il condizionamento insorto dalle ritorsioni rumorose)- impossibilita’ di gestire liberamente spazi e tempi all’interno della privata abitazione (come sopra)- privazione del sonno, alterazione ritmi sonno/veglia- impossibilita’ conseguente di uscire a procurarmi il cibo, dunque dipendenza assoluta da chi me lo recapita e alimentazione non adeguata all’equilibrio fisico(riuscendo talvolta ad uscire, cio’ significa comunque accettare la pesante umiliazione e vergogna per le mie condizioni igieniche)

Confesso di temere per la mia vita, perche’ sento che presto o tardi le mie condizioni arriveranno ad essere psicologicamente o fisicamente non piu’ tollerabili e non ho piu’ la possibilita’ neppure di ricorrere a cure adegute, visto sarei costretta a tornare, per ragioni di competenza territoriale, nello stesso ospedale e a contatto con la stessa persona che ha causato in buona parte il mio danno.

Dilemma che penso possa esemplificare bene fino a che punto puo’ spingersi la violazione dei diritti della persona, costituzionalmente garantiti (in linea teorica, ma come ho imparato a mie spese, non per tutti!) Tuttavia sono fermamente determinata a rimanere in vita e soprattutto a dedicare tutte le forze che restano a rendere pubblica la mia storia, almeno perche’ possa essere minimamente utile a una presa di coscienza collettiva e alla tutela di altre persone che vivono un disagio psichico e possono trovarsi ad affrontare identiche vicende (potrei fare il nome di almeno una, ricoverata con la forza come me nello stesso ospedale, per gli identici motivi).

Primo Levi scriveva “Ricordate che questo e’ stato“, io penso ci sia ancora tanto bisogno di gridare “Ricordatevi che questo e’”, ogni giorno, in ogni luogo, comprese le nostre “civili” societa’ e a distanza di 40 anni dalla chiusura dei manicomi.

Se certo la mia battaglia - come quella di molti di voi - e’ stata e sara’ lunga, sul piano legale e prima del recupero e della riaffermazione di quanto mi spetta per diritto come PERSONA, il passo piu’ grande e’ stato per me decidere di togliere quel “bavaglio” che da piu’parti e per troppo tempo mi e’ stato imposto.

Oggi compio 34 anni. A volte ho creduto che non ci sarei arrivata. Questa lettera e’ stato il regalo che ho scelto di farmi.

Ringraziandovi per l’attenzione, spero in un vostro cenno di riscontro, perche’
il sostegno morale e’ cio’ di cui piu’ ho bisogno, nella quasi totale solitudine che oggi vivo.

Cristiana G.

granitablu@yahoo.it 


ECCO IL MOTIVO DEL BANNER TOGLIERE IL BAVAGLIO

DELIRATO DA kappa_pera | 11:48 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (13)

solidarietà

mercoledì, 13 giugno 2007

centri antifumo fasulli

parte seconda


RAGGIRO: inganno realizzato con subdoli stratagemmi e artifici per sorprendere la buonafede altrui.



Ne sono stata vittima ed ho voluto raccontare la mia esperienza per tentare di evitare che altre persone cadessero in questa trappola.



Il primo post in questione ha suscitato malcontenti che a volte hanno sfiorato anche isterismi e, se avete un po’ di tempo, vi invito a leggerne i commenti.

Non mi ritengo una giornalista, né una 007 della rete, per cui non ho intenzione di lasciarmi coinvolgere ulteriormente in questa vicenda, nè cedere a pressanti e insensate richieste.

Ho riportato un comunicato pubblicato dalla Antismoking Center, motivo  per il quale si è scatenato il putiferio. Sono convinta che chi mi legge abitualmente non è affatto stupido e ha fatto sicuramente caso che il comunicato che ho riportato in fondo al post, e che ha suscitato tanto clamore, è stato comunque scritto dall’Antismoking Center, quindi una delle società probabilmente chiamate in ballo.

Se quanto da essa affermato risulta poi essere falso, come qualcuno dei commentatori anonimi ha sostenuto, sarà la magistratura che lo deciderà, visto che c'è un procedimento in corso... sempre secondo l'anonimo commentatore.

Questo è un semplice blog, che non ha la presunzione di sostituirsi né alla Magistratura, né a professionisti del giornalismo, ma che, tuttavia, vuole raccontare o esprimere opinioni o dare informazioni raccolte in rete, ma sempre, e per correttezza,  citandone la fonte!

All’accusa rivoltami di fare del blog una pubblicità all'Antismoking Center, mi sento di rispondere direttamente «prima di sentenziare su qualsiasi cosa, in questo caso il blog, sarebbe buona norma informarsi ed acquisire conoscenze sufficienti, perché se lo avesse fatto, si sarebbe senz’altro reso conto che io, autrice di questo blog, non ho mai avuto intenzione di fare pubblicità, men che meno a gente che non conosco e che non ho intenzione di conoscere. Tuttavia, mi permetta di invitarLa a leggere qualche mio post, poiché sono sicura che si renderà presto conto di come per mesi ho trascurato questo blog “non pubblicitario” per aprirne un altro interamente dedicato ad una ragazza affetta da una malattia rara e bisognosa di aiuto, e per il quale ho impegnato  forze ed energie anche togliendo tempo al sonno e agli amici. Si vede che Lei non è un lettore di blog, altrimenti commenterebbe con un linguaggio più consono, esprimendo le sue idee, ammesso che Le abbia, senza offendere, e rispettando di più i blogger e i suoi lettori».

