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venerdì, 29 febbraio 2008
Un pensiero colto al volo
Sapete cosa mi è venuto in mente? Che bisogna prendere esempio dal serpente. Con tutto il ribrezzo che posso nutrire nei suoi confronti, lo ammiro. Ammiro la sua potenza, la sua eleganza e la sua sinuosità, ma lo ammiro anche per un’altra cosa: ciclicamente si libera della sua pelle per rinnovarsi. E’ giusto! Mica scemo, diventa più bello e giovane di prima!!!
Tutti noi abbiamo un’identità, un modo di essere e uno stile di vita, così percepiamo l’immagine di noi, che si sostiene anche grazie alle nostre idee, i nostri pensieri, ma anche alle nostre abitudini. Dosiamo tutti questi ingrediente, o almeno tentiamo di farlo, per stare in armonia con noi stessi. Ma ad un certo punto della nostra vita, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando, nel bene e nel male, volenti o nolenti, e la nostra immagine è un po’ distorta, evanescente, quasi sospesa, e cominciamo a sentirci in bilico o almeno non più tanto in equilibrio. E allora ci poniamo domande esistenziali o cerchiamo una via di fuga, una soluzione che possa migliorare il nostro stato d’animo e il nostro equilibrio. Perché non si sta poi tanto bene quando qualcosa cambia, anzi. Riflettiamo e cerchiamo un appiglio che possa salvarci. E poi, una volta superato l’intenso dolore, ci convinciamo che bisogna staccarci da ciò che ci fa più male. E’ questo il momento di cambiar pelle, lasciarla a terra ed aspettare che si formi la nuova, come lui, il serpente. Certo che bisogna essere coraggiosi nel liberarcene. La guardiamo a terra con gli occhi scintillanti e nostalgici, ma sappiamo bene che dobbiamo andare avanti e rendere nuovamente nitida la nostra immagine… e stare bene. E andiamo avanti senza voltarci. Del resto, non si accoglierà mai il nuovo se non ci si libera del vecchio.
Mah, era un pensiero così e l’ho voluto scrivere.
Buon fine settimana a tutti i bloggers e non!
DELIRATO DA kappa_pera
| 20:24
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Tempera su carta di Fred WetteningThe barque Franisca sailing through a hurricane (Uragano sofferto dal "Francisca" nell'oceano indiano) - 22 febbraio 1874
"Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare la barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio."
Elogio della fuga - Henry Laborit
Altri passi che reputo ricchi di spunto per una riflessione, del resto tutti noi, in un modo o nell'altro, per necessità o per non arrendersi di fronte all'inesorabile trascorrer del tempo, abbiamo tentato di fuggire da qualcosa inseguendo un sogno o un'idea...
"Per noi, la causa prima dell'angoscia è l'impossibilità di realizzare l'azione gratificante, e sottrarsi a una sofferenza con la fuga o la lotta è anch'esso un modo di gratificarsi, quindi di sfuggire all'angoscia."
"L'uomo è un' essere di desiderio. Il lavoro può solo soddisfare i suoi bisogni. Sono rari i privilegiati che riescono a soddisfare i bisogni dando retta al desiderio. Costoro non lavorano mai."
"...perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l'unico rimedio all'abitudine, all'indifferenza, alla sazietà. E' tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E' l'elogio dell'immaginazione mai attuata e mai soddisfacente."
DELIRATO DA kappa_pera
| 12:16
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Anche se non è il momento e non ho l’umore giusto, oggi ho deciso di scrivere. Si, ok, ma cosa? Questo è il punto: non lo so!
E’ un momento delicato, particolare, critico e forse anche difficile. Anzi, no, non "forse", è maledettamente difficile. Non è sempre doloroso prendere delle decisioni importanti e fondamentali della tua vita? A meno che non si è incoscienti o superficiali, si tenta faticosamente di ponderare, studiare bene la situazione, analizzarla e, quindi, è inevitabile, ahimè, mettersi in discussione. Io e io a quattr’occhi: chi sono, cosa voglio, cosa ho fatto e perché?