Ora, per equità, e rispondendo così ad alcuni altri anonimi, allego le sentenze dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato emesse nei confronti sia dell’Antismoking Center che dell’Antismoking System.

Per avvalorare, infine, l’intento del mio post “bersagliato”, voglio esprimere un'ultima considerazione, per me la più importante. Ho ricevuto una e-mail da una signora che, avendo fatto una ricerca su internet con il numero verde -  lo ricordo 800584041 - del centro di benessere (?) al quale doveva recarsi per un appuntamento, e trovando il link del mio blog che descriveva la situazione di questo presunto studio medico e del fasullo dottore nella persona del signor Roberto Cantuni, ha rinunciato e disdetto l’appuntamento. Mi ritengo pienamente soddisfatta e anche se rimanesse l'unica persona a non essere andata da quei cialtroni per merito mio, la ritengo comunque una vittoria!

per chi vuole approfondire:

PROVVEDIMENTO n. 15130 del 18 gennaio 2006

contro Antismoking Center - per ingannevolezza

curiosità: tra i tanti profili di ingannevolezza sollevati dal segnalante, interessante leggere che "l'uso del termine terapia che induce a ritenere che si tratti di un trattamento medico; (...) il vantato riconoscimento ottenuto dall'Associazione Italiana Antifumo; (...) il titolo Dott. attribuito al presidente Enzo Lamberto."

Si legge quindi che il metodo che utilizza il signor (e non dottor) Lamberto è l'unico ad essere stato riconosciuto dall'Associazione Italiana Antifumo, ma a pag. 94 del Bollettino n. 3 del 6 febbraio 2006 si legge che a proposito dell'Associazione Italiana Antifumo AIA "risulta che la stessa è stata costituita, in forma di associazione, nel 1991 ed è presieduta dallo stesso Vincenzo Lamberto".

SANZIONE amministrativa pecuniaria di euro 32.600.

PROVVEDIMENTO n. 15529 del 24 maggio 2006

contro Antismoking System - per ingannevolezza

curiosità: è stato segnalato al Garante dalla Antismoking Center

SANZIONE amministrativa pecuniaria di euro 20.000.

MORALE: quando riceverete una telefonata per un controllo gratuito per il vostro bene, diffidate o, almeno, prima di prendere un appuntamento informatevi bene sul Centro e su chi lo gestisce.

Amen!

DELIRATO DA kappa_pera | 13:43 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (19)

truffe, informazione

venerdì, 08 giugno 2007

Esigenze bipartisan


Quando una decisione è bipartisan siamo tutti più contenti. O, almeno, abbiamo la sensazione che i parlamentari si rendono conto dell’alto compito di cui sono investiti e di essere rappresentanti del popolo. Abbiamo anche la sensazione che, con il bipartisan, si decida con maggior responsabilità e con senso morale, al di là delle ideologie dei vari schieramenti, senza scaramucce o ripicche.

Ecco un esempio bipartisan: una lettera a firma di alcuni senatori, che si dicono portavoce di molti altri, indirizzata ai senatori questori del Senato:

Copio e incollo da La Repubblica

Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti

Rocco Buttiglione (UDC)

Albertina Soliani (Ulivo)

Gianni Nieddu (Ulivo)

Romano Cominciali (Forza Italia)

Helga Thaler Ausserhofer (Autonomie)




Quello che mi tormenta da questa mattina è: Ma, in virtù del fatto che l’intolleranza al lattosio è un fenomeno sempre più diffuso e che quindi non è da sottovalutare,  sarà previsto anche il gelato di soia?


DELIRATO DA kappa_pera | 15:36 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (8)

curiosità

lunedì, 04 giugno 2007

CENTRI ANTIFUMO FASULLI


«Il nostro è un centro privato che ha aderito alla campagna antifumo, se lei è una fumatrice può sottoporsi ad una visita, assolutamente gratuita, per vedere lo stato dei suoi polmoni». Dopo questa presentazione, non potevo non prendere appuntamento e chiedo l'indirizzo. La graziosa signorina è ben preparata: «Piazza Pompei 14. Siamo vicini a via Gallia (Toh, vicino casa mia!!!) Prenda nota anche del numero verde 800584041 per qualsiasi contrattempo». Essendo scettica di natura,  comincio a navigare su internette. Dubbi: Perché non dirmi il nome del centro? E perché non darmi il numero fisso dello studio? Infatti, gira che ti rigira, cercando su Google il numero verde, ma anche l’indirizzo, non esce assolutamente nulla. Arrivato il giorno dell’appuntamento, io e Marco ci diamo appuntamento proprio alla piazza. Trovato il portone, ci aspettiamo di trovare una targa. Eccola: cartoncino bristol giallo ritagliato a dimensione di una targa normale con su scritto “centro di benessere - servizio clienti 0583-981789". Memorizzo. La signorina mi aveva detto che dovevo salire direttamente al primo piano (non vuole che chieda al portiere?). Trovata la porta da un indizio infallibile: il campanello che contiene un rettangolino ritagliato dallo stesso cartoncino bristol con scritto Centro di Benessere (evidentemente sono dei risparmiatori). Ci apre una bella ragazza con il camice bianco che ci porta dal "Dottore"... (dice lei). Eccolo: una figura austera, somigliante ad un Freud un po’ paffutello, con camice bianco e... l’immancabile badge giallo, lo stesso giallo del cartoncino bristol della targa e del campanello. Qui c’è scritto GSM Dottor Roberto Cantuni. Sopra a questa scritta c’è un altro rettangolino giallo bristol con la scritta DIRETTORE SANITARIO (di che?). Strano che  il rettangolino sia sovrapposto al "badge", forse è pronto per esser sfilato in caso di necessità... Direttore sanitario è una bella responsabilità, una bella gatta da pelare...  Mah. Che malfidata che sono. Il "Dottore" inizia con la sua pressione psicologica. Chiamiamo pure le cose con il loro nome: era proprio terrorismo psicologico. «Questi sono i vostri polmoni» ci urla mostrandoci una gigantografia di polmoni incatramati. «Il signore quante sigarette fumava?» chiedo ingenuamente. «O due sigarette o due pacchetti è lo stesso!!!», risponde il Dottore sempre più infastidito. "Cazzate" penso io. Beh, vi risparmio l’andazzo della paternale, tanto ve la immaginate. Alla fine ci fa soffiare dentro un tubo collegato ad un apparecchio della grandezza di un pacchetto di sigarette (ah ah ah paragone uscito spontaneo, giuro). Non posso descrivervi la sua espressione indignata. Vabbè ci provo: disgusto misto a disperazione per la situazione dei nostri polmoni. Chiaramente so che non ci ha detto nulla per non allarmarci, ma abbiamo capito lo stesso dal suo volto poco impassibile che sia io che Marco abbiamo solo qualche altro mese di vita. Siamo ambedue riconoscenti alla sensibilità e discrezione del Dottore. Ma, proprio quando, secondo lui, siamo veramente convinti che non c'è più via d'uscita, Lui ci dà la luce, la speranza. Sì, un rimedio c'è: smettere di fumare! (Io però non voglio smettere. Ma non glielo dico mica). «Bene, come si fa?» chiedo (sempre) ingenuamente. «Non ve lo dico» risponde con aria cinica e spavalda. «E allora se non so come si fa, non posso decidere se voglio smettere o no». Non so perché (ah si, lo farà sempre), ma sputa l’osso immediatamente «Il metodo si basa sull’auricoloterapia. Vi metto per iscritto che già dalla prima seduta, voi non toccherete più una sigaretta, perché proverete disgusto». «Allettante, e quanto costa?» oso chiedere. Il Dottore mi guarda fisso con un sopracciglio alzato e quasi schifandosi del mio bel faccino sorridente sentenzia «La salute e la vita non hanno prezzo! Che glielo dico a fare? Tanto voi non siete intenzionati a smettere». Riparto in quarta «Per decidere, io ho bisogno anche di sapere i costi. Non prendo decisioni basandomi su cose che non conosco». Allora, sospirando, prende un foglio di carta e una penna. Ci guarda tutti e due e sospira nuovamente, come a dire “poveracci”. Fa un rapido calcolo per sapere che in due spendiamo di sigarette ben  220 euro al mese. Ora è ancora più serio. Ci guarda intensamente, tentando di intimorirci... e poi la speranza di una via di uscita... «Sarò buono! Ma dovrete accettare adesso o mai più. Solo per voi!!! Vi offro il trattamento per due persone al prezzo di una solamente. Diciamo... (continua a pensare guardando in alto) 86 euro.... ». “Dov’è la fregatura” penso io... Poi subito mi rendo conto che non aveva finito... continua, ma questa volta con tono più moderato e nello stesso tempo in modo mooolto più veloce «...al mese per 36 rate». Facendomi un rapido calcolo, giungo a pensare a 3000 euro per sole 12 sedute di venti minuti nell’arco di 3 anni. Il tempo necessario per cambiare la sede dello studio, cambiare il numero verde e non so che altro. «Beh, non posso decidere così in quattro e quattr’otto». Questa volta ho davvero esagerato. Il Dottore si alza di scatto, strappa scrupolosamente il foglio e mentre si accinge a lasciare il palcoscenico urla «Non avete capito proprio niente!!!! E fatevi controllare dai vostri dottori». Io e Marco ci guardiamo allibiti, usciamo senza naturalmente salutare e scriviamo, per paura di dimenticarcene, tutti i dettagli acquisiti nello pseudo studio, naturalmente non prima di esserci accesi una gustosa sigaretta! Arrivati a casa abbiamo fatto una ricerca su ogni dato in nostro possesso. Sapete, a parte il fatto che i truffatori mi infastidiscono, mi incavolo ancora di più se penso che ci sono tante persone più deboli o magari deboli in quel momento che accettano e magari si ritrovano ad avere un debito con questi cialtroni. Ebbene, internet è meraviglioso. Ho trovato tante inserzioni di lavoro con le quali società più o meno anonime offrono veri affari con i fumatori... un vero e proprio business... (non fatemi commentare)


22 Maggio 2003 ce.m.a. srl usmate velat  società in franchising Usmate-Velat business in franchising per apertura in tutta Italia di centri antifumo. cerchiamo affiliati che con un minimo di capitale iniziale aprano un centro antifumo nella propria città. per informazioni chiamare 800/029455 la chiamata è gratuita ed è un'attivita molto redditizia e priva di concorrenza, serve una buona predisposizione ai rappori interpersonali e la cosapevolezza che far smettere di fumare è una mission e anche un grande business. tutti ne parlano quindi questo è il momento non fatevi scappare questa opportunità, le zone concesse sono in esclusiva con un bacino di 300.000 abitanti. chiama potresti costruirti un nuovo futuro, chiedi di Roberto Cantuni Recapito (email o tel.) 800/029455


Toh. Chiamo il numero verde. Non risponde nessuno!!!! Toh... non lo chiamano Dottore, eppure è un direttore sanitario!!!



come consulente alle vendite da svolgere comodamente in studio. Astenersi perditempo telefonare a 0583981789 o 0583494650. Toh, lo stesso numero del servizio clienti.