Tutto facile, sembra. E invece No, affatto! Assolutissimamente. Accettare superficialmente i nostri sentimenti o le nostre percezioni, accettando quasi passivamente le conseguenti reazioni, come piacere, divertimento, gratificazione, risentimento, umiliazione, svilimento eccetera eccetera, allora si che è facile, ma è altrettanto riduttivo e superficiale. Diventa maggiormente difficile e complicato se si vuol capire il perché di quelle percezioni e di quei sentimenti. Per esempio, se mi piace molto la cioccolata, la mangio e mi viene un dolore allo stomaco, non vuol dire che, pur avendo sentito un fastidio io non ami la cioccolata. Cioè, io amo la cioccolata ma provo dolore quando la mangio!
Allora come posso evitare il dolore di pancia senza rinunciare alla cioccolata?
Questo è il punto!
Devo prima studiare e ricercare l’ingrediente della cioccolata che mi fa male e nello stesso tempo sottopormi anche ad un checkup per conoscere il mio organismo e come esso reagisce a determinate esperienze.
Ecco, ci siamo. Tolta la metafora la cosa, invece di semplificarsi, si è ingarbugliata. Se semplice è un checkup, così non è l’esplorazione di se stessi.
Ed io mi sto esplorando!
DELIRATO DA kappa_pera
| 14:13
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Credetemi, non è il severo rimprovero di una mamma al proprio figlioletto che ha combinato una marachella, bensì l’intervista “senza rete” di Andonello Caporale al senatore Nino Strano
(14 febbraio - La Repubblica - pag. 9)
Quella benedetta mortadella spalmata sulla faccia
Ma ho chiesto scusa!
Elo champagne che colava sul vestito e giungeva a picco sulla moquette rossa del Senato
Sono dispiaciuto, ricreduto, mortificato
Non è una giornata facile per il senatore Nino Strano: sembra sia stato ricusato dal Popolo della libertà per manifesta scostumatezza
Mi hanno detto che Berlusconi avrebbe dichiarato...
Tolga il condizionale
Sono affranto, è un momento orribile per me- E resto incredulo
L’etichetta di supercafone un po’ se l’è meritata
Ho inviato una mail di scuse a ciascuno dei senatori
Quelle foto in giro per il mondo!
Una mia mail di scuse è giunta anche a Romano Prodi
Non basta
Anche ai ministri
Non basta
Hoo acquistato un’intera pagina del quotidiano La Sicilia nel giorno in cui Gianfranco Fini, il mio leader, è giunto nella mia terra. Scuse a caratteri cubitali
Lei adesso è il male da estirpare
Me ne sono accorto, e non capisco
Gianfranco Fini, poveretto, cosa può dire?
Mi onoro dell’amicizia sua
Comanda Berlusconi
La cosa che più mi colpisce è questa accusa di indegnità
Potrebbe dire: avrò mangiato la mortadella, ma ladro non sono
Mai rubata una mela
Ha taroccato capitolati di appalti, concorsi?
La mia vita di amministratore è lucente
Tangenti?
Ero ricco e con la politica sono divenuto povero
Resta la mortadella ficcata in bocca
Ma ho detto che sono affranto , disperato di quel gesto
Ma ha capito che è tutto cambiato?
Chiudere la mia vita politica per indegnità è un’offesa al mio onore, alla mia famiglia, una cosa veramente impossibile da descrivere
Si è fatto prendere la mano
Il Parlamento viveva un clima elettrico
Ha pensato che il gesto fosse compatibile col clima?
Un po’ sì
Due settimane fa era compatibile. Oggi non più
Quando mi hanno detto di quelle parole di Berlusconi...
Vedrà che Berlusconi sarà spietato almeno il doppio con chi ha precedenti penali
Lei dice?