Questo è più carino


MULTILEVEL CERCA PERSONALE




Società in franchising, per l'apertura di 150 centri antifumo su tutto il territorio nazionale. cerca imprenditori possibilmente introdotti in società di multilevel marketing, da inserire nella rete con una nuova formula priva di investimento iniziale. si richiede solo una fee d'ingresso di 3.500,00 ? e un locale di 50mq. in questo modo ama center è certa di avviare i neo affiliati, senza bisogno di grossi investimenti per sei mesi, di quadagnare da subito e di comprendere a fondo il tipo di attività, per poi inserirsi definitivamente. è un'attività priva di concorrenza molto redditizia con un fatturato medio annuo di 250.000,00 ?. per ulteriori informazioni inviate una e-mail a amacenter@virgilio.it oppure telefonare al numero 0354521067 e chiedere del Sig. Roberto Cantuni. non perdete questa opportunità. l'offerta è rivolta anche a imprenditori con attività già in essere come centri dimagrimento, centri benessere, palestre,poliambulatori medici.


contatti: Roberto Cantuni - amacenter@virgilio.it




Dopo aver notato le diverse società che riconducevano sempre allo stesso nominativo  SIGNOR Cantuni o numero telefonico (Ce.m.a. srl, Ama center, GSM), trovo la chicca:




Notizia pubblicata dalla Antismoking Center che copio e incollo per vostra comodità, evidenziando alcune parti.


Il metodo brevettato Antismoking è stato spudoratamente ed impropriamente copiato da diversi ex collaboratori della società Antismoking center S.p.a. Tra questi la signorina Xxxxxxxx, ex collaboratrice della nostra società, si è indebitamente appropriata di tutto il Know Out industriale, e di copia dei brevetti, per poi creare una rete di centri Antifumo parallela, creando in Irlanda la società QUIT SMOKING INTERNATIONAL. La guardia di Finanza Italiana ha già sequestrato l'unica apparecchiatura esistente in Italia. Azioni congiunte sono in atto anche all'estero. La signorina              è stata denunciata sia Penalmente che Civilmente presso la procura della repubblica di Bergamo, dove a breve dovrà subire il primo processo assieme ad altri ex collaboratori Antismoking Center tra cui il Sig.                  ex incaricato della progettazione e sviluppo di nuove tecnologie di proprietà Antismoking Center, inoltre             ex tecnico, la signora           , ex affiliata Antismoking, il Sig.               ex master franchising per la Spagna. Avverso tutte queste persone sono pendenti procedimenti Penali. Altri provvedimenti sono stati presi nei confronti della società METODO TAM nonchè nei confronti personali del Sig.Cantuni Roberto ex formatore tecnico della società Antismoking center, il quale anch'esso in collaborazione con la Signorina             , aveva creato in Italia una fitta rete di Centri Antifumo, in concorrenza con i centri Antismoking. Avverso questa società la magistratura ha disposto il sequestro globale di tutte le apparecchiature esistenti in Italia circa 15, anche in questo caso si terrà a breve il primo processo Penale presso la Corte di Bergamo. Altri provvedimenti sono stati presi nei confronti della società ANTISMOKING SYSTEM, nonchè dei loro amministratori, ex affiliati Antismoking Center, è stata presentata presso la Procura della Repubblica di Roma la stessa denuncia come negli altri casi, ed anche qui siamo in attesa di un dispositivo di sequestro delle apparecchiature, in Italia e all'estero. La socieà ANTISMING SYSTEM è stata anche denunciata e condannata dall'ANTITRUST di Roma.




Allora sembra che ora sia tutto a posto. Mi chiedo, allora, perché il DOTTORE che mi ha accolto, si è appropriato dell’identità del signor CANTUNI, per di più indebitamente appellandolo con il titolo di DOTTORE? E perché poi inserire anche la qualifica di DIRETTORE SANITARIO riferito alla GSM che sarebbe Gruppo Servizi Multimediali, un centro di servizi franchising?



aggiornamento dell'11 giugno: su richiesta di una delle persone menzionate nell'articolo della Smoking Center (vedi commenti nn. 11, 12 e 13), ho censurato nomi di persone che non ho conosciuto personalmente, perchè non ho seri riscontri di quanto affermato dalla società suddetta.

... ma non finisce qui!!!!

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diario, deliri personali, informazione

 


venerdì, 29 giugno 2007

L'8 per mille alla Chiesa cattolica

Essendo oggi il 29 giugno, essendo oggi san Pietro e Paolo, patroni di Roma, essendo io romana, essendo in ufficio, ma avendo un po' di tempo a disposizione, ho voluto curiosare tra i rendiconti di spesa dei fondi destinati con l’8 per mille alla Chiesa cattolica e pubblicati dalla
CEI. Ci ho perso un po' di tempo, ma, secondo me, o la pubblicità televisiva che ci propinano è fuorviante o, peggio, ingannevole, oppure c’è qualcosa di farraginoso e contorto.
Gli impieghi dei fondi assegnati si ripartiscono in 4 voci, 2 dei quali contengono sottovoci:
1) INTERVENTI NAZIONALI 274 milioni di euro
- Edilizia di culto (117 milioni): interventi edilizi a favore delle parocchie, delle aule per il catechismo (non dei parcheggi, delle palestre, degli impianti sportivi)
- Beni culturali (63 milioni): interventi per la tutela e la conservazione dei beni culturali ecclesiastici.
- Culto e pastorale (64 milioni): finanziamento delle opere pastorali (famiglie religiose e volontariato laicale), del fondo catechesi per l’educazione cristiana, dei Tribunali ecclesiastici regionali, dei fondi attribuiti alle diocesi per la cura delle anime, la formazione del clero, la catechesi, le facoltà teologiche e gli istituti religiosi.
- Carità (30 milioni): per promuovere iniziative caritative che hanno bisogno di un coordinamento nazionale e attività per fronteggiare emergenze per calamità naturali.
2) DIOCESI ITALIANE 240 milioni di euro
- Culto pastorale (155 milioni): spese per l’edilizia di culto (compresi i nuovi centri parrocchiali o arredi sacri); esercizio della cura delle anime (comprese le iniziative a favore del clero anziano e malato); formazione del clero e dei religiosi; alcune diocesi, poi, li utilizza per scopi missionari, sostegno ai campi scuola formativi per ragazzi, sostegno ai consultori familiari e ai centri di accoglienza e di ascolto.
- Carità (85 milioni): realizzazione di molte iniziative, sorte dall’impulso della carità cristiana e animate da sacerdoti, religiosi e volontari laici, nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni ed altri enti che danno risposta efficace alle tante esigenze relative alle vecchie e nuove povertà.
3) TERZO MONDO 80 milioni di euro
Iniziative di solidarietà per l’umanità più svantaggiata dei paesi del Sud del Mondo, valorizzando iniziative delle Chiese locali in ambito scolastico, sanitario e delle emergenze come quelle della guerra, dei terremoti, della carestia e dell’alimentazione.
4) SACERTODOTI 336 milioni di euro
Si sostengono gli stipendi di 39 mila sacerdoti diocesani. La CEI dichiara, nel sito, che il 57 per cento dei fondi necessari al sostentamento del clero deriva dall’8 per mille.
Ora facciamoci due conti. Il Totale dei fondi assegnati nel 2006 è di 930 milioni di euro. Quindi:
1) Interventi nazionali - 29%
2) Diocesi italiane - 26%
3)
Terzo Mondo - 9%
4)
Sacerdoti - 36%
Considerando che la voce “Beni culturali” con i suoi 63 milioni  valorizza il patrimonio culturale ecclesiastico e quindi reca beneficio alla collettività; considerando anche che le voci “carità” con un totale di 115 milioni contribuisca a fronteggiare emergenze per calamità naturali e promuova iniziative contro la povertà, rientrando quindi nel messaggio dello spot pubblicitario, si arriva ad un totale di 178 milioni, che è esattamente il 19 per cento del totale dei fondi assegnati. A questi aggiungiamo la voce “Terzo Mondo” che corrisponde al 9 per cento del totale dei fondi, si arriva al 27,74 per cento. Ebbene, circa il 70 per cento dei fondi ricevuti con l’8 per mille vengono utilizzati in ambiti che non sono pubblicizzati negli spot, ma che invece riguardano il mantenimento dell’apparato della Chiesa cattolica, i suoi dipendenti e le sue infrastrutture. Ergo: di ogni 10 euro di IRPEF che il contribuente sceglie di destinare alla Chiesa cattolica, solo 3 vengono destinati alle finalità corrispondenti a quelle mostrate nelle pubblicità televisive e che, probabilmente, lo hanno indotto ad optare per questa scelta.
Niente da eccepire, basta saperlo!

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informazione, curiosità

mercoledì, 27 giugno 2007

Lost e il ritorno alle sane abitudini




Chi conosce  Jack, Sowyer, Sayid, sa di cosa sto parlando e di quanto, una volta entrati nella spirale di questa serie televisiva, si attendono con insofferente e ansiosa impazienza gli episodi successivi. Sto parlando di Lost. A chi non lo conosce ancora consiglio di evitarne la visione, a chi lo conosce esprimo tutta la mia solidarietà per la dipendenza alla quale, suo malgrado, è stato costretto. E’ la storia di 48 sopravvissuti ad un disastro aereo su un isola apparentemente deserta e inesplorata e che riserva molteplici e improvvisi misteri; ogni volta se ne risolve uno ne nascono degli altri. E tu lì, davanti alla tv come un ebete che pensi di aver capito tutto, perché ci hai pensato tutta la settimana, magari parlandone con altri lostdipendenti (io con la mitica Roscia) e poi all’improvviso pluffff e si rivolta la frittata: la spiegazione del mistero che avevi la presunzione di aver sciolto è completamente opposta a quella ipotizzata, e non solo!!! La spiegazione coerente, precisa e logica, cioè che nun fa ‘na piega,  produce uno o più enigmi e aripluffff FINE DELL’ENNESIMO EPISODIO. Azzzzzz.....