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:14
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Aderisco all’iniziativa lanciata da comicomix e riportata anche dall’amica TheHours, per sosterere la lotta al neuroblastoma (tumore che provoca la morte in età infantile). Amici Bloggers, vi prego di dedicare due minuti del vostro tempo a questa campagna. Qui i dettagli. Per ogni post sul sorriso ricevuto (da inviare a alex@comicomix.com), Comicomix verserà 2 euro all’associazione. Non è molto, ma proviamo!
Regalare un sorriso arricchisce se stessi e chi lo riceve: allevia il dolore, accarezza l’anima, ristora, incoraggia e... riscalda l’anima!
«Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere» (Jim Morrison)
Ancora inceneritori Non so cosa mi sia preso oggi, sarà il tempo a disposizione, ma avrei tante cose da scrivere... Vabbè, faccio una selezione: ecco qui la prima, che mi fa veramente incazzare!
Da microchip
di Alex Zanotelli
«Appello al popolo campano. L'ex presidente del Consiglio Prodi ha firmato il decreto per sbloccare i contributi alla costruzione degli inceneritori. Avevamo tanto lottato durante il lungo dibattito parlamentare sulla Finanziaria di quest'anno contro questi contributi, i cosiddetti Cip6, ed avevamo ottenuto che non fossero più dati ai nuovi inceneritori. I Cip6 sono i contributi che i cittadini italiani pagano per le energie rinnovabili (l'anno scorso lo Stato ha avuto circa 3 miliardi di euro da questi proventi). (...) » Se proprio vuoi farti del male, ma per una volta sii masochista, continua a leggere qui.
Assegnazione case dell'ente Regione Lazio E finalmente una notizia buona:
La Regione Lazio sta risolvendo il problema abitativo. Ha assegnato 700 abitazioni di sua proprietà, quindi con canoni mooolto vantaggiosi e per di più in zone semicentrali come Monteverde, Appio Latino, Montesacro e Sabaudia. Questo è solo un primo passo al fine di valorizzare il patrimonio abitativo della Capitale e del Lazio. Giovani coppieeeee, sfrattatiiiii, separatiiii, Bamboccioni di tutta Roma, all'arrembaggio... questa è un'occasione da non perdere. Ma... scusate... non vi ho detto tutto! Il bando è uscito il 20 dicembre 2007 e tra i requisiti si legge che l'affittuario deve avere un reddito annuo di... ehm ehm 125.000 euris (si, centoventicinquemila) . Bamboccioniiiiii... voi guadagnate 8.000 euris al mese? Nooooo???? Allora a casa co'mamma!
Ora mi chiedo: cosa vuol dire valorizzare il patrimonio abitativo? Ma se è quello che penso, non si potrebbe valorizzare con più soldi? Nel senso: il poveretto che guadagna 8mila euro, costretto a ricorrere all'assegnazione di case di enti, quanto potrà pagare di affitto? Io dico molto di più di quello richiesto. In altre parole, la regione l'avrebbe fatta meno sporca se avesse richiesto un canone proporzionato ai valori di mercato. O no? Sentite, nun je la faccio... vorrei dire, vorrei ricercare, vorrei scrivere, ma questo mi sembra veramente troppo! E per fortuna che sul sito della regione c'è scritto "Una regione per tutti, nessuno escluso"
ah da La Repubblica,
DELIRATO DA kappa_pera
| 13:11
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Sabato sono andata al cinema. Non so quanto tempo sia passato dall’ultimo bel film che ho avuto la fortuna di vedere (ce ne sono stati?). Se ci penso, non nego la difficoltà a trovarne uno che mi abbia entusiasmato. Ah, ecco, forse Angel-A di Luc Besson. Un film in bianco e nero, introspettivo e molto accurato nei dialoghi, oltre a offrire un’ottima fotografia! Ebbene, anche se la trama è banale e quindi prevedibilissima, Besson è riuscito a regalare molte emozioni e addirittura a farle respirare, percepire e apprezzare. Ma parliamo ormai di due anni fa. Cosa è stato proiettato di così prorompente, gustoso e