In Italia, è stata trasmessa la seconda stagione, ma io e Linux abbiamo in mano la terza stagione, che è stata trasmessa negli Stati Uniti quest’anno, ovviamente con i sottotitoli in italiano. Fino a poco tempo fa, guardavamo un episodio a settimana, anche per dar tempo al set di registrare la puntata... eh! Poi, con accordo tacito, non abbiamo avuto il coraggio di vedere le ultime due puntate... Come se fosse una reliquia da conservare intatta e magari da utilizzare per un’eventuale crisi d’astinenza. Ieri, finalmente, la grande decisione di farla finita (appunto!).
Io, la Marmotta e Linux ci posizioniamo davanti alla tv con bibite, noccioline, cuscinoni e così via, consapevoli del fatto che dopo questa serata dobbiamo aspettare settembre o ottobre prossimo per dare inizio al download della quarta stagione. Shhhhhh silenzio!!!! Inizia.
Ma poi, perché silenzio se stiamo leggendo i sottotitoli? Beh... probabilmente per le gran voci di quei gran figoni di Sowyer (il mio preferito), Jack e Sayid, e ci metterei pure Charlie! Beh, almeno per me e la Marmotta... per Linux c’è Kate e Claire. Shhhhh!!! Gustiamoci questi ultimi 80 minuti... eh.... PUFFF.... BLACK OUT ovvero: è an da ta via la lu ce! Il quartiere è al buio e tutto ci fa intendere che non tornerà a breve. Accidenti ai condizionatori!!! Cambio di programma: accendiamo le candele (immancabili da quando esiste l’Ikea) e Linux comincia a raccontare il libro che sta divorando da qualche giorno e che dichiara essere molto intrigante. Storie di spionaggio, di basi militari nascoste negli abissi dei ghiacciai, di strani esseri ibernati. Dico alla Marmotta: «Pensa che un tempo la situazione era simile a questa. Ci si riuniva attorno ad un tavolo e si parlava o si leggeva, si comunicava di più. Non era male, no?». Linux continua nel suo racconto sempre più intrigante... e la sua voce mi affascina e mi dondola la mente, come le nostre ombre oscillanti, proiettate sulla parete.... «Tesoro, vado a casa, tanto stai dormendo!!!»

 


Josh Holloway  (alias Sowyer il cowboy, nonchè preferito mio)



 Naveen William Sidney Andrews (alias Sayid l'iraniano, nonchè preferito della Marmotta)



Evangeline Lilly (alias Kate la fuggiasca, nonchè preferita di Linux)


 



 

 


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deliri personali, tv

lunedì, 25 giugno 2007

Totò, Peppino e.... la monnezza!!!



Totò Cuffaro vanta due presidenze alla Regione Sicilia. Vanta anche vari procedimenti giudiziari, come ad esempio... favoreggiamento alla mafia? Beh, c’è un’ampia letteratura in internet, se volete per caso approfondire la sua biografia. Già leggendola su wikipedia, vi assicuro che vi nauseerà abbastanza.

Ebbene, con quest’uomo è stato sottoscritto un accordo dal nostro governo Prodi, dal ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio e dal ministro della salute Turco. Tale accordo prevede la costruzione, in Sicilia, di ben 4 termovalorizzatori, che, si vocifera, saranno i più grandi d’Europa.

Perché?

Perché non si è tenuto conto del voto del Parlamento europeo che lo scorso febbraio ha respinto il tentativo di realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia in quanto la loro costruzione è subordinata al rispetto dei parametri di riciclaggio che, in questo momento, questa regione non rispetta?

Rita Borsellino (esponente dell’Unione all’Assemblea regionale siciliana): «L’intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell’Ue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa» e ancora afferma «nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile».

Meno teneri risultano i commenti di Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, e Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia «Prevedere termovalorizzatori con questo dimensionamento significa dire addio per sempre a una seria politica di riduzione e di raccolta differenziata visto che sarebbe mandata all’incenerimento la quasi totalità dei rifiuti prodotti nell’isola. Non è affatto vero che una corretta gestione dei rifiuti comporti un aumento dei costi. Nelle città italiane dove avviene una buona raccolta differenziata, una famiglia paga una tassa di 150 euro all’anno. In Sicilia, dove non supera il 5,5 per cento, si arriva anche a 300 euro. E con gli inceneritori la situazione per le tasche dei cittadini peggiorerà. A chi giova, dunque, tutto questo? Sicuramente non ai siciliani. Questo affare da circa 7 miliardi di euro giova invece alle quattro associazioni temporanee di impresa i cui interessi sono ampiamente tutelati da questo accordo».

Caro Alfonso, proprio lo scorso 4  giugno il tuo Ministero ha pubblicato le Linee guida per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento rifiuti e poichi giorni dopo, e in gran silenzio, firmi un accordo perché il governatore, e che governatore!, ti ha promesso di alzare “sensibilmente” il livello di raccolta differenziata e con tutta legalità... cioè? Ti ha promesso che non ci saranno infiltrazioni mafiose? Non solo, dichiari anche che non ti sei reso conto della "fregatura"e vorresti fare marcia indietro?

Ma dico! No, anzi, non dico niente. Alzo le mani e mi arrendo, tuttavia continuo a dire: Non vi capisco!!!



Dimenticavo:
i 4 inceneritori dovrebbero sorgere a Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa), tutte aree SIC, ovvero territori protetti dal vincolo comunitario per ragioni naturalistiche e paesaggistiche... machissenefrega, no?



fonti:

La Repubblica 2003

Legambiente

sito di Rita Borsellino

La Stampa 2007

DELIRATO DA kappa_pera | 13:23 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (7)

politica, ambiente, polemica

giovedì, 21 giugno 2007


Salviamo il Parmigiano-Reggiano dagli Ogm


Il Parmigiano-Reggiano si fa con il latte. E il latte viene dalle mucche. Ma le mucche del Consorzio del Parmigiano Reggiano mangiano soia Ogm della Monsanto. Il Parmigiano-Reggiano è uno dei prodotti italiani più famosi e apprezzati al mondo: è assurdo che ci siano Organismi Geneticamente Modificati nella sua filiera produttiva! Eppure le alternative ci sono. E sono a portata di mano. La soia certificata non-Ogm è disponibile sul mercato. In grandi quantità e a costi ragionevoli. Si tratta solo si scegliere.

Aiutaci a salvare il Parmigiano-Reggiano dalla trappola degli Ogm! Scrivi al Consorzio del Parmigiano-Reggiano.




Questa è la campagna lanciata proprio oggi da Greenpeace per salvare il nostro Parmigiano Reggiano dalle insidie dell'OGM e alla quale ho aderito.

Già lo scorso febbraio, la Greenpeace ha consegnato alla Commissione europea una petizione, firmata da più di un milione di cittadini, per chiedere l'etichettatura dei prodotti derivati da animali nutriti con OGM (latte, formaggio, carne, uova...).

Il mondo scientifico è diviso su tale tema e ricerche indipendenti rilevano che gli OGM, prima di ottenere l'autorizzazione al commercio e quindi al consumo, non vengono studiati adeguatamente. Questo vuol dire che non c'è da star tranquilli neanche un po', se questo è il sistema autorizzativo europeo sugli OGM!!!

Ma ciò che più mi sconcerta è che il disciplinare di produzione del Parmigiano oggi non vieta l'uso degli OGM nell'alimentazione animale. E' come se, a causa del colestesrolo alto, non posso mangiare il burro, allora decido di mangiare in bianco, magari la pasta burro e parmigiano!

Insomma, il problema è questo: ci sono molti produttori che in Italia escludono l'uso di OGM in tutti i passaggi della produzione, ma, come ha spiegato Federica Ferrario, resonsabile campagna OGM di Greenpeace "Il consorzio del Parmigiano Reggiano non è riuscito, fino ad ora, a evitare l'impiego di mangimi contenenti OGM dal disciplinare di produzione, ma questa scelta è possibile e praticabile oltre che necessaria per tutelare questa produzione".

IO, però, nel frattempo scelgo il grana padano (anche se ogni cosa includa il "padano" mi provoca acidità di stomaco). Ambedue le iniziative sono interessanti: sia la richiesta dell'etichettatura che la modifica del disciplinare di produzione!



PDF del Rapporto completo della Greenpeace


DELIRATO DA kappa_pera | 16:03 | DELIRA ANKE TU, KLIKKA QUI commenti (9)

ecologia, informazione

martedì, 19 giugno 2007

IO STO CON CRISTIANA!!!



Ho conosciuto la storia di Cristiana attraverso il blog di Masso che le aveva dedicato un post già due settimane fa. Ho deciso di scriverle e da allora si è instaurato uno scambio epistolare molto gradevole. Tuttavia, il pensiero di ciò che Cristiana ha subito e sta subendo, oltre a tormentarmi, mi ha indotta a lasciare traccia delle sue commoventi parole anche in questo umile spazio. Non scrivo nessun commento, nè alcuna premessa... non ce n'è affatto bisogno, ma vi esorto a leggere la sua lettera inviata al blog www.cristicchiblog.net. Grazie!

Per gli aggiornamenti vedi qui.

Lettera di Cristiana g. inviata ad un blog

Vi scrivo per riuscire a testimoniarvi la vicenda che ho vissuto e tuttora vivo da 3 anni. E’ una storia come tante altre che gia’ conoscete purtroppo, troppo spesso coperte dal silenzio. E’ una storia di malattia, diritti violati, malasanita’, ma soprattutto isolamento, indifferenza e pregiudizio sociale.

Ho 34 anni, soffro da 20 anni di patologia mentale cronica (DOC), vivo a Torino. Sono da sempre inabile al lavoro per questo motivo, ma nonostante i limiti imposti dalla malattia ho sempre cercato di condurre un’esistenza il piu’ possibile”normale”, in termini relazionali e pratici (compresi gli studi che ho portato avanti sino all’Universita’ e ad un Master successivo e da anni una vita domestica autonoma). Purtroppo 3 anni fa ha avuto inizio per me una vicenda di dissidi condominiali con una famiglia di vicini, che ha ben presto trasceso la natura banale e molto diffusa di questi conflitti.

Da allora sono in corso vessazioni continue da parte di queste persone, portate avanti con l’alibi della mia malattia (di cui erano consci per mia stessa informazione e dei medici) e proprio in virtu’ del pregiudizio sociale, senza che io potessi disporre di alcuno strumento di difesa, dal momento che ero gia’ stata privata della credibilita’. Tali vessazioni si manifestano con una vera e propria “guerra del rumore” che ha reso intollerabile e compromessa la mia intera esistenza entro le mure domestiche, dalle quali pero’ non ho potuto allontanarmi nemmeno temporaneamente. Infatti nessuno mi offre ospitalita’ per via della malattia e non ho potuto cercare una nuova abitazione per ragioni in parte economiche e in parte di vincoli imposti dai miei familiari e non desidero vivere all’interno di una comunita’.

L’unica alternativa valida e’ stata, nel momento peggiore e per qualche mese, rimanere per strada soprattutto nelle ore notturne. Inoltre l’atteggiamento dei vicini e’ stato piu’ volte denigratorio e diffamante nei miei confronti, inducendo in me uno stato di soggezione psicologica non facile da superare, arrivando infine a minacce fisiche e ad una aggressione fisica purtroppo in assenza di testimoni, che ho avuto timore e impossibilita’ a denunciare. Di quella stessa aggressione, per falsa accusa, mi trovo oggi imputata io stessa e in attesa di giudizio.