apprezzabile negli ultimi due anni? Per me nulla. Ebbene, sabato scorso, sebbene "Match point " mi abbia delusa, ho voluto dare un’altra chance all’ormai fu brillante e intelligente regista Woody Allen, pagando il biglietto per vedere Sogni e delitti. La storia, con la sua estenuante lentezza, tipica di un bradipo addormentato, non convince sin dall’inizio, così aspetto che un qualche evento, una variazione o vibrazione, un colpo di scena arrivi. Non arriva. Secondo tempo. Sicuramente dovrà succedere qualcosa, non foss’altro per giustificare i 7 eurozzi del biglietto. Niente. Non è successo nulla. La banalità e la piattezza, malgrado la bravura dei due protagonisti, chiaramente poco alleniani, mortificano la reputazione di Woody, quel brillante regista che ci ha sempre regalato battute graffianti, nevrotiche e esilaranti. Ma come è possibile che proprio lui, che ha diretto film come Amore e guerra, Io e Annie, Prendi i soldi e scappa e il capolavoro, almeno per me, La rosa purpurea del Cairo abbia rinunciato agli spaccati di vita della Manhattan, che gli calzava a pennello, per farsi affascinare da una Londra altoborghese, con la presunzione di offrire cosa? Thriller? Film drammatici? Tra l’altro cartelloni, recensioni e critiche lanciano il film così “Dopo il successo di Match point”. Sarà!!! Altro film povero di colpi di scena, prevedibile e lento, ma sopravvalutato, forse per la scena finale da fico? Mi sembra un po’ poco. E poi, non capisco che fine abbia fatto Scoop, la cui uscita è stata DOPO "Match point". Sempre girato a Londra e che lo vede anche come protagonista insieme alla stupenda Scarlett, ma che, in fin dei conti, ci ha fatto sorridere con battute alla sua vecchia maniera. Come poter dimenticare questa... “emozione nella mia vita significa una cena senza bruciori di stomaco”. Battute degne del migliore vecchio Woody. Eppure questo film non è stato per niente citato. Mah! Sarò io?
Ora, però, mi sento di dire due paroline al vecchio maestro. Ti prego, viviti pure la tua Londra, ma non preoccuparti più per noi, che in qualche modo magari sopravviveremo lo stesso. Sii più umile, non sperimentare altri generi e lasciaci il ricordo del regista maestro della comicità nevrotica che solo tu sei stato in grado di affrontare magistralmente. Se sei a corto di fantasia, non sforzarti, semmai dedicati al Jazz!
Scusate, so che molti di voi non la pensano come me, ma lasciatemi il diritto, da ex ammiratrice di Woody, di esprimere tutta la mia delusione e preoccupazione che la sua ultima filmografia possa annullare tutta la bravura che ha brillantemente dimostrato in passato.
E così, io e Linux siamo usciti dalla sala cinematografica in silenzio, bastavano i nostri sguardi per capire che avevamo la stessa sensazione e opinione... Un sabato sera buttato all’aria. Ma non del tutto. All’uscita, camminando accanto ad un gruppo di ragazzi, non abbiamo potuto fare a meno di sentire ciò che diceva uno di loro: «Sarà, ma non l'ho capito! Eppure mi padre m’ha sempre detto che Woody Allen era ‘na garanzia! Vabbè, lo capirò. Sarà come m'è successo co' mi padre. Lui diceva 'na cosa e io non la capivo. Per esempio “Oscar da bagno”. Io mi vergognavo e pensavo che fosse una specialità der noto, o un modo de dì, ma poi finalmente qualche anno fa ho capito. Quanno diceva “Oscar da bagno” voleva dì “lo scaldabagno”... forse tra qualche anno capirò pure Whoody Allen».
A parte che eravamo tentati di chiedergli di raccontarci le altre frasi del padre che aveva capito dopo, il ragazzo ci suscitava tenerezza, anche perchè ignaro che questa volta non c'era proprio nulla da capire!!!
Gazie ragazzo per averci strappato la risata del sabato sera!
A voi il microfono
DELIRATO DA kappa_pera
| 11:52
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