E lo stress per la vicenda legale, dall’esito peraltro incerto, va sommarsi al resto. Ovviamente ho cercato di tutelarmi fin dall’inizio rivolgendomi a tutte le istuzioni giuridiche accessibili (carabinieri, polizia, ufficio del Procuratore), da cui il problema e’ stato ritenuto "non di competenza" ed ignorato; ho allora bussato a tutte le porte possibili in termini di assistenza sociale, ad alcune associazioni di specifica tutela dei diritti degli ammalati psichici, le quali sembrano aver messo in atto una drammatico gioco di “scaricabarile” ritenendo ognuna, per motivazioni varie, l’argomento non di loro competenza e rinviandomi sempre ad altre istituzioni in un circolo totalmente sterile e scoraggiante.

Sottolineo che tutto questo avveniva, gia’ nel 2005, in uno stato di degrado fisico e psicologico avanzato e con grandissimo sforzo, dal momento che non riuscivo piu’ uscire di casa e l‘unico canale era il telefono o le emails. Una situazione che era dunque sotto gli occhi di molti, non solo parenti, amici, medici curanti, ma specifiche istituzioni. Eppure nell’indifferenza o nella dichiarata impossibilita’ materiale di porvi fine.

Ma il peggio doveva ancora venire.

Mi ero da ultimo rivolta ad un Associazione nazionale che nei propri intenti dichiarati comprendeva la lotta a qualsiasi forma di abuso o vessazione perpetrato ai danni di malati psichici. Ho esposto loro il timore e la consapevolezza che a breve sarebbe stata la psichiatria (ero in cura da qualche anno presso il CSM locale) ad abusare del proprio potere per legittimare e coprire l’operato dei miei vicini, cosa che purtroppo si e’ pesantemente verificata.

In quella occasione ero stata messa in contatto con un loro operatore sedicente avvocato - del quale non e’ stato possibile accertare l’identita’, ne’ piu’ rintracciarlo - il quale dapprima colpito dalla vicenda e disposto a intervenire rendendola pubblica, non appena saputo che le mie condizioni economiche non potevano coprire una spesa legale, ha improvvisamente mutato atteggiamento e ha dubitato della veridicita’ di quanto raccontavo, ribadendo che quanto esulava da abusi operati in campo e sedi strettamente psichiatrici esulava dalla loro competenza.

E questo a dispetto di cio’ che si leggeva nella dichiarazione di intenti dell’Associazione.La risposta definitiva e’ stata che “la mia storia poteva essere buona al massimo per il Maurizio Costanzo Show“. Cosa purtroppo infondata, visto che la Redazione del MCS ha liquidato la vicenda come “troppo delicata”!

La delusione e la consapevolezza di essere stata privata della credibilita’ persino presso gli enti che si proponevano il rispetto dei miei specifici diritti sono stati per me una condanna definitiva e dopo poco giorni ho tentato il suicidio, con conseguente Trattamento Sanitario Obbligatorio presso l’SPDC di un ospedale torinese.

Nonostante quel TSO sia stato perfettamente legittimo e doveroso e abbia salvato la mia vita, esso ha dato il via, come temevo, a una spirale senza via d’uscita: ha infatti consentito ai miei vicini di ricorrere successivamente piu’ volte al potere del Primario del reparto con dichiarazioni diffamatorie; ed abusandone questi con la richiesta di altri 2 TSO in due anni, oggettivamente privi dei fondamentali requisiti di legge (pericolosita’ per se’ e per gli altri), come tante persone e gli stessi operatori del reparto hanno potuto constatare.

Al di la’ della privazione della liberta’ questo ha significato subire atteggiamenti e manifestazioni verbali molto pesanti, tese a intimorirmi e squalificare la mia persona da ogni punto di vista , stavolta da parte del Primario , anche questo sotto gli occhi degli stessi dipendenti operatori.

Chi conosce l’argomento sa bene cosa un TSO (legittimo o non) determina dopo ogni dimissione: accertamenti santitari obbligatori, violazioni non legali del mio domicilio, l’imposizione anche dopo il ricovero di una terapia che ha messo a rischio la mia salute fisica , interotta per il coraggioso intervento di un medico, mio padre, che oggi finalmente e’ l’unico a lottare al mio fianco.

Questo significa aver vissuto in uno stato di terrore e allarme protratto all’interno delle mura domestiche, consapevole che qualunque azione diffamatoria dei miei vicini o tentativo mio di denuncia avrebbe per me significato una nuova reclusione: i medici stessi hanno non troppo velatamente veicolato il concetto ad ogni dimissione. Un terrore che continua e forse mi accompagnera’ per sempre, nonostante l’azione di tutela pratica di mio padre e finalmente un azione legale di diffida dei vicini, intrapresa in questi giorni. A tutt’ oggi infatti esiste il rischio continuo e imprevisto che possano riverificarsi interventi del 118 o 113 e violazioni di domicilio per richiesta dei vicini senza motivazioni plausibili.

Questo soprattutto perche’ il danno subito, oltre che avermi moralmente annientata, privata della dignita’ e di qualunque liberta’, e’ stato anche di natura biologica, ossia ha determinato l’insorgere di nuovi gravi sintomi (non piu’ trattabili e probabilmente irreversibili). Ed essi mi espongono ovviamente a